I minori sono una delle categorie che più fortemente è condizionata dall'insicurezza o dalla poca vivibilità del contesto in cui vive. La Regione si impegna a tutelarli attraverso campagne di prevenzione e interventi che troverete descritti qui di seguito.
Ma i bambini sono anche soggetti attivi, il cui punto di vista in termini di qualità della vita delle città merita di essere preso in considerazione. La Regione si è impegnata per dare loro voce e per fare in modo che potessero esprimere le proprie esigenze e le proprie proposte.
Il progetto C!VIVO, promosso dalla Fondazione CRT, sostenuto dalla Regione Piemonte e realizzato dall'associazione Amapola è stato sviluppato con l'obiettivo di promuovere, sostenere e qualificare le politiche locali di sicurezza nella regione Piemonte, tentando di offrire un contributo allo sviluppo di una nuova generazione di politiche pubbliche per la sicurezza. Tra le diverse azioni realizzate, una è stata rivolta in particolare ai bambini, una voce che vale la pena ascoltare sul tema della sicurezza urbana. Il prodotto finale è un kit didattico che bambini e insegnanti possono utilizzare per esplorare e analizzare la città e per provare a pensare a piccole trasformazioni per farla assomigliare di più alla città che vorrebbero.
Per abuso all'infanzia si intendono: "gli atti e le carenze che turbano gravemente i bambini e le bambine, attentano alla loro integrità corporea, al loro sviluppo fisico, affettivo, intellettivo e morale, le cui manifestazioni sono la trascuratezza e/o lesioni di ordine fisico e/o psichico e/o sessuale da parte di un familiare o di terzi" (IV Seminario Criminologico-Consiglio d'Europa, Strasburgo-1978).
Nel termine complessivo sono quindi compresi la trascuratezza, il maltrattamento fisico, il maltrattamento psicologico, l'abuso sessuale, la violenza assistita, lo sfruttamento del minore e la sindrome di Munchausen.
Approvazione linee guida per la segnalazione e la presa in carico dei casi di abuso e maltrattamento ai danni di minori da parte dei servizi socio-assistenziali e sanitari.
Osservatorio Regionale infanzia e adolescenza
L'osservatorio nasce per soddisfare l'esigenza di costruire un panorama delle condizioni dei bambini e degli adolescenti in Piemonte
iniziativa promossa dal Protocollo d'intesa tra la Regione Piemonte, la Questura di Torino, il Comando Provinciale Carabinieri di Torino e l'Ufficio scolastico Regionale per il Piemonte per la realizzazione di azioni comuni per la prevenzione di comportamenti a rischio e la lotta al bullismo firmato in data 20 novembre 2007.
la condizione dei minori stranieri in Italia merita particolare attenzione, un fenomeno che appare ancora molto poco conosciuto
I ragazzi immigrati nel momento dell’arrivo in un nuovo Paese devono affrontare una realtà del tutto nuovo, e anche se, nella maggioranza dei casi, possono contare sul contesto familiare, può succedere che proprio tale contesto diventi il nucleo problematico dello sforzo di adattamento alla nuova situazione, per via del possibile scontro che nasce tra i diversi modelli sociali e culturali, in particolare quando il minore è in età scolare. L’incontro con la scuola, infatti, diventa il primo momento di confronto fra il modello familiare, orientato dai genitori secondo la cultura di appartenenza, e quello della società ospitante, che la scuola propone.
L’eventuale conflitto che si verifica fra la cultura di appartenenza e quella di accoglienza, soprattutto in quei momenti della vita quotidiana che necessitano di una mediazione sociale (rapporti con il vicinato, incontro con la scuola, con i servizi, relazioni extra-famigliari) possono portare il minore ad autoemarginarsi o a tentare di assimilarsi alla società di accoglienza.
Politiche regionali per la sicurezza integrata
Servizio a cura del Settore Sicurezza e Polizia Locale
Inviare eventuali suggerimenti e osservazioni a:
e-mail: osservatorio.sicurezza@regione.piemonte.it