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  • Notizie dall'assessorato alla tutela della salute

    Tutti i comunicati, in ordine cronologico, emessi dall'Assessorato sulle principali novità in sanità: l'offerta di nuovi servizi per la popolazione, la definizione di percorsi di cura, le novità negli strumenti di diagnosi delle patologie e della riabilitazione, i principali provvedimenti nella costruzione, riorganizzazione e miglioramento delle strutture sanitarie e ospedaliere del Piemonte, le notizie in materia di prevenzione, veterinaria, farmaceutica, esenzioni e contributi.

    Per consultare i comunicati stampa emessi dagli Assessorati precedenti a quello attuale, consultare l'Archivio delle Notizie dall'Assessorato.

    Per conoscere, invece, nei dettagli l'offerta sanitaria consulta la Guida al servizio sanitario.

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  • Guida al servizio sanitario

    La guida contiene gli elementi fondamentali per conoscere i servizi sanitari offerti sul territorio, come accedervi e dove recarsi. Può essere consultata per argomento, per evento della vita o per soggetto ed è integrata da collegamenti alle pagine delle Aziende sanitarie sul territorio.

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    • Alimenti e salute

      alimentiLa Regione Piemonte garantisce il controllo degli alimenti e delle acque in tutte le fasi della filiera, dalla produzione all’arrivo alla tavola. Il cittadino può dare il suo contributo segnalando eventuali casi di problemi di salute dovuti al cibo. Il primo riferimento per il cittadino è il medico di famiglia, ma anche i Servizi di Prevenzione delle ASL possono dare utili suggerimenti. Nelle schede successive, il dettaglio dei servizi e le informazioni per i cittadini per la prevenzione e la cura delle intossicazioni alimentari e per il consumo in sicurezza degli alimenti.

      Progetti regionali di promozione della salute

      Acquista bene, conserva meglio!
      Con meno sale la salute sale

      Consigli per la prevenzione delle intossicazioni alimentari

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    • Assistenza ospedaliera

      assistenza ospedaliera piemonteLe modalità di ricovero, le strutture dove ricevere l’assistenza specialistica, alcune reti pensate per percorsi specifici: le strutture dedicate alla nascita, alla dietetica e alla nutrizione clinica, i servizi per combattere il dolore e l’assistenza al paziente oncologica. Si ricorre al ricovero per la diagnosi e la cura di malattie che non possono essere affrontate in ambulatorio o a domicilio.

       

       

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    • Animali domestici

      animali piemonteIl benessere e il rispetto degli animali da compagnia sono una condizione indispensabile anche per la sicurezza e la salute umana. Qui le informazioni su come iscrivere il proprio cane all'anagrafe canina, denunciarne l'eventuale smarrimento, cambio di residenza o decesso. Le modalità per vaccinare il proprio animale in caso di viaggio all'estero, i dettagli sui principi e le norme sanitarie e di tutela che riguardano gli animali d'affezione, gli Sportelli istituiti dalla Regione.

       

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    • Sostegno alle cure

      sostegno cure piemonte sanitaChi ha diritto ad esenzioni o agevolazioni economiche nelle cure. Cosa fare per l’esenzione ticket sui farmaci o sulle visite, sostegni ad alta tecnologia per i disabili, assegni di cura, sostegno alla dialisi domiciliare, parrucche per donne sottoposte a chemioterapia. Come richiedere l’assistenza protesica (carrozzine, letti ortopedici, deambulatori, arti artificiali, ecc.) e integrativa (ausili assorbenti, cateteri, materiale di medicazione, presidi per diabetici, prodotti alimentari per celiaci o per specifiche patologie).

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    • Salute e diritti

      salute diritti piemonteI servizi che aiutano i cittadini a conoscere i propri diritti, a segnalare eventuali disservizi o inoltrare reclami: audit civico, consenso informato e tutela dei dati personali, difensore civico regionale, Urp e Tribunale dei diritti del malato.

