Epidemiologia Piemonte - Relazione sullo stato di salute della popolazione in Piemonte anno 1997

Il cancro

 

 Incidenza di tumori in Piemonte e in Italia
Dall’analisi delle stime di incidenza di tumori in Piemonte (1990) si rileva che i tumori più frequenti tra i maschi sono quelli di trachea, bronchi e polmoni, del colon-retto, della prostata e della vescica, mentre tra le femmine le patologie tumorali con più alta incidenza sono quelle della mammella, del colon-retto, dello stomaco e del corpo dell’utero.

Dall’analisi dei rischi relativi di incidenza di tumori in Piemonte rispetto all’intera nazione si osserva un modesto eccesso del rischio di incidenza dei tumori maligni nel loro complesso sia tra i maschi (RR=1.03), che tra le femmine (RR=1.04) piemontesi. Per quanto riguarda i maschi si evidenziano inoltre eccessi di rischio superiori al 10% rispetto alla media nazionale per tumori dell’esofago, per tumori delle vie aeree e digestive superiori (VADS) e per melanoma cutaneo. Si segnala anche un eccesso di rischio prossimo al 10% per i tumori del colon-retto (RR=1.09), la cui incidenza nei maschi piemontesi è al secondo posto, dopo quella dei tumori di trachea, bronchi e polmoni. Per quanto riguarda il sesso femminile, i rischi relativi che mostrano un eccesso superiore al 10% sono quelli riguardanti i tumori dell’ovaio, i tumori delle VADS e i tumori del collo dell’utero. Si evidenziano inoltre eccessi di rischio più modesti a carico dei tumori della mammella (RR=1.07) e del colon-retto (RR=1.06), essendo questi i due tumori più frequenti tra le donne piemontesi.

Occorre aggiungere che, nonostante il lieve eccesso di rischio di insorgenza di tumori in Piemonte rispetto all’Italia, il Piemonte dimostra un’incidenza minore quando confrontata con altre regioni dell’Italia settentrionale. Questo minor rischio è verosimilmente attribuibile alla importante presenza nella regione di individui provenienti dal Sud Italia. Il Sud Italia, infatti, presenta un rischio di insorgenza di tumore inferiore all’Italia settentrionale.

 

L’incidenza di tumori a Torino nel tempo
Per quanto riguarda il sesso femminile, dalla comparazione dei dati nei due trienni considerati (1985-87 e 1988-91) si osserva un lieve aumento dell’incidenza delle patologie tumorali in toto (da un tasso di 357,9 per 100.000 ad un tasso di 369,8 per 100.000), con un incremento di circa il 3%. Si osserva inoltre un considerevole incremento nelle incidenze di tumori del retto e di linfomi non-Hodgkin, che aumentano rispettivamente del 18% e del 40%, mentre l’incremento dell’incidenza di tumori della mammella, simile ai precedenti come valore assoluto, è più modesto come valore percentuale (circa il 4% in più). Per gli altri tumori non si evidenziano invece differenze significative tra le incidenze relative ai due trienni considerati.

Anche per il sesso maschile si osserva, nel triennio 1988-91, un aumento dell’incidenza dei tumori maligni nel loro complesso rispetto al triennio 1985-87 (da un tasso di 452,6 per 100000 ad un tasso di 470,9 per 100000), con un incremento di circa il 4%. Analizzando i dati per sede tumorale si rileva un incremento dell’incidenza di circa il 10% per i tumori maligni di colon, prostata e vescica e di circa il 45% per i linfomi non-Hodgkin. Si osserva invece un consistente decremento dell’incidenza di tumori dello stomaco (13%) e della laringe (30%). Per le altre sedi tumorali presentate non si rilevano variazioni significative tra il primo e il secondo triennio.

La sopravvivenza per tumore
Nel complesso, la situazione torinese si colloca ampiamente sia nella media del Nord Italia, sia nella media di altre nazioni nord europee, con l’eccezione della sopravvivenza per tumore alla cervice uterina, che si presenta molto inferiore sia ad 1 anno, sia a 5 anni dalla diagnosi. Questa situazione, complessivamente buona, presenta tuttavia importanti margini di miglioramento quando confrontata con la situazione ottimale dell’Olanda, che risulta più favorevole per tutte le sedi anatomiche considerate, ed è particolarmente accentuata nel caso della sopravvivenza a breve termine.

