19/8/2016 Le iniziative regionali di contrasto al gioco d'azzardo patologico

La legge regionale 9/2016 “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo patologico” è il provvedimento varato dal Consiglio regionale del Piemonte contro la ludopatia e per prevenire i danni, spesso devastanti, che il gioco d'azzardo compulsivo provoca su fasce di popolazione poco difese, come giovani e anziani.

  • Il testo di legge, presentato fin dall'estate 2014 dagli assessori regionali alla Sanità e all’Istruzione e Formazione come uno dei primi atti della Giunta, è stato arricchito dal lavoro dei gruppi consiliari nelle Commissioni sanità e istruzione / formazione. La legge punta sulla prevenzione, ma anche sul sostegno alle amministrazioni comunali in quella che, talvolta, si trasforma in una battaglia per impedire il proliferare di sale giochi nelle vicinanze di luoghi particolarmente sensibili, come le scuole e le parrocchie.

  • In Piemonte è consolidato l'impegno della sanità pubblica in tutte le ASL, grazie al lavoro dei Dipartimenti contro le dipendenze che curano centinaia di pazienti affetti dai danni del gioco compulsivo. Ora è fondamentale creare una rete sul territorio che possa diffondere la conoscenza del problema anche nelle scuole e tra i giovani e al tempo stesso possa fornire strumenti utili per la prevenzione, partendo dai progetti sperimentali già avviati in questi anni.

Legge regionale 2 maggio 2016, n. 9. Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo patologico

  • La recentissima legge regionale n. 16 del 29 luglio 2016 all'art. 20 "Modifiche alla legge regionale 2 maggio 2016, n. 9" interviene sul testo eliminando le due negazioni "non" nell'alinea del comma 1 come di seguito riportato:
    Art. 20: 1. All’alinea del comma 1 dell’articolo 5 della  legge regionale 2 maggio 2016, n. 9 (Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico), le parole “non inferiore a trecento metri” sono sostituite dalle seguenti “inferiore a trecento metri” e le parole “non inferiore a cinquecento metri” sono sostituite dalle seguenti “inferiore a cinquecento metri”.

Legge regionale n. 16 del 29.7.2016

  • Il sito www.giocopatologicopiemonte.it/ si rivolge a tutti coloro che, per motivi personali e professionali, sono interessati a conoscere o approfondire questo argomento. In particolare fornisc einformazioni informazioni su:
    • che cos’è il gioco d’azzardo e quali sono i rischi ad esso collegati
    • come riconoscere un'eventuale dipendenza
    • quali sono i servizi disponibili sul territorio piemontese per aiutare coloro che hanno difficoltà legate al gioco d’azzardo.

Nelle varie sezioni del sito è possibile consultare materiali di approfondimento sul tema e segnalazioni di eventi o iniziative formative di particolare interesse.


FAQ


Con riferimento all’individuazione della tipologia degli apparecchi per il gioco lecito soggetti ai divieti di collocazione di cui all’articolo 5, da un’interpretazione logico-sistematica della norma ed ai sensi delle disposizioni dell’articolo 2, che definisce il gioco d’azzardo patologico come la patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro, si evince che siano esclusi dall’applicazione della disciplina gli apparecchi che, pur funzionando con l’introduzione di denaro, non prevedono l’erogazione di vincite in denaro (es: calciobalilla, flipper, biliardo).
Con riferimento agli interventi di formazione ed aggiornamento, obbligatori ai fini dell’apertura e della prosecuzione dell’attività, per i soggetti individuati nell’articolo 3, si ritiene che, in attesa che tali interventi siano definiti, ai sensi della medesima disposizione, all’interno del Piano regionale approvato dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, l’assolvimento dell’obbligo formativo non possa essere attualmente richiesto ai gestori e al personale operante nelle sale da gioco e nelle sale scommesse e agli esercenti che gestiscono apparecchi per il gioco di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS.
Con riferimento al rispetto delle distanze dai c.d. “luoghi sensibili” ed ai conseguenti obblighi di adeguamento alle disposizioni normative, il combinato disposto degli articoli 5 e 13 della L.R. n. 9/2016 prescinde dalla tipologia dell’attività esercitata, in quanto il rispetto delle distanze è riferito all’installazione e collocazione degli apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).
Pertanto, rispetto agli obblighi di distanza di cui all’articolo 5 i termini di adeguamento sono i seguenti:

  • diciotto mesi per gli esercenti che, alla data di entrata in vigore della Legge regionale 2 maggio 2016 n. 9, gestivano gli apparecchi per il gioco di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS collocati all’interno di esercizi pubblici e commerciali, circoli privati e in tutti i locali pubblici o aperti al pubblico
  • tre anni per i titolari delle sale da gioco e delle sale scommesse esistenti alla data di entrata in vigore della Legge regionale 2 maggio 2016, n. 9
  • cinque anni per i titolari delle sale da gioco e delle sale scommesse nel caso in cui le relative autorizzazioni siano state rilasciate a partire dal 1° gennaio 2014.

Per gli esercenti e/o titolari delle sale da gioco e delle sale scommesse di cui sopra sono consentite ulteriori installazioni di apparecchi per il gioco di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS, entro i termini stabiliti dall’articolo 13, fatto salvo il rispetto dell’articolo 5 alla scadenza dei termini stabiliti.

Relativamente alle distanze dai c.d. “luoghi sensibili” ed ai conseguenti obblighi di adeguamento previsti all’art. 13, si specifica che, nel caso in cui sia collocato uno sportello bancomat ad una distanza inferiore a trecento o cinquecento metri rispetto agli apparecchi da gioco, di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS, installati all’interno di locali vari aperti al pubblico e, nel caso specifico, all’interno di sale scommesse/sale giochi o di un centro commerciale con annessa attività di sala scommesse/sala giochi, le soluzioni in astratto ipotizzabili sarebbero le seguenti:

  • disinstallazione degli apparecchi di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS
  • trasferimento di sede dell’attività di sale scommesse/giochi
  • disinstallazione dello sportello bancomat

Poiché peraltro l’oggetto della legge è il divieto di installazione degli apparecchi da gioco, si ritiene che la terza soluzione ipotizzata non sia giuridicamente percorribile.

Con riferimento alle sale giochi/sale scommesse, e in senso generale ai locali vari aperti al pubblico, all’interno dei quali sono installati gli apparecchi da gioco, di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS, insediati nei pressi di un edificio ospitante un asilo nido, si ritiene che il medesimo asilo non rientri nei c.d. “luoghi sensibili” di cui all’articolo 5, in quanto non ricompreso tra gli istituti scolastici di ogni ordine e grado (Scuole dell'infanzia, Primarie e Secondarie), ma sia una struttura educativa destinata all’istruzione prescolastica non obbligatoria.

Pertanto, si ritiene che gli apparecchi per il gioco lecito possano essere collocati nei pressi dell’asilo.
Il subingresso, cioè la modifica del gestore di apparecchi da gioco, di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS, ubicati all’interno di locali vari aperti al pubblico, non è una tipologia prevista dal TULPS. Infatti, ai sensi dell’art. 8 del R.D. n. 773/1931, le autorizzazioni di polizia sono personali e non possono in alcun modo essere trasferite né dar luogo a rapporti di rappresentanza, salvi i casi espressamente previsti dalla legge. Pertanto, il nuovo gestore deve richiedere il rilascio di una nuova autorizzazione alla Questura competente per territorio.

Se il cambio di gestione è avvenuto prima dell’entrata in vigore della L.R. n. 9/2016, il nuovo gestore dovrà adeguarsi alle distanze dai c.d. “luoghi sensibili”, di cui all’art. 5, entro i termini specificati all’art. 13. Ciò significa che il nuovo gestore può mantenere gli apparecchi da gioco, di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS, fino alla scadenza dei termini previsti dall’art. 13.