       

       

       

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    • Prevenzione

      prevenzione salute piemonteCome si riducono i rischi per la salute: i servizi per la prevenzione negli ambienti di vita, di lavoro e per la tutela della salute nello sport. A chi rivolgersi per le vaccinazioni, per la diagnosi precoce dei tumori e per accertamenti su malattie sessualmente trasmesse.

       

       

       

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    • Farmaci

      farmaci piemonteIl Servizio sanitario nazionale assicura agli iscritti i farmaci previsti dal Prontuario farmaceutico nazionale. In questa sezione è possibile trovare informazioni sull'assistenza farmaceutica e sulle ricette per i farmaci. Per informazioni sulle esenzioni per reddito, patologia e condizioni invalidanti, consultare la pagina Guida al Servzio Sanitario > Sostegno alle Cure > Esenzione ticket farmaciSe invece desiderate accedere a maggiori approfondimenti in materia di farmaci, consultare l'area tematica "Farmaceutica" dedicata agli operatori della Sanità.

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    • Emergenza

      emergenza sanita piemonteIn caso di malore in fasce orarie in cui il proprio medico non è reperibile o nei casi più gravi ci si può rivolgere a diversi servizi sanitari studiati appositamente per far fronte a situazioni di emergenza.

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    • Donazioni

      donazioni sanita piemonteLa donazione di sangue, di organi, di cellule e di tessuti è un atto di altruismo che, in moltissimi casi, può contribuire a salvare una vita umana. Tutti i cittadini che possiedono alcuni requisiti fisici possono scegliere liberamente di diventare donatori di sangue, di cellule e di tessuti ed esprimere la volontà a diventare donatori di organi dopo la morte.

       

       

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    • Cure sul territorio

      sostegno cure piemonteScegliere il medico o il pediatra, prenotare visite ed esami. Le strutture per la salute della donna o della coppia nella procreazione responsabile, gravidanza e alla sessualità. La lotta contro le dipendenze, la cura dei disturbi dello sviluppo o della salute mentale. L’assistenza domiciliare e il trasporto non urgente in autoambulanza. È una rete organizzata di attività attraverso le quali le Aziende sanitarie, attraverso i distretti e spesso in collaborazione con i Comuni e con i consorzi socio-sanitari, possono garantire le risposte più articolate agli utenti.

       

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    • Certificazioni e riconoscimenti

      certificazioni sanita piemonteCome richiedere certificazioni o riconoscimenti utili per ottenere particolari forme di assistenza o per poter svolgere alcune attività: i servizi di medicina legale e le unità valutative handicap, geriatria e alzheimer, equipe multidisciplinari che identificano non solo il quadro clinico ma anche i bisogni assistenziali del paziente.

       

       

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    • Accedere ai servizi sanitari

      accedere servizi sanitari piemonteCosa fare per iscriversi al Servizio sanitario nazionale, in caso di partenza all’estero o se si è temporaneamente presenti sul territorio piemontese. Quali sono le funzioni della tessera sanitaria europea, della ricetta elettronica e quando rivolgersi agli uffici di relazione col pubblico. L’assistenza sanitaria è assicurata, con diverse modalità, ai non residenti, agli stranieri comunitari ed extracomunitari stabilmente o temporaneamente presenti sul territorio piemontese.

       

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    • Domande frequenti

      faq sanita piemonte In questa pagina è possibile consultare la lista, suddivisa per aree tematiche, delle domande più richieste da parte dei cittadini al personale amministrativo del Sistema Sanitario Regionale. Le risposte permettono al cittadino di trovare riscontro ai dubbi nelle materie dell'assistenza sanitaria generica, di quella riservata agli stranieri e agli italiani all'estero, delle dipendenze, della veterinaria, del programma regionale Prevenzione Serena, di parto, gravidanza e campagna sull'uso dei defibrillatori. Se la vostra domanda non è presente tra quelle elencate in questa sezione, contattate il numero verde regionale 800.333.444.

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  • campagne di comunicazione
    Campagne di comunicazione in atto nella Regione Piemonte
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    • Anche tu puoi far battere un cuore

      "Anche tu puoi far battere un cuore” è una campagna promossa dalla Regione Piemonte nel contesto di  un progetto di  diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni (di cui al DM 18 marzo 2011) e finanziata dal Ministero della Salute. 

