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Incidenza
di tumori in Piemonte e in Italia
Dallanalisi delle stime di incidenza di tumori in Piemonte (1990)
si rileva che i tumori più frequenti tra i maschi sono quelli
di trachea, bronchi e polmoni, del colon-retto, della prostata e della
vescica, mentre tra le femmine le patologie tumorali con più
alta incidenza sono quelle della mammella, del colon-retto, dello stomaco
e del corpo dellutero.
Dallanalisi
dei rischi relativi di incidenza di tumori in Piemonte rispetto allintera
nazione si osserva un modesto eccesso del rischio di incidenza dei tumori
maligni nel loro complesso sia tra i maschi (RR=1.03), che tra le femmine
(RR=1.04) piemontesi. Per quanto riguarda i maschi si evidenziano inoltre
eccessi di rischio superiori al 10% rispetto alla media nazionale per
tumori dellesofago, per tumori delle vie aeree e digestive superiori
(VADS) e per melanoma cutaneo. Si segnala anche un eccesso di rischio
prossimo al 10% per i tumori del colon-retto (RR=1.09), la cui incidenza
nei maschi piemontesi è al secondo posto, dopo quella dei tumori
di trachea, bronchi e polmoni. Per quanto riguarda il sesso femminile,
i rischi relativi che mostrano un eccesso superiore al 10% sono quelli
riguardanti i tumori dellovaio, i tumori delle VADS e i tumori
del collo dellutero. Si evidenziano inoltre eccessi di rischio
più modesti a carico dei tumori della mammella (RR=1.07) e del
colon-retto (RR=1.06), essendo questi i due tumori più frequenti
tra le donne piemontesi.
Occorre aggiungere
che, nonostante il lieve eccesso di rischio di insorgenza di tumori
in Piemonte rispetto allItalia, il Piemonte dimostra unincidenza
minore quando confrontata con altre regioni dellItalia settentrionale.
Questo minor rischio è verosimilmente attribuibile alla importante
presenza nella regione di individui provenienti dal Sud Italia. Il Sud
Italia, infatti, presenta un rischio di insorgenza di tumore inferiore
allItalia settentrionale.
Lincidenza
di tumori a Torino nel tempo
Per quanto riguarda il sesso femminile, dalla comparazione dei dati
nei due trienni considerati (1985-87 e 1988-91) si osserva un lieve
aumento dellincidenza delle patologie tumorali in toto (da un
tasso di 357,9 per 100.000 ad un tasso di 369,8 per 100.000), con un
incremento di circa il 3%. Si osserva inoltre un considerevole incremento
nelle incidenze di tumori del retto e di linfomi non-Hodgkin, che aumentano
rispettivamente del 18% e del 40%, mentre lincremento dellincidenza
di tumori della mammella, simile ai precedenti come valore assoluto,
è più modesto come valore percentuale (circa il 4% in
più). Per gli altri tumori non si evidenziano invece differenze
significative tra le incidenze relative ai due trienni considerati.
Anche per il sesso
maschile si osserva, nel triennio 1988-91, un aumento dellincidenza
dei tumori maligni nel loro complesso rispetto al triennio 1985-87 (da
un tasso di 452,6 per 100000 ad un tasso di 470,9 per 100000), con un
incremento di circa il 4%. Analizzando i dati per sede tumorale si rileva
un incremento dellincidenza di circa il 10% per i tumori maligni
di colon, prostata e vescica e di circa il 45% per i linfomi non-Hodgkin.
Si osserva invece un consistente decremento dellincidenza di tumori
dello stomaco (13%) e della laringe (30%). Per le altre sedi tumorali
presentate non si rilevano variazioni significative tra il primo e il
secondo triennio.
La sopravvivenza
per tumore
Nel complesso, la situazione torinese si colloca ampiamente sia nella
media del Nord Italia, sia nella media di altre nazioni nord europee,
con leccezione della sopravvivenza per tumore alla cervice uterina,
che si presenta molto inferiore sia ad 1 anno, sia a 5 anni dalla diagnosi.
Questa situazione, complessivamente buona, presenta tuttavia importanti
margini di miglioramento quando confrontata con la situazione ottimale
dellOlanda, che risulta più favorevole per tutte le sedi
anatomiche considerate, ed è particolarmente accentuata nel caso
della sopravvivenza a breve termine.
