Epidemiologia Piemonte - Relazione sullo stato di salute della popolazione in Piemonte anno 1997

La mortalità per causa in Piemonte

 

Confronto tra la mortalità in Piemonte e Italia

Mortalità generale

Mortalità per causa e andamento nel tempo

Differenze geografiche

Differenze sociali

Differenze montagna-pianura

Confronto tra mortalità in Piemonte e mortalità in Italia 1993 - Maschi

Confronto tra mortalità in Piemonte e mortalità in Italia 1993 - Femmine

Mortalità in Piemonte negli anni 1980-91 secondo il distretto di residenza e le cause di morte - Maschi

Mortalità in Piemonte negli anni 1980-91 secondo il distretto di residenza e le cause di morte - Femmine

Istogrammi relativi alla mortalità per tutte le cause per alcuni indicatori di deprivazione (percentuale di laureati e diplomati in soggetti di età 0-64 anni - Piemonte 1988-1991

La mortalita’ per causa in Piemonte

Confronto tra la mortalità in Piemonte e in Italia
Nell’analisi della mortalità tra i maschi del Piemonte nel confronto con tutta l’Italia (dati relativi al 1993), il rischio relativo più elevato si osserva per gli incidenti stradali (SMR uguale a 142). Riguardo ai tumori, si rilevano eccessi per i tumori del colon (119) e della prostata (114), seguiti dai tumori polmonari (106). Un eccesso significativo si osserva inoltre per i tumori considerati nel loro complesso (104). Sedi tumorali per le quali si osserva un minor rischio sono lo stomaco (84) e il retto (63). Per quanto riguarda la mortalità generale la mortalità in Piemonte è inferiore a quella italiana (SMR di 96) in modo non marcato, ma comunque statisticamente significativo. Rischi inferiori si notano anche per le malattie dell’apparato digerente (93), del sistema endocrino nel suo complesso (89) e in particolare per il diabete (73). Per quanto riguarda le malformazioni congenite si osserva tra i maschi un minor rischio (64) che non si verifica analizzando il sesso femminile.

Nel sesso femminile, le cause di morte per le quali si osservano i rischi relativi più elevati in Piemonte rispetto all’Italia sono i tumori dell’utero (SMR di 140) e le malattie del sistema nervoso (129); eccessi significativi si osservano inoltre per le malattie del sangue (123), per le cause accidentali (122) e per le malattie del sistema respiratorio (106). Per quanto riguarda le sedi tumorali si stimano eccessi significativi per i tumori della mammella (116), i tumori del retto (114), i tumori del colon (113) nonchè per tutti i tumori (108). Si osserva una riduzione del rischio per tumori maligni gastrici (88). In eccesso la mortalità generale (112). Rischi relativi minori e statisticamente significativi si osservano per le malattie dell’apparato digerente (93), le patologie genitourinarie (86), l’infarto miocardico (77) e le malattie endocrine (70).

 

Mortalità generale
La mortalità generale, nel dodicennio considerato (1980-1991), mette in evidenza, per tutti gli indicatori, il noto fenomeno della sovramortalità maschile. Ogni anno in Piemonte muoiono, in media, 25.805 maschi, con un tasso grezzo di 1.213 per 100.000, contro 24.549 femmine pari ad un tasso grezzo di 1.084 per 100.000. Il tasso standardizzato per età mostra nelle femmine un valore pari al 58,4% di quello dei maschi (1.075,47 per 100.000 nei maschi e 628,28 per 100.000 nelle femmine). La differenza di sesso risulta ancora più evidente nelle classi di età più giovani: il rischio cumulativo di morte entro i 74 anni nei maschi è del 48,5% contro il 27,28% delle femmine, ed il numero di anni di vita persi entro i 75 anni è di 104,16 per 1.000 nei maschi contro 53,07 per 1.000 nelle femmine. In modo analogo si comporta anche la speranza di vita a tutte le età considerate.

 

Mortalità per causa e andamento nel tempo
Le malattie cronico-degenerative (tumori e malattie cardiovascolari) rappresentano (come nel resto d’Italia e del mondo occidentale) le prime due cause di morte, costituendo il 70% di tutte le morti nei maschi ed il 72,9% nelle femmine. Tra i maschi, la mortalità per tumore del polmone costituisce da sola il 28% di tutte le morti per tumore, mentre tra le femmine la mortalità per tumore della mammella rappresenta il 18,8% del totale dei tumori.