Se il cambio di gestione avviene dopo l'entrata in vigore della legge, il nuovo gestore dovrà comunque adeguarsi ai contenuti di cui  agli artt. 5 e 13.
Tenuto conto che la legge regionale non definisce la fattispecie della nuova installazione, differenziando fra casistiche diversificate di dinamiche contrattuali, è da ritenere che si tratti di nuova installazione tutte le volte che cambia il soggetto destinatario dell’autorizzazione di polizia.
Per contro, allo stato attuale della normativa, non sono rilevanti ai fini amministrativi le vicende contrattuali sottostanti, oggetto di libera determinazione da parte delle imprese, nel rispetto delle norme del TULPS.
Con riferimento agli obblighi di adeguamento alle distanze dai c.d. “luoghi sensibili”, di cui all’art. 5, nel caso di trasferimento di sede di apparecchi da gioco collegati all’interno di locali vari aperti al pubblico, si evidenzia che, ai sensi delle disposizioni del TULPS, l’autorizzazione al soggetto rimane la medesima.
La variazione di sede deve essere comunicata alla Questura che, fatte le verifiche di competenza, procederà alla variazione dell’autorizzazione esistente.
Il trasferimento degli apparecchi è consentito anche in vicinanza ai luoghi sensibili entro i termini stabiliti dall’articolo 13, fatto salvo il rispetto dell’articolo 5 alla scadenza dei termini stabiliti.

"Luoghi di aggregazione giovanile: sedi operative non occasionali di servizi gestiti da soggetti pubblici e/o privati, specializzati e strutturati per la fruizione da parte dei giovani, con lo scopo di prevenire il disagio e l’emarginazione e di favorire la socializzazione, anche mediante il sostegno di operatori specializzati; ovvero spazi polifunzionali non occasionali riservati ai giovani in cui si promuove l’aggregazione intorno ad attività comuni in cui essi possano incontrarsi e intrattenersi per sviluppare competenze in attività di tipo creativo, culturale, ludico, di informazione e di formazione finalizzate alla promozione dell’agio e alla prevenzione del disagio. All'interno degli anzidetti spazi polifunzionali non occasionali possono essere comprese attività complementari di coworking e start-up per l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro come, ad esempio, associazioni sportive, associazioni culturali o di promozione sociale, informagiovani, azioni di coworking e start-up giovanili"
Il divieto di oscuramento si applica a tutti gli esercizi pubblici e commerciali, comprese le sale giochi e sale scommesse, di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del r.d. 773/1931 e s.m.i.
La tempistica di adeguamento è quella prevista dall'art. 13.
Riguardo alle limitazioni temporali all’esercizio del gioco tramite gli apparecchi di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del TULPS, si ritiene che l’individuazione di tali misure rientri nell’autonomia regolamentare dei Comuni, nel rispetto dei parametri indicati dall’articolo 6.