Le differenze
sociali nella mortalità per tumore in Piemonte
Tra gli uomini si osserva una riduzione del rischio di tumori dellorofaringe
per i più alti gradi di istruzione; tale rischio è minore
(0.44) ed è statisticamente significativo per i soggetti con
diploma di scuola media superiore. Un effetto protettivo per i più
alti gradi di istruzione si evidenzia anche per i tumori maligni di
esofago e stomaco. Per quanto riguarda lesofago, si osservano
rischi relativi statisticamente significativi per i soggetti senza titolo
di istruzione (1.97) e con licenza elementare (1.38), con rischi che
decrescono progressivamente con laumentare del titolo di studio.
Per i tumori gastrici leffetto è meno rilevante, pur osservandosi
una significativa riduzione del rischio (0.66) per i diplomati. Per
i tumori del colon si osserva invece un aumento del rischio relativo
con linnalzamento del titolo di studio: da un rischio significativamente
ridotto per i soggetti con licenza elementare (0.75) si passa ad un
rischio significativamente alto per i diplomati (1.44). Per i tumori
del retto il rischio più alto si osserva per i laureati (1.42),
pur senza un I.C.95% significativo, così come per gli altri tumori
del digerente e del peritoneo (1.99, significativo). Una associazione
statisticamente significativa con i tumori del fegato e vie biliari
si riscontra per i diplomati di scuola media inferiore (1.37). Per i
tumori della laringe e del polmone il rischio decresce con linnalzamento
del grado di istruzione (1.99 di rischio relativo di tumore della laringe
per i soggetti con licenza elementare, 0.49 per i diplomati; 1.36 di
rischio di tumore polmonare per i soggetti senza titolo, 0.66 per i
laureati). Per queste patologie eziologicamente fortemente correlate
al fumo di tabacco, tali differenze possono spiegarsi con la maggiore
prevalenza di fumatori nelle classi sociali più basse, soprattutto
tra gli uomini. Tale effetto non si osserva infatti tra le donne. Per
i tumori della pleura il rischio è concentrato tra i laureati
(4.95). Per i melanomi il rischio è più alto tra i titolari
di licenza media (1.88), mentre per tutti gli altri tumori della pelle
tra i diplomati (3.35). Tra i soggetti con diploma di scuola media superiore
si osservano inoltre i rischi più alti di tumore della vescica
(1.66), rene (1.64) e sistema nervoso centrale (1.76). Per la tiroide
il rischio più alto si osserva per i soggetti con titolo di scuola
media inferiore. Per linfomi non Hodgkin, mielomi e leucemie il rischio
sembra aumentare con il titolo di studio, pur non osservandosi stime
di rischio relativo significative.
Tra le donne si
osserva un elevato rischio relativo di tumori delle labbra e orofaringe
per i soggetti senza titolo di studio (7.33). Per i tumori del retto
il titolo più a rischio risulta la licenza elementare (2.15 di
rischio relativo), mentre non si osserva un evidente effetto del grado
di istruzione per i tumori del polmone. Per i tumori della mammella
il rischio relativo tende a crescere con linnalzamento del titolo
di studio (0.72 per le licenze elementari, 1.53 per le donne con diploma).
Per i tumori dellutero lassociazione è invece positiva
con i livelli più bassi di istruzione (1.63 per le donne con
licenza elementare). Un alto rischio relativo statisticamente significativo
si osserva per il mieloma multiplo tra le donne con licenza media (3.43).
I tumori infantili
Linsorgenza di tumori in età pediatrica (1980-1989) mostra
nei maschi, nel periodo considerato, una incidenza maggiore rispetto
alle femmine (143.4 casi/100.000 rispetto a 125.3). I maschi presentano,
per quanto riguarda specifici sedi tumorali, una incidenza maggiore
per le leucemie (44.1 rispetto a 41.8), i linfomi (23.8 verso 8.1),
il medulloblastoma (7.2 contro 4.2), il neuroblastoma (11.5 contro 8.4
delle femmine), i retinoblastomi (1.9 su 6 casi rispetto a 1.1 su 4
casi) e il rabdomiosarcoma (5.9 contro 4.2). Le femmine presentano una
incidenza superiore ai maschi di tumori dellencefalo, in particolare
astrocitomi (21.1 rispetto a 9.3), nonchè di tumori di Wilms
(tasso di 6.4 rispetto a 4.8), tumori epatici (1.4 con 5 casi verso
0.8 con 3 casi), tumori delle gonadi (2.5 rispetto a 2.1) e carcinomi
presi nel loro complesso (3.1 contro 1.9 dei maschi).
