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Procedure relative alla formazione della strumentazione urbanistica

Procedure per la formazione dei diversi strumenti urbanistici, delle loro varianti e di programmazione concertata

Le procedure per la formazione degli strumenti urbanistici, delle loro varianti e di programmazione concertata, seguono schemi programmatici, articolati in fasi consequenziali che si suddividono, in linea generale, in un primo momento di "adozione preliminare", un momento successivo di "adozione definitiva" ed un momento finale di "approvazione".

Vengono di seguito riportati i principali schemi procedurali:

Procedure relative agli accordi di programma in variante urbanistica.

Per quanto riguarda il procedimento di Accordo di Programma il primo riferimento normativo è costituto dall’art. 27 della L. n 142/90, confluito integralmente nell’art. 34 del D.lgs n. 267/2000. La norma sugli Accordi non si limita ad un mero procedimento autorizzativo da parte della P.A., ma si estende anche alla fase di “esecuzione” di opere o interventi. L’Accordo di Programma si attiva unicamente per iniziative di interesse pubblico e si conclude, previo il consenso unanime degli Enti sottoscrittori, con atto formale dell’Amministrazione competente. Quando per l’approvazione di opera pubblica, l’intervento risulta non conforme alla strumentazione urbanistica vengono attivati, ai sensi dell’art. 17 bis della LUR, gli endo-procedimenti di valutazione ambientale strategica e di variante urbanistica. L’Accordo e la Variante assumono efficacia dalla data di pubblicazione sul B.U.R.P. del Decreto Presidente della Giunta Regionale che approva l’AdP precedentemente sottoscritto.
L’istituto degli Accordi di Programma, è prevalentemente utilizzato nelle aree urbane ad alta concentrazione abitativa, dove la complessità dei processi di urbanizzazione e trasformazione richiede l’uso di questo strumento di programmazione attuativa ritenendolo più agevole per la gestione di processi urbanistici complessi. Risulta sporadico invece l’utilizzo degli Accordi, in ambiti territoriali di minor sviluppo socio-economico dove gli interventi risultano prevalentemente puntuali, di rango locale e non strategico.

Accordi di Programma in variante al PRGC

  • Quarta modifica all’Accordo di Programma, tra la Regione Piemonte e il Comune di Torino, per la realizzazione di Programmi Integrati di Intervento al fine di riqualificare il tessuto urbanistico, edilizio ed ambientale delle aree Lancia, Spina 2, Framtek, nel Comune di Torino. DPGR 96 del 27 dicembre 2016 approvazione AdP del15 dicembre 2016;
  • Seconda modifica all’Accordo di Programma tra Regione Piemonte Provincia di Torino e Comune di Nole per la realizzazione dello Scolmatore del Canale di ritorno di Nole (lotto n. 1) per la messa in sicurezza del bacino idrografico del territorio posto tra i Torrenti Stura di Lanzo e Banna nell’ambito nord est dell’Area Metropolitana T.se. Sottoscritto in data 16 gennaio 2017;
  • Modifica all’ Accordo di Programma tra la Città di Torino, la Regione Piemonte, FS Sistemi Urbani S.r.l. e Fondazione Cirpark finalizzato all’ampliamento del Centro di Biotecnologie Molecolari – Incubatore di Ricerca dell’Università di Torino, da collocarsi nell’area ex “Scalo Vallino” in zona via Nizza. DPGR n. 74 del 16dicembre 2013 approvazione 18 novembre 2013;
  • Modifica e integrazioni all’Accordo di programma vigente, DPGR 121/2009, per la realizzazione di un programma di interventi per lo sviluppo del complesso turistico e termale di Valdieri, delle acque minerali, dello sviluppo energetico e sostenibile. DPGR n.73 del 10.12.2013 approvazione AdP del 8 novembre 2013.

Note in merito alla verifica della completezza degli atti amministrativi

Si sono tuttavia riscontrate, durante le procedure di verifica degli S.U., delle carenze per lo più derivanti dalla confusione determinata dall'emanazione di leggi, circolari e DGR che hanno inciso su alcune parti della Circolare del Presidente della Giunta Regionale del 18.7.1989, n.16/URE , che risultava un valido riferimento per l'applicazione della LUR.
Si sono rese necessarie, pertanto, alcune precisazioni che prendono spunto da una serie di casistiche scaturite dall'attività di verifica delle pratiche urbanistiche.

Procedure relative agli strumenti urbanistici esecutivi con congiunta variante e piano particolareggiato

Per quanto riguarda infine gli Strumenti Urbanistici Esecutivi con congiunta variante strutturale agli strumenti urbanistici generali (ex 6° comma art.40 - LR 56/77 e smi ), risulta necessario puntualizzare che necessitano del parere vincolante di cui all'ultimo comma dell'art. 40 della LR 56/77 e smi e che gli elaborati adottati oggetto del Piano Particolareggiato, dovranno essere comprensivi della relazione finanziaria con la previsione dei costi dovuti per gli ambiti comunque soggetti all'esproprio.