La letteratura scientifica in materia di sicurezza urbana ha chiarito da tempo che le condizioni di sicurezza di una collettività dipendono da una molteplicità di fattori:
I fatti criminali assumono un ruolo centrale, ma non esclusivo. Conta anche la sicurezza percepita soggettivamente, perché migliora o peggiora la qualità della vita dei cittadini. Contano infine le condizioni di contesto socio-economico e soprattutto le disparità. Ma esistono complessi effetti di retroazione fra questi tre ambiti.
Maggiore criminalità determina senso di insicurezza, ma causa atteggiamenti personali di reazione e di difesa che riducono oggettivamente lo spazio criminale. Le condizioni sociali ed economiche influenzano il quadro della legalità, ma accade anche l'opposto: condizioni di maggiore sicurezza aiutano la stabilità e prosperità economica e viceversa. L'insicurezza percepita è il risultato di un gioco complesso, nel quale conta anche la solidità sociale ed economica che gli individui sentono alle loro spalle e questa genera a sua volta uno spirito più o meno coesivo che ha ricadute concrete sul piano della cura del territorio e dunque sul suo controllo.
Questa sezione presenta dati relativi a diversi aspetti di questa complessa questione. Ove possibile, i dati sono disaggregati per provincia e aggiornati annualmente. Alcuni fenomeni, misurati più sporadicamente, sono presentati come ulteriore occasione di approfondimento.
I dati relativi ai reati si riferiscono alle denunce, secondo la metodologia all'archivio SDI ISTAT. Le fonti, ove non diversamente indicato, sono: elaborazioni Ires su dati Prefettura di Torino o altre prefetture del Piemonte. Nella loro interpretazione bisogna considerare quindi i fatti non denunciati ossia il cosiddetto numero oscuro, la cui incidenza varia secondo il tipo di reato: vicino allo zero per furto di auto o moto e vicino al 100% per furto di parti di moto. Inoltre il numero totale di reati e perfino di specifiche tipologie può essere fuorviante, in quanto l'adeguamento al sistema SDI è in crescita. Per questo conviene sempre osservare variabili con un basso numero oscuro (furti d'auto o omicidi per esempio), valutare più variabili insieme e non dimenticare di considerare le serie storiche. Nel valutare i dati relativi alla provenienza geografica dei detenuti, non va dimenticato che i non italiani raramente possono godere dei requisiti per fruire dei benefici e quindi di pene alternative al carcere (ad esempio perché provi di fissa dimora).
Per un'analisi più completa si rinvia alla lettura dei Rapporti annuali sulla sicurezza integrata della Regione Piemonte.
Dati aggiornabili annualmente
Note e dati di approfondimento
Le percezioni di sicurezza e le contromisure dei cittadini, così come il grado di fiducia nelle istituzioni, derivano da un sondaggio realizzato ogni anno da SWG per e sulla base di un questionario IRES. Coinvolgono un campione casuale di 1200 cittadini piemontesi (e dal 2010 anche stranieri) con metodologia CATI/CAWI, quindi anche con panel internet per includere la fasce più giovani e con interviste dirette per gli stranieri. La preoccupazione per la sicurezza nella zona in cui si abita è comparabile con il "fear of crime" misurato ogni anno dall'ISTAT a livello nazionale.
Per un'analisi più completa si rinvia alla lettura dei Rapporti annuali sulla sicurezza integrata della Regione Piemonte.
Dati aggiornabili annualmente
Note e dati di approfondimento
I dati relativi al contesto socio-economico e territoriale hanno fonti diverse. Quelli sulla marginalità sono forniti dall'IRES Piemonte sulla base di quattro indicatori compositi che misurano il grado di vitalità delle società locali (escludendo i grandi comuni urbanizzati). Si tratta di dati tanto più attendibili quanto più si riferiscono ad aree relativamente estese ed omogenee. I dati relativi all'integrazioni fra italiani e altre minoranze nazionali si basano (per ora) sull'ipotesi "assimilazionista", che considera una minoranza tanto più integrata quanto più è simile alla maggioranza e derivano da diversi osservatori, in parte gestiti dall'IRES e in parte dalla Regione Piemonte. I dati sul capitale sociale sono omogenei alle metodologie più accreditate nel campo, ma non sono aggiornabili annualmente.
Dati aggiornabili annualmente
Note e dati di approfondimento
La Regione Piemonte farà annualmente un'analisi dei reati, al fine di monitorare costantemente il livello della sicurezza del territorio. I dati, resi disponibili in questa sezione del sito, consentiranno di elaborare una prima mappatura di fenomeni riconosciuti come importanti nella definizione dello stato di sicurezza di persone e comunità.
Il tema della sicurezza urbana racchiude un campo di fenomeni e di problemi molto diversi, al di là di ogni schematismo o categorializzazione, le politiche locali della sicurezza, per essere efficaci, non possono che partire dalla conoscenza della complessità dei fenomeni da affrontare e quindi articolare l'azione di contrasto su diverse linee d'intervento.
Per queste ragioni, si è deciso di dedicare questa sezione del sito alla raccolta di studi e ricerche sull'argomento, al fine di attingere ai contributi di conoscenza derivanti da questi approfondimenti.
L'Anci (associazione nazionale comuni italiani) ha avviato, a seguito del varo della legge 125/2008, una raccolta delle ordinanze emesse dai sindaci in tema di sicurezza urbana, dando vita ad una Banca dati finalizzata al monitoraggio dell'utilizzo dei nuovi poteri attribuiti ai sindaci, su scala nazionale.
I risultati della ricerca, sono di seguito consultabili.
OLTRE LE ORDINANZE I SINDACI E LA SICUREZZA URBANA http://www.cittalia.it/images/file/Indagine_Oltre%20le%20ordinanze.pdf
Politiche regionali per la sicurezza integrata
Servizio a cura del Settore Sicurezza e Polizia Locale
Inviare eventuali suggerimenti e osservazioni a:
e-mail: osservatorio.sicurezza@regione.piemonte.it