Lanalisi
del tempo di sopravvivenza, per quanto riguarda il periodo storico di
insorgenza e diagnosi del tumore, evidenzia nellultimo periodo
considerato (1986-1989) migliori percentuali di sopravvivenza a 5 anni
rispetto al primo periodo (1978-1981) per i tumori nel loro complesso,
sia nei maschi (73% rispetto al 58%) sia nelle femmine (66% contro il
47%). In particolare un miglioramento evidente della prognosi, probabilmente
collegata ai progressi scientifici e tecnologici nel campo della diagnosi
e terapia, si osserva per le leucemie acute, sia linfatiche (75% verso
63% tra i maschi, 84% verso il 52% nelle femmine), sia non linfatiche
(43% verso il 22% nei maschi, 33% verso il 20% nelle femmine). Migliora
la prognosi per i neuroblastomi (75% dopo 5 anni verso il 38% nei maschi,
58% verso il 32% nelle femmine) e i tumori ossei (67% dopo 5 anni rispetto
al 23% per i maschi, 50% contro il 42% per le femmine). Per i linfomi
non Hodgkin si osserva un notevole miglioramento della sopravvivenza
soprattutto nelle femmine (86% dopo 5 anni per lultimo periodo
considerato, rispetto al 50% del primo periodo), così come per
i nefroblastomi (86% dopo 5 anni rispetto al 50%). Per i maschi, ma
non nelle femmine, si osserva un miglioramento nella prognosi per i
linfomi di Hodgkin (100% di sopravvivenza dopo 5 anni rispetto al 96%
del primo periodo).
Tabella 1. Stime
di incidenza di alcuni tumori maligni (1990)
|
SEDE TUMORALE
|
MASCHI
|
FEMMINE
|
| |
tassi grezzi
x 100000
(Piemonte)
|
Rischio
Relativo (Piemonte/Italia)
|
tassi grezzi
x 100000 (Piemonte)
|
Rischio Relativo (Piemonte/Italia)
|
| Ovaio
e annessi |
|
|
17,6
|
1,11
|
| Utero
(collo) |
|
|
14,8
|
1,10
|
| Mammella |
|
|
110,9
|
1,07
|
| Utero
(corpo) |
|
|
22,1
|
1,05
|
| Esofago |
8,6
|
1,15
|
1,7
|
1,08
|
| Vads |
20,7
|
1,13
|
5,3
|
1,10
|
| Melanoma
cutaneo |
5,9
|
1,13
|
7,0
|
1,05
|
| Colon-retto |
64,4
|
1,09
|
59,3
|
1,06
|
| Laringe |
22,0
|
1,07
|
1,1
|
1,00
|
| Rene |
16,5
|
1,07
|
8,4
|
1,08
|
| Pancreas |
15,0
|
1,06
|
13,2
|
1,04
|
| Prostata |
49,2
|
1,06
|
|
|
| Linfoma
NH |
15,9
|
1,05
|
11,9
|
0,98
|
| Vescica |
46,9
|
1,03
|
9,5
|
1,09
|
| Trachea,
bronchi, polmoni |
113,3
|
1,01
|
19,2
|
1,02
|
| Linfoma
Hodgkin |
3,5
|
1,00
|
2,3
|
1,00
|
| Leucemie |
12,3
|
0,97
|
9,7
|
0,95
|
| Stomaco |
36,9
|
0,91
|
25,8
|
0,89
|
| Fegato |
14,8
|
0,79
|
7,5
|
0,85
|
| Tutti
i tumori maligni (esclusi i tumori cutanei, tranne il melanoma) |
503,7
|
1,03
|
404,0
|
1,04
|
Grafici
Sopravvivenza
a 5 anni dalla diagnosi per alcuni tumori a Torino, Genova, Ehindoven
(Olanda) - Maschi
Sopravvivenza
a 5 anni dalla diagnosi per alcuni tumori a Torino, Genova, Ehindoven
(Olanda) - Femmine
Fonti:
-
- IARC: Survival
of cancer patients in Europe. The EUROCARE study, Lyon, 1995
-
- AA. VV.:
Tumori, 83, 1997.
Incidenza, letalita
e mortalita per tumore a Torino negli anni 80 per livello
di istruzione - Maschi
Incidenza, letalita
e mortalita per tumore a Torino negli anni 80 per livello
di istruzione - Femmine
Fonti:
-
- Faggiano
F., Zanetti R., Costa G.,: Cancer risk and social inequalities in
Italy. J Epidmiol and Community Health, 48: 447-452, 1994.
-
- Rosso S.,
Faggiano F., Zanetti R., Costa G.,: Social class and cancer survival
in Turin. Sottomesso a Cancer Causes and Control, 1997.
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