 

Le differenze sociali nella mortalità per tumore in Piemonte
Tra gli uomini si osserva una riduzione del rischio di tumori dell’orofaringe per i più alti gradi di istruzione; tale rischio è minore (0.44) ed è statisticamente significativo per i soggetti con diploma di scuola media superiore. Un effetto protettivo per i più alti gradi di istruzione si evidenzia anche per i tumori maligni di esofago e stomaco. Per quanto riguarda l’esofago, si osservano rischi relativi statisticamente significativi per i soggetti senza titolo di istruzione (1.97) e con licenza elementare (1.38), con rischi che decrescono progressivamente con l’aumentare del titolo di studio. Per i tumori gastrici l’effetto è meno rilevante, pur osservandosi una significativa riduzione del rischio (0.66) per i diplomati. Per i tumori del colon si osserva invece un aumento del rischio relativo con l’innalzamento del titolo di studio: da un rischio significativamente ridotto per i soggetti con licenza elementare (0.75) si passa ad un rischio significativamente alto per i diplomati (1.44). Per i tumori del retto il rischio più alto si osserva per i laureati (1.42), pur senza un I.C.95% significativo, così come per gli altri tumori del digerente e del peritoneo (1.99, significativo). Una associazione statisticamente significativa con i tumori del fegato e vie biliari si riscontra per i diplomati di scuola media inferiore (1.37). Per i tumori della laringe e del polmone il rischio decresce con l’innalzamento del grado di istruzione (1.99 di rischio relativo di tumore della laringe per i soggetti con licenza elementare, 0.49 per i diplomati; 1.36 di rischio di tumore polmonare per i soggetti senza titolo, 0.66 per i laureati). Per queste patologie eziologicamente fortemente correlate al fumo di tabacco, tali differenze possono spiegarsi con la maggiore prevalenza di fumatori nelle classi sociali più basse, soprattutto tra gli uomini. Tale effetto non si osserva infatti tra le donne. Per i tumori della pleura il rischio è concentrato tra i laureati (4.95). Per i melanomi il rischio è più alto tra i titolari di licenza media (1.88), mentre per tutti gli altri tumori della pelle tra i diplomati (3.35). Tra i soggetti con diploma di scuola media superiore si osservano inoltre i rischi più alti di tumore della vescica (1.66), rene (1.64) e sistema nervoso centrale (1.76). Per la tiroide il rischio più alto si osserva per i soggetti con titolo di scuola media inferiore. Per linfomi non Hodgkin, mielomi e leucemie il rischio sembra aumentare con il titolo di studio, pur non osservandosi stime di rischio relativo significative.

Tra le donne si osserva un elevato rischio relativo di tumori delle labbra e orofaringe per i soggetti senza titolo di studio (7.33). Per i tumori del retto il titolo più a rischio risulta la licenza elementare (2.15 di rischio relativo), mentre non si osserva un evidente effetto del grado di istruzione per i tumori del polmone. Per i tumori della mammella il rischio relativo tende a crescere con l’innalzamento del titolo di studio (0.72 per le licenze elementari, 1.53 per le donne con diploma). Per i tumori dell’utero l’associazione è invece positiva con i livelli più bassi di istruzione (1.63 per le donne con licenza elementare). Un alto rischio relativo statisticamente significativo si osserva per il mieloma multiplo tra le donne con licenza media (3.43).

 

I tumori infantili
L’insorgenza di tumori in età pediatrica (1980-1989) mostra nei maschi, nel periodo considerato, una incidenza maggiore rispetto alle femmine (143.4 casi/100.000 rispetto a 125.3). I maschi presentano, per quanto riguarda specifici sedi tumorali, una incidenza maggiore per le leucemie (44.1 rispetto a 41.8), i linfomi (23.8 verso 8.1), il medulloblastoma (7.2 contro 4.2), il neuroblastoma (11.5 contro 8.4 delle femmine), i retinoblastomi (1.9 su 6 casi rispetto a 1.1 su 4 casi) e il rabdomiosarcoma (5.9 contro 4.2). Le femmine presentano una incidenza superiore ai maschi di tumori dell’encefalo, in particolare astrocitomi (21.1 rispetto a 9.3), nonchè di tumori di Wilms (tasso di 6.4 rispetto a 4.8), tumori epatici (1.4 con 5 casi verso 0.8 con 3 casi), tumori delle gonadi (2.5 rispetto a 2.1) e carcinomi presi nel loro complesso (3.1 contro 1.9 dei maschi).

