16/3/2016 Omegna non rischia la chiusura, ma i soci privati del Coq devono collaborare

corsia ospedaleSaitta e Caruso replicano a Battaglia: “L’attività sarà programmata nei tempi previsti, entro fine 2017”

Nessun rischio di chiusura per l’Ospedale di Omegna, la cui proprietà di maggioranza è pubblica - l’Asl del Verbano Cusio Ossola - ed un invito ai soci privati a non sollevare inutili allarmismi, ma a lavorare insieme ad Asl e Regione Piemonte nel rispetto delle delibere di indirizzo che sono già state assunte e vanno attuate all’interno della programmazione sanitaria del Piemonte entro la fine del 2017.

E’ questa in sintesi la risposta che l’assessore alla sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta e il direttore generale dell’Asl VCO Giovanni Caruso formulano rispetto alle dichiarazioni dell’amministratore del Coq Gianmaria Battaglia.

Qualche precisazione

Fin dalla sua nascita nel 2002 il Centro Ortopedico di Quadrante avrebbe dovuto indirizzarsi a svolgere la funzione monospecialistica sviluppando quindi le attività connesse all’ortopedia. Questa indicazione è stata ribadita negli anni scorsi in più atti regionali:

  • nel Piano socio sanitario 2012-2015 a pagina 61 vengono definite le caratteristiche degli ospedali e per il Centro Ortopedico di Quadrante è indicato “ospedale monospecialistico”
  • la delibera regionale (Dgr del 28.12.2012 n. 69-5191) con la quale viene autorizzato il passaggio da sperimentazione regionale a organizzazione ordinaria viene definito quanto segue “… la struttura Ospedale “Madonna del Popolo” di Omegna resta a tutti gli effetti un ospedale pubblico che va ad integrarsi nella rete dei servizi ospedalieri e territoriali dell’ASL territorialmente competente quale presidio ospedaliero a prevalente profilo ortopedico-riabilitativo che dovrà tendere sempre più alla connotazione monospecialistica di cui al PSSR 2012-2015”
  • la delibera regionale (Dgr del 30.12.2013 n. 25-6992) con la quale si approvavano i Programmi operativi 2013-2015 per l’uscita dal piano di rientro al punto 7.7 veniva ribadito che l’attività: “…a prevalente profilo ortopedicoriabilitativo dovrà tendere sempre più alla connotazione monospecialistica di cui al PSSR 12-13”.

“Queste indicazioni - precisa il dottor Caruso - non solo non sono state modificate, ma nel corso del  2014 e del 2015 la Regione Piemonte ha ridefinito la programmazione della rete ospedaliera piemontese con la quale sono state indicate le specialità afferenti ai presidi di Domodossola e Verbania. Nel corso del recente incontro con il direttore della sanità piemontese Fulvio Moirano è stata messa in luce la necessità di allineare al quadro programmatorio regionale le indicazioni relative al Coq (cioè proprio l’indirizzo monospecialistico) e la presenza nell’Ospedale “Madonna del popolo” di specialità non coerenti con quell’indirizzo. La riunione si è conclusa con l’indicazione al Coq e all’Asl Vco di redigere una proposta temporalmente definita entro il 31 dicembre del 2017  (e non del 2016) da sottoporre a breve alla Regione e nella quale valutare il possibile sviluppo di alcune specialità (ortopedia e riabilitazione) e della coerenza o meno della presenza nella struttura di specialità che non rispondono alle indicazioni regionali”

Caruso precisa che per redigere questa proposta si è riunito il 2 marzo, cioè all’indomani dell’incontro regionale, un gruppo di lavoro misto Asl Vco-Coq che si è poi riconvocato il 7 marzo.

“I soci privati del Coq hanno deciso di non partecipare alla stesura della proposta” precisa il direttore dell’Asl Caruso che aggiunge “ Nonostante il mancato apporto del Coq che non può che dilatare i tempi della discussione, l’Asl Vco ha continuato i lavori e, nei prossimi giorni, sarà in grado di presentare una proposta alla Regione così come convenuto”.

“Mentre lavoriamo per la realizzazione dell’ospedale unico del VCO - conclude da parte sua l’assessore regionale Antonio Saitta – invito i soci privati del Coq a collaborare: nessuno vuole penalizzare l’ospedale di Omegna, ma solo programmare per la fine del 2017 una sanità razionale e rispondente alle esigenze dei pazienti e degli operatori. Tutti concordiamo con Battaglia “Trattiamo persone, non macchine” ma se si vuole dare una risposta positiva alle persone non bisogna tirarsi indietro come è stato fatto, perché il contributo dei soci privati del Coq  risulta decisivo per arrivare ad una proposta  coerente e sostenibile nel tempo”.

 

 

Ultima modifica il Martedì, 16 Agosto 2016 14:02
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