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RURBANCE (Rural-urban governance)

 

Il progetto di cooperazione transnazionale RURBANCE (Rural-urban governance), co-finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) tramite il Programma di Cooperazione Territoriale Alpine Space 2007-2013. è stato sviluppato nel contesto dello spazio alpino, in collaborazione con altri 13 partner rappresentanti di 5 diversi Paesi europei.

Il  progetto  è  articolato  su  due  livelli:  quello  transnazionale  di  scambio  di  esperienze  sul tema  generale,  riferite  ad  ambiti  urbano-metropolitani  (le  principali  città  coinvolte  sono Torino,  Milano,  Verona,  Grenoble,  Monaco,  Graz,  Zurigo  e  Lubjana)  e  quello  locale costituito dalle aree pilota.
Partendo dal presupposto che le aree urbane e le aree rurali peri-urbane possono essere considerate come un unico sistema territoriale, i partner del progetto Rurbance hanno accompagnato i propri territori in un processo di condivisione di una nuova visione, capace di coniugare le potenzialità del mondo urbano e del mondo rurale attraverso una serie di attività sviluppate sul territorio.

In tale contesto il ruolo dei territori extraurbani e il loro collegamento con le valli di montagna sono cruciali. Il progetto si è posto quindi l’obiettivo di individuare un modello equilibrato di sviluppo economico per questi territori “metromontani”, che ha unito la dinamica delle aree metropolitane e le peculiarità e potenzialità dei territori d  montagna, funzionalmente e geograficamente ad esse collegati.
Il progetto si è articolato in 3 diverse scale territoriali.

Il sistema territoriale individuato dalla Regione Piemonte corrisponde al perimetro degli Ambiti di Integrazione Territoriale (AIT) 9 – Area metropolitana torinese e 10 - Ciriacese, così come definiti dal Piano territoriale regionale (Ptr).

Il perimetro dei 2 AIT comprende l’area metropolitana torinese, la prima cintura nord ovest di Torino, la piana attraversata dal Torrente Stura e le Valli di  Lanzo.

È un ambito territoriale complesso costituito da aree agricole periurbane, estese porzioni di aree agricole di pianura, tre sistemi vallivi, il corso ed il bacino idrografico del Torrente Stura di Lanzo nonché il Parco regionale della Mandria.

L’ambito territoriale è caratterizzato da centri abitati di medie e piccole dimensioni nei quali si registra una significativa espansione delle superfici edificate (residenziali, commerciali e produttive) con fenomeni diffusi di sprawl.

L’area pilota corrisponde all’intero perimetro dell’AIT 10 che comprende il Ciriacese e le Valli di Lanzo.
Il territorio  di  progetto è costituito dai Comuni appartenenti all’Unione di  Comuni del Ciriacese (Ciriè, Nole, Robassomero, San Carlo Canavese, San Francesco al Campo e San Maurizio Canavese).

Attraverso momenti di confronto, di formazione/informazione con le comunità locali il progetto ha condiviso con l’Unione dei comuni del ciriacese e del basso canavese, nuove misure di sviluppo e nuovi modelli di governance che potranno costituire la base per il ri-orientamento e l’integrazione delle politiche ambientali, rurali, urbanistiche, turistiche, sociali dell’Unione.

Le attività del progetto hanno consentito di: rafforzare/orientare i modelli di governance esistenti verso un approccio cooperativo per la definizione e applicazione di politiche trasversali e integrate; dare vita ad un processo di co-decisione e co-definizione di strumenti di pianificazione e di misure socio-economiche che diventino comuni nei processi decisionali a livello regionale e locale; condividere una visione integrata del territorio che guidi le politiche di sviluppo locale in ogni Sistema Territoriale; dare input a livello europeo, nazionale e regionale per un miglior uso dei fondi di coesione e sviluppo; produrre un set di modelli di governance integrabili nelle strategie di sviluppo regionali, nazionali e transnazionali.

In particolare il progetto è stata l’occasione per approfondire, in attuazione del nuovo  Piano territoriale regionale (Ptr) e del Piano paesaggistico regionale (Ppr), i temi che riguardano la pianificazione territoriale intercomunale, la conservazione  del  paesaggio e delle connessioni ecologiche tra gli ambiti agricoli periurbani e le valli alpine, il contenimento del consumo di suolo, la perequazione e compensazione  territoriale, ecologica e paesaggistica.

Metodologia finalizzata a integrare nelle decisioni di gestione e pianificazione del territorio la perequazione urbanistica e territoriale, le compensazioni ambientali a scala sovracomunale, nonché quantificare i servizi ecosistemici.

Proposte progettuali finalizzate alla nuova programmazione comunitaria 2014-2020 (Programmi di cooperazione transnazionale europei, Programma di sviluppo rurale, Aree interne, Città metropolitane, ecc.) o a iniziative di sviluppo locale.

Definizione di un nuovo modello di governance che arricchisca il ruolo e i compiti delle Unioni di Comuni, in relazione al nuovo assetto amministrativo derivante dalle riforme istituzionali, con particolare riferimento alle modalità e agli strumenti di pianificazione e programmazione propri del governo del territorio piemontese.

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