      L'obiettivo dell'operazione è quello di portare a conoscenza dei cittadini che un intervento tempestivo, effettuato anche da personale non sanitario, può rappresentare un'opportunità di salvezza per chi è colto da arresto cardiaco improvviso.

      Molto spesso la causa di un arresto cardiaco è l’aritmia ventricolare, che può essere interrotta attraverso una scarica elettrica.
       

      Anche tu puoi far battere un cuore, perchè

       

      - l’utilizzo del defibrillatore in tempi brevi può salvare una vita.  E’ uno strumento estremamente semplice da utilizzare e non può arrecare nessun danno sui pazienti; 

      - con un semplice corso di quattro ore è possibile ottenere l’abilitazione all’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici. Il corso rappresenta un’opportunità di conoscenza anche delle principali manovre di primo soccorso. Per saperne di più sulla formazione, visita la pagina dedicata



      La Regione, grazie ai finanziamenti ministeriali di cui al DM 18 marzo 2011, ha acquistato 280 defibrillatori, distribuiti presso differenti siti in tutto il Piemonte. 
       

      Cerca i defibrillatori del sistema 118 in Piemonte



      cartina del piemonte Provincia:

      Alessandria
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    • Eventi campagna "Hai da spegnere"
       
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    • Centri per il trattamento del tabagismo
       
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    • campagne di comunicazione - cat
       
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    • Campagna "Hai da spegnere?"

      Campagna Hai da spegnere?

       

      Accendi il benessere

      Abbandonare il fumo è un po’ come rinascere: ci fa sentire più forti, più sicuri e liberi.
      Si sta meglio fisicamente e i risultati si vedono fin da subito.
      Senza sigarette si liberano risorse che possono essere impiegate in altre attività.

      La maggior parte dei fumatori prova a smettere da solo, ma la ricaduta è dietro l’angolo. Questo non deve scoraggiare: smettere di fumare è un percorso difficile ma possibile.
      La buona notizia è che farsi aiutare aumenta notevolmente la possibilità di riuscire a smettere.


      In Piemonte il sistema sanitario fornisce professionisti e servizi validi e riconosciuti per aiutarti a raggiungere questo obiettivo.

      Per ricevere un supporto


       

      Cerca il centro per il trattamento del tabagismo a te più vicino



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      Per informazioni puoi chiamare anche il numero verde nazionale contro il fumo dell'Istituto Superiore della Sanità.

      Numero verde contro il fumo 800554088 Il numero verde è gratuito ed è attivo dal lunedì e dal venerdì dalle 10.00 alle 16.00.

       

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  • servizi salute
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  • link

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    • Recapiti dai siti delle Aziende sanitarie

      Contiene i collegamenti diretti alle pagine interne dei siti istituzionali delle Aziende sanitarie locali, Aziende sanitarie ospedaliere e Aziende ospedaliero-universitaria. Le schede sono suddivise per tipologia di ufficio o servizio, per agevolare l'utente nella ricerca delle informazioni on line.

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  • Aree tematiche
     
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    • Educazione Continua in Medicina (ECM)

      L’Educazione Continua in Medicina (ECM) è un sistema di aggiornamento continuo e obbligatorio per il professionista sanitario, che in tal modo acquisisce abilità e attitudini utili ad una pratica competente ed esperta, rispondente ai bisogni dei pazienti e alle esigenze organizzative e operative del Sistema Sanitario.
      L’avvio del programma nazionale di ECM risale al 2002, a seguito del D.Lgs. 502/92 integrato dal D.lgs 229/99 con i quali veniva sancito l’obbligo della formazione continua per i professionisti sanitari.

      Nella Regione Piemonte il “Sistema regionale per la Formazione Continua in Sanità e accreditamento ECM" è stato avviato nell'ottobre 2007 con apposite delibere di Giunta che prevedevano, in fase sperimentale sino al 31/12/2010,  l’istituzione di organismi individuati a supporto della Direzione regionale, con funzioni di programmazione e indirizzo e delegando all’Azienda per i Servizi Sanitari (AReSS) funzioni  propositive e di studio. Presso l’Agenzia  veniva installata la piattaforma regionale ECM, funzionante e operativa sin da gennaio 2008.

