30/9/2017 Cronicità, case della salute e Rete di assistenza territoriale

anziano medicoA Torino confronto tra Regione e Medici di famiglia

"La Regione Piemonte sta lavorando sul piano della cronicità e prima della sua approvazione lo vogliamo esaminare e perfezionare con i medici di medicina generale e con gli infermieri, veri attori delle risposte ai nuovi bisogni di salute della popolazione più fragile". Lo ha anticipato questa mattina l'assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta, intervenendo a Torino al convegno organizzato dalla FIMMG sul tema delle Case della Salute.

Con l'assessore Saitta hanno accolto l'invito al confronto lanciato dal segretario regionale della FIMMG piemontese Roberto Venesia anche i responsabili delle reti piemontesi endocrinodiabetologica Carlo Giorda, reumatologica Enrico Fusaro e oncologica Oscar Bertetto, oltre al direttore generale dell'ASL Città di Torino Valerio Alberti.

Lavorare in rete con gestione integrata, fare diagnosi precoci, puntare sulla prevenzione: sono queste le parole chiave che i professionisti della sanità piemontese hanno imparato a declinare per affrontare ogni giorno i problemi dei pazienti cronici, adeguando il lavoro alle diverse realtà geografiche della nostra regione. Al convegno è intervenuto anche il segretario nazionale della FIMMG Silvestro Scotti, che ha concordato con Saitta (anche nella sua veste di coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni) sulla necessità del riconoscimento dell'autonomia professionale e organizzativa dei medici di medicina generale, in cambio di una forte responsabilità sui risultati, nel raggiungimento degli obiettivi di salute e di servizio.

"Negli ultimi anni - ha detto Scotti - molto dell'impostazione normativa e contrattuale è stata orientata a definire e dettagliare come i medici di medicina generale dovevano lavorare, senza puntare l'attenzione invece su quanto producessero in termini di salute. Lo sforzo in questa direzione posto da Saitta nell'attuale guida della Commissione Salute è evidente".

Dal confronto con i medici della FIMMG sono venuti anche il richiamo al rafforzamento della rete informatica, per consentire loro di lavorare davvero in rete, come le tecnologie oggi consentono, e soprattutto la necessità di una reale integrazione tra i medici e gli specialisti, per garantire l'effettiva presa in carico e la continuità assistenziale per il paziente.

"Una piccola grande rivoluzione culturale" commenta Saitta, che ha condiviso anche l'appello di Scotti affinchè si possano individuare a livello nazionale soluzioni per garantire maggiore sicurezza ai sanitari nell'esercizio delle loro funzioni: il riferimento specifico è al caso di aggressione della dottoressa siciliana: "Vanno aumentate le pene per chi aggredisce un sanitario nell'esercizio delle sue funzioni" ha detto il segretario nazionale della FIMMG.

 

 

Ultima modifica il Lunedì, 02 Ottobre 2017 09:03
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