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Il piano
territoriale regionale (PTR) approvato nel giugno del
1997, viene espressamente qualificato come "piano urbanistico-territoriale
con specifica considerazione dei valori paesistici ed ambientali".
La scelta operata dalla Regione Piemonte, a favore di uno
strumento territoriale con valenza paesistica, trova le sue
motivazioni essenzialmente nella maggiore flessibilità
del piano territoriale rispetto al piano paesistico e nell'opportunità
di considerare unitariamente le problematiche del territorio
e quelle del paesaggio.
Inoltre, la scelta fatta corrisponde all'obiettivo di collegare
strettamente il profilo della tutela a quello del governo,
i problemi del territorio con quelli dell'ambiente, facendo
sostanzialmente confluire la disciplina paesistica in quella
territoriale, ma nello stesso tempo connotando quest'ultima
anche in funzione dei valori paesistici.
Il PTR prioritariamente indica, i caratteri territoriali e
paesistici e conseguentemente tutela con le norme di piano
le invarianti dell'immagine, cioè le emergenze paesistiche,
i sistemi dominanti di crinali e di versanti che caratterizzano
la forma del territorio e i beni di particolare valore ambientale
cioè gli ambiti più significativi per il loro
pregio naturalistico, scientifico o documentario. Tra queste,
individua come aree di elevata qualità paesistico-ambientale
quelle riconosciute di particolare qualità, spesso
a rischio e non ancora soggette a particolare tutela; comprendenti
sia alcuni insiemi geo-morfologici di rilevante significato
naturalistico e storico-culturale, sia altre aree particolarmente
significative e complesse, da tutelare attraverso una modulazione
di successivi strumenti di assetto territoriale, alle varie
scale e secondo le competenze. Esse dovranno formare oggetto
di successivi Piani Paesistici o Piani Territoriali con specifica
considerazione dei valori paesistici e ambientali e avranno
il compito di individuare l'organizzazione e la disciplina
d'uso del territorio.
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