Sono richiesti chiarimenti in merito al carattere perentorio o ordinatorio del termine inserito all’articolo 6 della legge regionale 9/2016, il quale dispone che i comuni, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, dispongano limitazioni temporali all’esercizio del gioco tramite gli apparecchi di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del r.d. 773/1931, per una durata non inferiore a tre ore nell’arco dell’orario di apertura previsto, all’interno delle sale da gioco, delle sale scommesse, degli esercizi pubblici e commerciali, dei circoli privati e di tutti i locali pubblici od aperti al pubblico.
Dal tenore della norma, nonché dalla ricostruzione dei lavori preparatori che hanno condotto a tale formulazione è agevole ricondurre a tale termine un carattere meramente ordinatorio.
In primo luogo, dottrina e giurisprudenza concordano, in maniera sufficientemente costante, che in assenza di una specifica disposizione che preveda come perentorio un termine assegnato ad un amministrazione per la conclusione di un determinato adempimenti, tale termine sia da intendersi come meramente sollecitatorio o ordinatorio, il cui superamento non produce illegittimità dell’atto tardivo (si veda, ex multis, Consiglio di Stato, sezione V, 14 aprile 2015, n. 1872).
Il carattere ordinatorio del termine si evince inoltre dal fatto che all’inadempimento dell’azione amministrativa non è ricondotta alcuna fattispecie sanzionatoria.
Giova a tal proposito ricordare che, nel corso del dibattito che ha condotto alla formulazione della norma, è stata volutamente stralciata una disposizione che riconduceva, in capo ai comuni inadempienti, la previsione di un meccanismo di mancata premialità.
L’eliminazione di tale conseguenza di carattere afflittivo  è stata giustificata proprio dal fatto che l’intenzione del legislatore non voleva ricondurre un carattere di perentorietà ai vari adempimenti comunali, bensì semplicemente codificare a livello legislativo facoltà che già la giurisprudenza costituzionale in materia ha voluto riconoscere in capo alle amministrazioni territoriali.
In ultimo, in una logica di interpretazione basata sul criterio di ragionevolezza, solo il carattere ordinatorio del termine permette ai comuni, qualora sussistano variazioni delle situazioni di fatto sul proprio territorio, di modificare precedenti provvedimenti assunti o di adottarne di nuovi nei casi in cui sopravvengano necessità precedentemente insussistenti. 
Con riferimento al divieto di qualsiasi attività pubblicitaria, relativa all’apertura o all’esercizio delle sale da gioco e delle sale scommesse o all’installazione degli apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del R.D. n. 773/1931 presso i locali individuati dall’articolo 7, si ritiene che l’installazione di un’insegna con la scritta “Sala Giochi” non rientri in tale divieto.
Con riferimento alla delimitazione degli ambiti di competenza tra gli organi di vigilanza facenti capo ai vari Enti pubblici (AAMS, Questura e Comuni), in merito al rispetto delle distanze dai c.d. “luoghi sensibili”, ai sensi dell’art. 5, comma 1 della L.R. n. 9/2016, degli apparecchi per il gioco, di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS, installati presso locali vari aperti al pubblico, si ritiene che le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni della presente legge siano esercitate dai comuni, poichè gli organi statali e le autorità di pubblica sicurezza hanno competenza a controllare requisiti di carattere diverso, secondo quanto stabilito dalle specifiche norme di legge nazionali.
La L.R. 9/2016 entra in vigore in data 20 maggio 2016.
Con riferimento al comma 2 si specifica che i titolari delle sale da gioco e delle sale scommesse esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge si adeguano a quanto previsto dall'articolo 5 entro i tre anni successivi a tale data (entro il 20 maggio 2019), ovvero entro i cinque anni successivi a tale data nel caso di autorizzazioni decorrenti dal 1° gennaio 2014 (entro il 20 maggio 2021).Con riferimento al comma 2 bis, ai titolari di licenza per l'esercizio delle scommesse concessa tra il 1° gennaio 2015 e il 27 ottobre 2016 si applicano i contenuti di cui al comma 2, pertanto l'adeguamento si intende entro i cinque anni successivi alla data del 20 maggio 2016, ovvero entro il 20 maggio 2021.

  • Si ritiene che, come da verifiche effettuate presso la Questura di Torino, il comma 2 bis dell' articolo 13 debba applicarsi estensivamente a tutte le tipologie di sale scommesse, ivi comprese le VLT e le sale bingo, in quanto autorizzate ai sensi dell' articolo 88 del TULPS, che viene richiamato sia dal medesimo comma 2 bis dell'articolo 13, sia dalla lettera c), comma 1, dell' articolo 2 della l.r. 9/2016.

I criteri e i tempi di adeguamento alle disposizioni contenute nell’articolo 5 si applicano altresì relativamente al divieto di oscuramento delle vetrine di tutti i locali in cui sono installati apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del r.d. 773/1931, stabilito dal terzo comma del medesimo articolo.

 

Ultima modifica il Venerdì, 07 Luglio 2017 08:58
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