L’analisi del tempo di sopravvivenza, per quanto riguarda il periodo storico di insorgenza e diagnosi del tumore, evidenzia nell’ultimo periodo considerato (1986-1989) migliori percentuali di sopravvivenza a 5 anni rispetto al primo periodo (1978-1981) per i tumori nel loro complesso, sia nei maschi (73% rispetto al 58%) sia nelle femmine (66% contro il 47%). In particolare un miglioramento evidente della prognosi, probabilmente collegata ai progressi scientifici e tecnologici nel campo della diagnosi e terapia, si osserva per le leucemie acute, sia linfatiche (75% verso 63% tra i maschi, 84% verso il 52% nelle femmine), sia non linfatiche (43% verso il 22% nei maschi, 33% verso il 20% nelle femmine). Migliora la prognosi per i neuroblastomi (75% dopo 5 anni verso il 38% nei maschi, 58% verso il 32% nelle femmine) e i tumori ossei (67% dopo 5 anni rispetto al 23% per i maschi, 50% contro il 42% per le femmine). Per i linfomi non Hodgkin si osserva un notevole miglioramento della sopravvivenza soprattutto nelle femmine (86% dopo 5 anni per l’ultimo periodo considerato, rispetto al 50% del primo periodo), così come per i nefroblastomi (86% dopo 5 anni rispetto al 50%). Per i maschi, ma non nelle femmine, si osserva un miglioramento nella prognosi per i linfomi di Hodgkin (100% di sopravvivenza dopo 5 anni rispetto al 96% del primo periodo).

 

Tabella 1. Stime di incidenza di alcuni tumori maligni (1990)

SEDE TUMORALE

MASCHI

FEMMINE
 

tassi grezzi

x 100000 (Piemonte)

Rischio Relativo (Piemonte/Italia)

tassi grezzi

x 100000 (Piemonte)

Rischio Relativo (Piemonte/Italia)
Ovaio e annessi    

17,6

1,11

Utero (collo)    

14,8

1,10

Mammella    

110,9

1,07

Utero (corpo)    

22,1

1,05

Esofago

8,6

1,15

1,7

1,08

Vads

20,7

1,13

5,3

1,10

Melanoma cutaneo

5,9

1,13

7,0

1,05

Colon-retto

64,4

1,09

59,3

1,06

Laringe

22,0

1,07

1,1

1,00

Rene

16,5

1,07

8,4

1,08

Pancreas

15,0

1,06

13,2

1,04

Prostata

49,2

1,06

   
Linfoma NH

15,9

1,05

11,9

0,98

Vescica

46,9

1,03

9,5

1,09

Trachea, bronchi, polmoni

113,3

1,01

19,2

1,02

Linfoma Hodgkin

3,5

1,00

2,3

1,00

Leucemie

12,3

0,97

9,7

0,95

Stomaco

36,9

0,91

25,8

0,89

Fegato

14,8

0,79

7,5

0,85

Tutti i tumori maligni (esclusi i tumori cutanei, tranne il melanoma)

 

 

 

503,7

 

 

 

1,03

 

 

 

404,0

 

 

 

1,04

 

Grafici

Sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per alcuni tumori a Torino, Genova, Ehindoven (Olanda) - Maschi

Sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per alcuni tumori a Torino, Genova, Ehindoven (Olanda) - Femmine

Fonti:

- IARC: Survival of cancer patients in Europe. The EUROCARE study, Lyon, 1995

- AA. VV.: Tumori, 83, 1997.

 

Incidenza, letalita’ e mortalita’ per tumore a Torino negli anni ‘80 per livello di istruzione - Maschi

 Tutte le sedi  Stomaco
 Colon-retto  Laringe
 Polmoni  Prostata
 Vescica  Linfomi e leucemie

Incidenza, letalita’ e mortalita’ per tumore a Torino negli anni ‘80 per livello di istruzione - Femmine

 Tutte le sedi  Stomaco
 Colon-retto  Polmone
 Mammella  Linfomi e leucemie
 Cervice uterina  Utero - tutte le sedi

Fonti:

- Faggiano F., Zanetti R., Costa G.,: Cancer risk and social inequalities in Italy. J Epidmiol and Community Health, 48: 447-452, 1994.

- Rosso S., Faggiano F., Zanetti R., Costa G.,: Social class and cancer survival in Turin. Sottomesso a Cancer Causes and Control, 1997.

 
 

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