Governo, Regione Piemonte, Provincia e Città di Torino confermano il loro impegno per la realizzazione dell’alta velocità in Valle di Susa, tratto essenziale del “Corridoio mediterraneo”, che l’Unione Europea ha inserito tra le dieci priorità infrastrutturali strategiche. La nuova linea ferroviaria Torino-Lione (Nltl)) è infatti compresa nel V corridoio europeo ed è inserita nel progetto prioritario n. 6 “Asse ferroviario Lione - Trieste - Divaca/Capodistria - Divaca - Lubiana - Budapest - frontiera ucraina” che prevede la realizzazione della parte comune della sezione internazionale compresa tra Saint-Jean de Maurienne in Francia e l’intorno di Villarfocchiardo/Chiusa San Michele, in Italia.
Si tratta di un investimento di valore nazionale ed europeo per lo sviluppo e il lavoro e pertanto Governo e istituzioni piemontesi si sono rivolte alle comunità locali perché si superi ogni forma di contrapposizione pregiudiziale e ognuno concorra alla migliore realizzazione dell’opera.
A questo proposito nel mese di marzo 2012 sono state diverse le riunioni istituzionali: il 1° marzo si è tenuto a Roma l’incontro tra il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, il presidente della Provincia e il sindaco di Torino, Antonio Saitta e Piero Fassino. Si è stabilito che la Torino-Lione diventi una “linea di pianura”, adeguata agli standard europei e internazionali più avanzati, mentre la storica linea del Frejus potrà essere lasciata nella disponibilità del territorio, per il potenziamento del trasporto pubblico locale.
Il 5 marzo il governatore Cota ha incontrato a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio, Mario Monti, chiedendo al Governo di mettere in campo un pacchetto di interventi economici e misure fiscali per il territorio che riguardino la linea storica, il nodo ferroviario di Torino ed alcune opere che interessano i Comuni coinvolti. Tra le richieste, lo sblocco immediato dei fondi da parte del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) permetterebbe di finanziare il collegamento della ferrovia Torino-Ceres con il passante ferroviario di Torino in corrispondenza della stazione Rebaudengo. Il prossimo Cipe stanzierà 20 milioni di euro che rappresentano la prima tranche di 300 milioni relativi all'intesa quadro tra Governo e Regione Piemonte (Accordo di Pracatinat). Inoltre sono previsti 135 milioni di opere compensative per il territorio.
A sostegno dei risultati emersi dalle riunioni è stato pubblicato sul sito del Consiglio dei ministri un dossier in cui sono esposte in 14 punti tutte le ragioni per andare avanti con la nuova linea ferroviaria. Cartine, documenti e approfondimenti video spiegano i vantaggi dal punto di vista infrastrutturale, ambientale e occupazionale: si dimezzano i tempi di percorrenza per i passeggeri (da Torino a Chambery si passa da 152 minuti a 73; da Parigi a Milano da 7 a 4 ore), mentre si realizza un importante incremento della capacità nel trasporto merci (portata da 1.050 a 2.050 tonnellate e lunghezza fino a 750 metri per treno) con costi di esercizio quasi dimezzati. Il miglioramento del servizio ferroviario ridurrà sensibilmente il numero di camion su strada (circa 600.000/anno) nel delicato ambiente alpino, determinando una diminuzione degli incidenti stradali e delle emissioni da mezzi su gomma. A livello lavorativo sono previsti almeno 2.000 posti per tutta la durata dei cantieri e altre 4.000 occupazioni indirette.
Il 12 marzo il presidente Cota, d’intesa con il presidente della Provincia e il sindaco di Torino, Antonio Saitta e Piero Fassino, ha convocato una riunione plenaria dei sindaci della Val di Susa al quale ha partecipato anche il presidente dell’Osseratorio sulla Tav, Mario Virano. Viene proposto ai Comuni di lavorare alla redazione di un aggiornamento al cosiddetto “piano strategicoo per il territorio” del 2009, ovvero un pacchetto di rilancio del territorio con proposte concrete che vanno dagli sgravi fiscali su Irap, Irpef, Imu e benzina, alla creazione di un presidio dell’Istituto Superiore della Sanità finalizzato al monitoraggio permanente di quello che succede nella Valle e in prossimità del cantiere.
Fondamentale poi per l’avvio della Tav è stata la firma dell’accordo tra Italia e Francia, il 30 gennaio 2012, per la ripartizione dei costi relativi alla realizzazione della tratta transnazionale della linea ferroviaria Torino-Lione. I costi sono stati ridimensionati da 10,5 a 8,2 miliardi di euro, di cui il 40% finanziato dall’Unione Europea (è il cofinanziamento massimo che si può chiedere per le infrastrutture strategiche comunitarie) e il resto è a carico dell’Italia per una quota di 2,8 miliardi (il 57,9%) e della Francia per 2,2 miliardi (il 42,1%).
Il trattato internazionale ha dato così il via libera definitivo all’attuazione del progetto del tracciato transfrontaliero, che tiene conto delle evoluzioni attinenti al versante italiano per migliorare il suo inserimento nell’ambiente naturale e umano. La prima fase ad essere eseguita sarà il tunnel di 57 km che collega le stazioni di Susa in Piemonte e di Saint Jean de Maurienne nella regione Rhone-Alpes. La progettazione, avviata il 9 gennaio 2012, dovrà essere approvato sia dal Parlamento francese che dalla conferenza di servizi e dal Cipe da parte italiana. I lavori principali partiranno nel 2013 per concludersi nel 2023. Il viceministro Ciaccia ha inoltre confermato che nel 2012 si avvieranno le opere per il tunnel della Maddalena di Chiomonte, di 7,5 km. La governance del progetto verrà affidata ad un promotore pubblico italo-francese che sostituirà l’attuale società Lyon Turin Ferroviarie.
Alessandra Quaglia
marzo 2012