La mortalità per malattie dell’apparato circolatorio nei maschi dimostra un peso pressoché uguale delle due componenti principali: malattie ischemiche del cuore (32,1% del totale) e malattie cerebrovascolari (29,8%), al contrario delle femmine in cui le patologie cerebrovascolari rappresentano da sole il 34,3% del totale, contro il 21% della malattie ischemiche del cuore.

L’andamento temporale della mortalità per tumori dimostra, per entrambi i sessi, una sostanziale stabilità. Per quanto riguarda le più importanti sedi anatomiche, tra i maschi, si segnalano l’aumento della mortalità per tumore polmonare e il calo della mortalità per tumore dello stomaco, tra le femmine l’aumento della mortalità per tumore polmonare (molto più accentuata che tra gli uomini) e la diminuzione della mortalità per tumore dell’utero.

Al contrario, la mortalità per patologie dell’apparato circolatorio rivela, in entrambi i sessi, una notevole contrazione riscontrabile in entrambe le sue componenti principali.

E’ interessante segnalare, per l’importanza che assumono come causa di morte in età giovanile, e per il loro significato in termini di sanità pubblica, il decremento osservabile in entrambi i sessi della mortalità per cause violente (sia per infortuni, sia per incidenti della strada) e la riduzione della mortalità per cause curabili. La mortalità per patologie prevenibili, invece, mostra una riduzione nel sesso femminile, mentre mantiene valori costanti per tutto il dodicennio nel sesso maschile.

 

Differenze geografiche
La distribuzione geografica del rischio di morte per tutte le cause nei maschi mostra un evidente eccesso di rischio nel Nord-Ovest del Piemonte, in corrispondenza dell’arco alpino. Questa distribuzione è in buona parte sovrapponibile alla distribuzione geografica della mortalità per patologie dell’apparato circolatorio, respiratorio, digerente e per cause accidentali. Il rischio di morte per tutti i tumori (e di tumore polmonare quale principale sede anatomica), mostra un andamento opposto, essendo più elevato nel Nord-Est piemontese.

Più complessa appare la situazione nel sesso femminile. In questo caso, per quanto riguarda la mortalità generale, si osserva un eccesso di rischio nel Piemonte occidentale (meno netto, invece, l’eccesso di rischio nel Piemonte settentrionale), con una distribuzione del tutto sovrapponibile a quella della mortalità per patologie dell’apparato circolatorio. Le zone montane occidentali mostrano eccessi di rischio anche per patologie degli apparati respiratorio, digerente e per cause accidentali, pur con un quadro meno netto di quanto si osservi nel sesso maschile. Per quanto riguarda il rischio di morte per tutti i tumori, non sembra possibile riconoscere alcuna aggregazione spaziale significativa.

 

Differenze sociali
I grafici evidenziano come in Piemonte, nel periodo 1988-1991, sia dimostrabile una relazione quasi lineare tra il rischio di morte e il livello di deprivazione rilevato sia attraverso il titolo di studio, sia attraverso il reddito imponibile. Nel caso del livello di istruzione i maschi dei comuni più deprivati mostrano un eccesso di mortalità superiore di oltre il 60% rispetto ai residenti in comuni classificati come ricchi; questa differenza, sia pure più ridotta si conferma anche per il sesso femminile. Utilizzando come indicatore di deprivazione il reddito imponibile (indicatore meno affidabile del precedente) si possono mettere in evidenza gli stessi andamenti, sia pure con differenze tra gli estremi molto meno accentuate.

 

Differenze montagna - pianura
Il rischio di morte dei residenti in aree montane risulta significativamente superiore alla media regionale in entrambi i sessi: 10,5 % in più nei maschi e 3,19% in più nelle femmine.

Il dato più eclatante è rappresentato da un eccesso di rischio del 40% nei maschi e di oltre il 20% nelle femmine per patologie chiaramente correlate a situazioni di disagio sociale: suicidio e malattie alcool-correlate. I soggetti di sesso maschile residenti in montagna presentano, nel complesso, un eccesso di mortalità per tutte le cause di morte più importanti; una situazione più disomogenea appare nel sesso femminile, dove le donne residenti in montagna presentano un eccesso di rischio di morte per patologie dell’apparato circolatorio, e per alcuni tumori, bilanciata da una protezione significativa verso il rischio di morte per cause violente e accidentali, per diabete e per tumore del polmone, mentre non presentano differenze significative per i tumori nel loro complesso, per malattie ischemiche del cuore e per le morti evitabili.

Queste differenze appaiono ancora più accentuate ne i soggetti di età 18-64 anni, mentre tendono, sia pure con alcune eccezioni, ad attenuarsi nelle età più anziane.