      A gennaio 2011, in attesa della definizione dei successivi passaggi relativi all’accreditamento dei provider, così come richiesto a tutte le Regioni dalla Conferenza Stato Regioni (cfr. documento del 5 novembre 2009 e successivo regolamento applicativo del 13 gennaio 2010), è stata approvata dalla Giunta Regionale una delibera di proroga del solo sistema di accreditamento degli eventi formativi sino al 31/12/2011.

      Nel giugno 2011, con l’approvazione della DGR n. 7-2208 del 22/06/2011, si è giunti alla definizione  del disegno generale del nuovo sistema di governo della formazione ECM in Piemonte. 

       
      - nuovo sistema di Governance della formazione regionale
      - accreditamento dei Provider di formazione ECM
      - istituzione di un Osservatorio regionale sulla qualità della formazione.

      Con determinazione n. 1002 del 16/12/2011, in linea e ai sensi delle indicazioni nazionali,  è iniziata la fase di accreditamento dei provider di formazione, pubblici e privati, per il biennio sperimentale 2012/2013. I Provider che vorranno accreditarsi presso la nostra Regione potranno reperire il bando regionale e tutte le informazioni inerenti le modalità di iscrizione, sulla piattaforma ECM all'indirizzo www.ecmpiemonte.it.

      Con determinazione n. 257 del 12/04/2012 la Regione Piemonte ha inoltre approvato il  manuale esplicativo con i relativi allegati contenenti i requisiti che i provider di formazione debbono possedere per l'accreditamento regionale. Accedi alla documentazione


      -
      i criteri standard e di qualità che il provider deve possedere
      - i criteri per l'assegnazione dei crediti alle attività ECM
      - gli obblighi e le sanzioni previste in materia di "pubblicità, conflitto di interessi, sponsorizzazioni"
      - i profili e le funzioni ritenute necessarie per l’organizzazione, la gestione e l’erogazione dell’attività di formazione in sanità

       


      Novità sul sito

      • 6/03/2017 Pubblicato l'elenco dei docenti accreditati in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro
      • 28/03/2014 La Regione Piemonte, dal mese di aprile 2014, avvierà le prime verifiche ispettive presso i provider di formazione accreditati al sistema regionale ECM. Leggi tutto

       

      Gli altri articoli della sezione ECM

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    • Prevenzione Serena - Il programma

      prevenzione serena logo orizzontale


      Prevenzione Serena è il programma di screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto, messo a punto dalla Regione Piemonte per tutelare la salute dei suoi cittadini.

      Per informazioni contatta il numero attivo nella tua zona

      contatta numero prevenzione serena

       

       

       


      Per gestire e consultare in rete i dati e le prenotazioni personali relativi agli screening dei tumori femminili accedi al servizio on line

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    • Farmaci

      farmaci

      Classificazione farmaci

      Dal 1° gennaio 1994 i farmaci rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sono stati classificati in fasce (A,B,C ed H). Il Prontuario Terapeutico Nazionale (PTN) comprende la lista dei medicinali in commercio in Italia.

      Dal 16 gennaio 2003, le fasce dei farmaci presenti nel Prontuario Terapeutico Nazionale sono state ridotte a tre: fascia A, fascia H e fascia C.

      La fascia A comprende i farmaci essenziali e per malattie croniche, interamente rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale, fatta salva la possibilità per le Regioni di introdurre delle quote di compartecipazione alla spesa (ticket).

      I farmaci in fascia H sono di esclusivo uso ospedaliero, pertanto non possono essere venduti ai cittadini dalle farmacie aperte al pubblico, ma possono solo essere utilizzati in ospedale o essere distribuiti dalle Aziende Sanitarie Regionali (ASL - Aziende Sanitarie Locali- e ASO - Aziende Sanitarie Ospedaliere).

      Nella fascia C rientrano tutti i farmaci che sono completamente a carico del cittadino.

