25/9/2017 Malattie neuromuscolari, arriva una nuova rete per le cure

carrozzella SLALa Regione punta su prevenzione e domiciliarità

Quattro presidi ospedalieri di riferimento e l’adozione di un protocollo unico valido per tutto il Piemonte. Su queste basi la Regione punta a istituire la rete per il trattamento dei pazienti adulti con patologia neuromuscolare complicata da disturbi respiratori, come la SLA e le miopatie. La delibera presentata dall’assessore alla Sanità Antonio Saitta e approvata questa mattina dalla Giunta regionale individua le aziende sanitarie a cui viene attribuita la competenza per la presa in carico, con l’istituzione di Centri di riferimento: Città della Salute di Torino, Maggiore della Carità di Novara, SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria e San Luigi di Orbassano. Entro sei mesi i Centri di riferimento elaboreranno un protocollo operativo condiviso tenendo conto delle linee guida della Regione, che prevedono anche la partecipazione alla presa in carico da parte della rete dell’emergenza - urgenza territoriale.

In dettaglio, la rete dovrà occuparsi sia delle urgenze sia del trattamento della cronicità, disponendo visite programmate per prevenire le complicazioni respiratorie nei pazienti e incentivando la domiciliarità attraverso la ventilazione meccanica a lungo termine, la formazione dei care-giver e la collaborazione con la medicina del territorio.

"L’obiettivo di questo provvedimento – precisa l’assessore Saitta – è innanzitutto quello di migliorare la qualità delle cure e la risposta della sistema sanitario di fronte a malattie così complesse. È importante in questo senso puntare sulla possibilità per i pazienti di essere seguiti a casa propria, attraverso un costante telemonitoraggio e il supporto a operatori e familiari".

Questo nuovo modello si affiancherà e costituirà il completamento della rete pediatrica già esistente da anni in Piemonte e che ha come centri di riferimento la Città della Salute di Torino e il SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria. Solo nel 2015 la rete ha seguito 500 pazienti con disabilità complessa che comporta insufficienza respiratoria (oltre 100 sono ventilati) e 252 pazienti affetti da fibrosi cistica, consentendo la riduzione dei giorni di permanenza in ospedale di bambini e ragazzi.

 



 

Ultima modifica il Lunedì, 25 Settembre 2017 13:39
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