 

Confronto tra mortalità in Piemonte e mortalità in Italia 1993 - Maschi

(SMR per causa di morte in ordine decrescente di grandezza)

Cause di morte

SMR
Accidenti stradali e da trasporto 142.63*
Suicidio 124.20*
Disturbi psichici 123.02*
Malattie del sangue e degli organi ematopoietici 120.02
Tumori maligni del colon 119.12*
Cadute e infortuni 115.19*
Tumori della prostata 114.66*
Cause accidentali (tutte) 111.06*
Malattie sistema nervoso e organi dei sensi 111.91*
Tumori della trachea, bronchi e polmoni 106.56*
Disturbi circolatori dell'encefalo 105.69*
Malattie infettive 105.09
Tumori tutte le sedi 104.18*
Malattie del sistema circolatorio 105.20*
Malattie dell'apparato respiratorio 98.44*
Tutte le cause di morte 96.05*
Malattie apparato digerente 93.08*
Infarto del miocardio acuto, altre malattie ischemiche del cuore 89.91*
Malattie ghiandole endocrine nutizione e metab. e dist. Imm. 89.47*
Malattie dell'apparato genito-urinario 88.05*
Sintomi, segni e stati morbosi mal definiti 86.04*
Tumori maligni dello stomaco 84.86*
Diabete mellito 73.46*
Alcune condizioni morbose di origine perinatale 68.40*
Malformazioni congenite 64.31*
Tumori del retto, della giunzione retto sigma e dell'ano 63.11*

* p < 0.05

 

Confronto tra mortalità in Piemonte e mortalità in Italia 1993 -Femmine

(SMR per causa di morte in ordine decrescente di grandezza)

Cause di morte

SMR
Tumori maligni dell'utero, tutte le sedi 140.39*
Malattie sistema nervoso e organi dei sensi 129.25*
Malattie del sangue e degli organi ematopoietici 123.15*
Cause accidentali (tutte) 122.90*
Cadute e infortuni 121.61*
Tumori maligni della mammella 116.36*
Tumori maligni del retto 114.72*
Tumori maligni del colon 113.91*
Suicidio 112.56
Tutte le cause di morte 112.65*
Malattie infettive 112.08
Tumori maligni della trachea, bronchi e polmoni 111.57*
Disturbi psichici 110.79
Disturbi circolatori dell'encefalo 109.17*
Tumori, tutte le sedi 108.16*
Sintomi, segni e stati morbosi mal definiti 106.85
Malattie dell'apparato respiratorio 106.43*
Malattie del sistema circolatorio 101.00
Malaformazioni congenite 97.50
Malattie apparato digerente 93.58*
Tumori maligni dello stomaco 88.16*
Alcune condizioni morbose di origine perinatale 87.06
Malattie apparato genito-urinario 86.85*
Complicanze della gravidanza del parto e del puerperio 79.68
Infarto miocardico acuto, altre malattie ischemiche del cuore 77.60*
Malattie ghiandole endocrine nutrizione , metab. e dist. Imm. 70.95*
Accidenti stradali e da trasporto 65.37*
Diabete mellito 64.54*

* p < 0.05

 

Mortalità in Piemonte negli anni 1980-91 secondo il distretto di residenza e le cause di morte (Fonte ISTAT)

Maschi

Tutte le cause  Apparato digerente
 Apparato circolatorio  Accidentali
 Tumori  Malattie ischemiche del cuore
 Apparato respiratorio  Malattie cerebrovascolari
 Tumore del polmone

Femmine

Tutte le cause  Apparato digerente
 Apparato circolatorio  Accidentali
 Tumori  Malattie ischemiche del cuore
 Apparato respiratorio  Malattie cerebrovascolari
 Tumore della mammella  

 

Istogrammi relativi alla mortalità per tutte le cause per alcuni indicatori di deprivazione (percentuale di laureati e diplomati)
in soggetti di età 0-64 anni - Piemonte 1988-1991

 Maschi  Femmine

 

SMR:
(Rapporto Standardizzato di Mortalità): esprime il rapporto tra il numero di morti osservato in una popolazione ed il numero di morti atteso nella stessa popolazione se su questa agissero gli stessi tassi di mortalità specifici per alcune variabili di confondimento che agiscono su di una popolazione assunta come riferimento. L’SMR esprime, in percentuale, l’eccesso o il difetto di mortalità, esistente tra la popolazione in oggetto e la popolazione di riferimento al netto delle influenze esercitate dalla diversa composizione per età. Ai fini della lettura, il valore 100 rappresenta il valore di riferimento (Italia); valori superiori o inferiori indicano una maggiore o minore mortalità rispetto alla popolazione di riferimento.

 
 

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