28/7/2016 Rivoli: San Luigi, positivi risultati per l'emodinamica piu’ grande del Piemonte

emodinamicheL’ASL TO3 e il San Luigi tirano le somme sui primi quattro mesi di attività della nuova unita’ funzionale interaziendale di emodinamica

Attraverso la cooperazione tra l'ASL TO3 e l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi di Orbassano e, nello specifico, tra la Cardiologia dell’Ospedale di Rivoli (direttore il dott. Ferdinando Varbella ) e la Cardiologia dell’AOU San Luigi (direttore il dott. Roberto Pozzi) dal 1° marzo u.s è avvenuta la “fusione” dei Servizi di Emodinamica, secondo quanto previsto dalla recente programmazione regionale e dai rispettivi Atti Aziendali;  è stata pertanto realizzata l’Unità Interaziendale di Emodinamica diretta dal Dott. Varbella, coadiuvato dagli emodinamisti Tomassini, Ferrari, Rolfo, Mariani, Gagnor e Cerrato ed ora è giunto il momento di valutare i dati preliminari di attività e le relative ricadute in termini di efficacia ed efficienza.
I NUMERI  - Nei primi quattro mesi di attività (1 Marzo-30 Giugno) sono circa 900 le coronarografie già effettuate (898 per la precisione, di cui 581 a Rivoli e 317 al San Luigi), 550 le Angioplastiche coronariche – PTCA (547 in totale, 342 a Rivoli e 205 al San Luigi), di cui in pazienti STEMI (Angioplastiche coronariche primarie), cioè con infarto acuto, ben 125 (87 a Rivoli e 38 al San Luigi).
In tutti i casi di emergenza STEMI (infarto acuto) nessun paziente ha richiesto trasferimento e tutti sono stati trattati in sede sia a Rivoli sia al San Luigi spostando l'equipe medica di reperibilità laddove è arrivato il paziente con la patologia.

Questa organizzazione ha permesso il trattamento tempestivo senza ritardo della occlusione coronarica acuta nei due ospedali sede di DEA ad elevatissimo volume di passaggi (circa 90.000 area Rivoli con Susa, Venaria e Giaveno, 45.000 area Pinerolo e 50.000 area San Luigi).

Sono inoltre state effettuati 11 interventi complessi per il trattamento di Cardiopatie strutturali : 10  valuloplastiche aortiche di cui 2  primi interventi al San Luigi  (eseguiti dal Dott Fabio Ferrari e Fabio Mariani) ed un intervento di chiusura auricola sinistra.

Dati questi assolutamente positivi che, a regime e a fine anno, secondo questo trend, superanno abbondantemente le 1.600 angioplastiche e si sfioreranno le 3.000 coronarografie, che risulterebbe la casistica più ampia della Regione Piemonte.

Un lavoro sinergico e di grande professionalità su cui tutta l’equipe interaziendale ha voluto sin da subito puntare e che ha permesso in effetti di migliorare ulteriormente il servizio già molto positivo effettuato nei due presidi Ospedalieri.
I dati mostrano, infatti, un iniziale percorso di integrazione con molte procedure eseguite in equipe mista nei due laboratori.

Non si sono verificate criticità di simultaneità di accesso di pazienti con infarto acuto nei due laboratori. Nessun paziente con infarto acuto è stato trattato con trombolisi sistemica (prevista dal protocollo), ma tutti con angioplastica primaria, a garanzia della massima efficacia del modello organizzativo adottato.
I tempi door-to-balloon (tempestività di trattamento dall’ingresso in DEA alla riapertura della coronaria) sono in linea con gli anni precedenti, così pure il tasso di mortalità dei pazienti con infarto acuto e le relative complicanze. L’analisi precisa di questi dati sarà valutata ovviamente su base annuale.

PROSPETTIVE  - Il percorso sperimentale dell’Unità Funzionale Interaziendale ha tracciato in termini positivi i primi quattro mesi con una buona integrazione degli operatori che hanno tutti mostrato grande volontà di superare un naturale senso di appartenenza alle singole strutture.
Proprio questo dovrà essere il successivo sforzo di rendere sempre più gli operatori appartenenti ad una struttura unica, interscambiabili, nelle due sedi che distano pochi chilometri e rappresentano il centro di riferimento per una popolazione di circa 600.000 abitanti nella prospettiva di ottimizzare i costi e la gestione del personale medico.
Alla fine dell’anno saranno forniti i dati completi di attività in cui si potranno fare analisi di performance più accurate sugli esiti: tempi door to balloon , mortalità per infarto acuto, complicazioni PCI, costi di gestione, etc.
Il lavoro in sinergia secondo i principi dell’appropriatezza e del miglioramento della qualità sono stati il leit-motiv che ha permesso alle nostre due Aziende di ottenere questi ottimi risultati in così poco tempo dalla fusione delle due Emodinamiche - sottolinea il Dr. Flavio Boraso – Direttore Generale dell’ASL TO3 -solo unendo le forze e mettendo insieme le professionalità migliori è possibile razionalizzare, incrementare l'efficienza, risparmiare risorse che possono essere utilizzate dove vi sono necessità più impellenti ed in definitiva migliorare l'erogazione del servizio per i cittadini. Per questo ringrazio in primis il dr Ripa, Commissario dell’AOU San Lugi di Orbassano, per il fondamentale supporto a tale riorganizzazione e tutti i professionisti coinvolti che hanno capito e fortemente voluto un Servizio di Emodinamica interaziendale, volano di un territorio che necessitava della massima integrazione. Ritengo altresì, e sarà oggetto della valutazione del prossimo report, che tale modello innovativo porterà anche ad un sostanzioso taglio di costi nonchè ad un’ottimizzazione del servizio”.  

Conferma il Commissario dell’AOU San Luigi Franco Ripa: “Il modello del laboratorio unico di emodinamica rappresenta in primo luogo un esempio virtuoso di cooperazione tra due Aziende Sanitarie e di integrazione tra i professionisti nello specifico settore cardiologico. Grazie al rapporto di collaborazione con il direttore generale dell’ASL TO 3 dr. Boraso si è strutturato un prototipo gestionale innovativo costruito sui percorsi dei pazienti, che può essere applicato in altri ambiti. E’ anche da sottolineare la robustezza dell’impostazione sotto il profilo metodologico, che ha come focus la definizione dei percorsi e dei protocolli clinici di riferimento e le relative attività di valutazione, come presupposto al miglioramento continuo. Le ricadute tangibili sono sicuramente di tipo gestionale, ma si concretizzano in modo positivo soprattutto sui pazienti”.

 

 

Ultima modifica il Martedì, 16 Agosto 2016 14:55
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