23/3/2016 Tubercolosi in Piemonte, prosegue il calo dei casi trattati

stopTBIl 24 marzo la Giornata mondiale, l’OMS invita a non abbassare la guardia. 
Il sistema di controllo e di prevenzione in Piemonte funziona

La tubercolosi in Piemonte è sotto controllo: la conferma viene dai dati diffusi dal SeReMi dell’ASL di Alessandria in occasione della Giornata mondiale di giovedì 24 marzo. Il Piemonte, con 323 casi di tubercolosi segnalati nel 2015, pari a 7,3 casi ogni 100.000 abitanti, rientra nella definizione di Paese a bassa endemia tubercolare indicato dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Negli ultimi 15 anni, nella nostra regione ed a livello europeo, si sta osservando un lieve calo dell’incidenza della malattia, anche delle forme respiratorie, le più rilevanti per la salute pubblica, diagnosticate nel 2015 in 222 pazienti. Il 32% (105 casi) del totale delle diagnosi di tubercolosi si concentra nella città di Torino. L’incidenza di tubercolosi (13 casi ogni 100.000 abitanti nel 2015), pur mantenendosi più alta rispetto al resto della regione, si sta riducendo negli ultimi anni. La riduzione registrata in regione riguarda anche le persone nate all’estero, prevalentemente originarie di Paesi dove la malattia tubercolare è endemica. Malgrado la quota di stranieri sul totale dei casi si mantenga alta (57%), il tasso di incidenza registrato nel 2015 in questa parte di popolazione risulta il più basso a partire dal 2000. Il tasso di incidenza di malattia più elevato (13 casi per 100.000) si registra nei giovani tra i 25 e i 34 anni. Il numero di casi nei piemontesi di questa fascia di età è sceso dal 2014 al 2015 (da 67 a 59 casi) mentre è cresciuto il numero di diagnosi negli ultra cinquantacinquenni.

Sebbene la diffusione della malattia tubercolare sia in calo, la TB resta, in Piemonte, tra le principali patologie infettive per numerosità di casi e impatto sulla salute della collettività. In Piemonte gli interventi che sono stati attuati per la prevenzione, il controllo e la cura della tubercolosi contribuiscono sostanzialmente a mantenere relativamente bassa l’incidenza della malattia. Tra gli interventi rientrano le attività di sanità pubblica che permettono di interrompere la catena di contagio riducendo il numero di futuri casi attraverso la ricerca di altre persone ammalate o recentemente infettate. Per ridurre ulteriormente l’incidenza della tubercolosi e per limitare la diffusione in particolare delle forme di TB resistente ai farmaci, le più difficili da trattare, è importante garantire la qualità delle attività di controllo che oggi sono svolte in modo omogeneo su tutto il territorio e nel rispetto dei protocolli e standard dettati a livello internazionale. Fondamentale anche intensificare e potenziare la diagnosi precoce, l’accesso alle cure, il trattamento dei casi e gli interventi utili per ridurre la perdita dei pazienti durante la fase terapeutica, in particolare per quanto riguarda le popolazioni più vulnerabili e difficili da contattare.

Per la Giornata mondiale della tubercolosi, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha invitato i governi, le comunità, la società civile e il settore privato a unirsi per sconfiggere la tubercolosi rilanciando lo slogan: "Unite to end TB". La lotta alla povertà, il miglioramento della diagnosi e del trattamento della malattia tubercolare, la lotta alla discriminazione e i progressi nella ricerca e nell’innovazione, sono i quatto temi principali che l’OMS promuove. Tutti obiettivi il cui raggiungimento non può prescindere dall’impegno comune e rafforzato di tutti i settori coinvolti, degli individui e delle comunità. I progressi nella lotta alla diffusione della malattia registrati a livello globale sono importanti: dal 1990 le morti si sono ridotte del 47%, in particolare dal 2000, anno dal quale si stima che siano state salvate circa 43 milioni di vite grazie all’adozione di programmi efficaci di diagnosi e cura. In Europa, nonostante il tasso globale di TB continui a diminuire, la tubercolosi resta ancora un importante problema di sanità pubblica, con più di 58.000 casi notificati nel 2014 nei Paesi dell’Unione Europea.

 

 

Ultima modifica il Martedì, 16 Agosto 2016 14:20
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