      In questa sezione tutti gli approfondimenti. Per una guida rapida consultare Guida al sevizio sanitario>farmaci

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    • Assistenza integrativa

      Il Servizio sanitario nazionale eroga gratuitamente ai pazienti che ne hanno diritto presidi e prodotti per l' assistenza integrativa, quali dietetici per nefropatie croniche, materiale di medicazione, presidi di cui al Nomenclatore Tariffario (ausili per incontinenti e tracheostomizzati), presidi per diabetici e i prodotti dietetici per errori metabolici e morbo celiaco.

      Tali prodotti sono attualmente erogati su ricetta rossa del Servizio sanitario nazionale dalle farmacie al pubblico e dai negozi autorizzati.
      I cittadini possono ottenere maggiori informazioni nella sezione Guida al servizio sanitario.

      In questa sezione sono disponibili normativa e modulistica, utile per operatori del servizio sanitario e negozi autorizzati. 

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    • Servizio pubblico erogato da privati

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  • Approfondimenti sull'uso corretto dei cosmetici
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    • Dentifricio

       A cosa serve il dentifricio?

      Una corretta pulizia dei denti previene la carie e la retrazione gengivale, e quindi la perdita dei denti. Il dentifricio aiuta a migliorare la pulizia dei denti. Non è l’elemento principale del processo, ma il suo utilizzo migliora sensibilmente i risultati.
      La pulizia consiste nell'eliminare lo strato di batteri che si forma sulla superficie dei denti, alla quale aderisce formando una patina. Il metodo è semplice:

      1. Spazzolare i denti per almeno due minuti dopo aver mangiato (colazione, pranzo, merenda, cena...) e comunque non meno di due volte al giorno. Lo spazzolamento permette la rimozione del 78% della placca dentale. È importante ricordare che la forza del gesto non modifica il risultato.
      2. Passare con cura il filo interdentale per pulire le superfici tra dente e dente, dove lo spazzolino non può arrivare.

       

      Perché si usa il dentifricio?

      Il dentifricio ha due caratteristiche principali che contribuiscono alla cura dei denti:

      1. Hanno un’azione abrasiva e detergente che favorisce l’allontanamento della placca
      2. Quasi tutti hanno un contenuto di fluoro, che in parte penetra nella superficie dello smalto e lo proteggono. L’utilizzo di dentifrici con fluoro riduce la formazione di nuove carie del 33% circa.

      Come scegliere un dentifricio

      Il limite massimo consentito di fluoro (ad esempio Sodium Fluorite) è 1500 ppm, pari allo 0,15%. Se il contenuto di fluoro è superiore a 1000 ppm, cioè allo 0,1%, l’etichetta deve riportare avvertenze relative all’utilizzo per i bambini.
      L’indice di abrasività (riportato come RDA, con valore da 0 a 200) è consigliabile non superiore a 70.

      L’utilizzo di antibatterici nei dentifrici è controverso, sia perché l’allontanamento della placca è ottenuto grazie ad un uso adeguato dello spazzolino, sia perché gli antibatterici (come triclosan e parabeni) sono molto usati in altri prodotti di uso comune (ad esempio detergenti), quindi le persone ne sono già esposte, e non vi è certezza sulla loro assoluta innocuità.
      I coloranti non hanno nessuna funzione se non quella di colorare il dentifricio. Si riconoscono in etichetta dalla sigla C.I. (Colour Index) seguita da un numero oppure dalla lettera E seguita da un numero per i coloranti alimentari.
      I dolcificanti (sorbitolo, saccarina, maltilolo...) sono tutti debolmente cariogeni, ad eccezione dello xilitolo.

      No

      I dentifrici che reclamizzano poteri estetici o sanitari sono da evitare, così come quelli che hanno funzioni non necessarie alla semplice pulizia dei denti.
      I prodotti con RDA superiore a 100 o che non lo non riportano sull’etichetta sono sconsigliabili.
      “Senza zucchero” su un dentifricio è una pubblicità ingannevole: la presenza di zucchero nei dentifrici è vietata in quanto favorisce la carie.

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    • Tatuaggi

      Cosa sono i tatuaggi

      Il tatuaggio  è ormai sempre più diffuso, una “moda” che riguarda uomini e donne, giovani e meno giovani, e ricopre superfici corporee spesso molto estese. Il tatuaggio non è un trucco, ma una scelta definitiva. I pigmenti usati per colorare la pelle penetrano nel corpo e per questo non possono essere considerati cosmetici.

      Quali precauzioni adottare per farsi un tatuaggio

      In commercio si trovano pigmenti di varia natura: di origine vegetale, di origine inorganica minerale o di sintesi industriale.
      I pigmenti utilizzati per effettuare un tatuaggio vengono inoculati sotto pelle ed è quindi fondamentale che non contengano microrganismi patogeni o potenzialmente pericolosi, né sostanze chimiche irritanti, sensibilizzanti o cancerogene (come i metalli pesanti o le ammine aromatiche).
      Gli inchiostri per tatuaggio sono composti da pigmenti che ne determinano il colore, sospesi in una soluzione definita “carrier” che facilita l’applicazione sottocute.
      Il “carrier” contenuto nei pigmenti svolge azione disinfettante, ma la sua efficacia è limitata nel tempo e soprattutto è legata alla modalità di utilizzo e alla conservazione del prodotto.
      Il prodotto non utilizzato tende a separarsi nelle sue fasi costituenti e l’azione disinfettante della soluzione alcolica presente tende a diminuire sempre più, soprattutto se il prodotto è aperto. È quindi fondamentale che vengano utilizzati prodotti non scaduti, consumandoli, una volta aperti, nel più breve tempo possibile.
      Il beccuccio dosatore deve sempre essere pulito; le incrostazioni trattengono la polvere e favoriscono lo sviluppo microbico.
      Gli inchiostri devono riportare sulla confezione la data di scadenza o, quantomeno, deve essere possibile risalire ad essa in modo univoco dal lotto di prodotti acquistati.
      Il materiale utilizzato per l’esecuzione del tatuaggio deve essere monouso o sterile, l’igiene dell’ambiente in cui viene effettuato il tatuaggio è fondamentale.
      Gli arredi devono essere lavabili e facilmente disinfettabili, l’operatore deve indossare guanti ed indumenti protettivi.
      Se un ambiente non vi sembra pulito, non fatevi tatuare.
      Affidarsi a un tatuatore professionista e scegliere esercizi autorizzati, evitare gli abusivi.
      Prima di sottoporvi ad un tatuaggio leggete attentamente la scheda informativa riportante i rischi per la salute: il tatuatore deve conservare le schede individuali relative ad ogni utente, le schede informative sui potenziali rischi per la salute controfirmate dagli utenti e, nel caso di minorenni, il consenso di chi esercita la patria potestà.


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    • Make up

      A cosa serve il trucco?

      Molte donne utilizzano quotidianamente i prodotti per il make-up e spesso compiono senza saperlo errori che possono comportare problemi, a partire dalla semplice irritazione della pelle.
       

      Linee guida generali

      I prodotti da trucco sono, in larga parte, privi di acqua e ricchi di pigmenti colorati. In generale rimangono a contatto della pelle per molte ore. A differenza dei cosmetici da risciacquo, gli ingredienti potenzialmente nocivi e le impurezze possono essere diluite dal sudore e penetrare nell’epidermide portando a irritazioni e allergie.
      Alcuni pigmenti colorati, contengono metalli quali il nichel, il cromo e gli ossidi di ferro. In seguito ad usi ripetuti, questi metalli, assorbiti dalla pelle, possono raggiungere concentrazioni tali da scatenare allergie in soggetti predisposti: è necessario porre la massima attenzione ai segnali che indicano la presenza di dermatite da contatto.
      Da ricordare, inoltre, che il make-up è utilizzato proprio in zone dove l’epidermide è più sottile e delicata come il contorno occhi e le labbra ed in generale il viso: queste aree presentano maggiori sensibilità e capacità di assorbimento rispetto ad altre.
      Ovviamente è fondamentale conoscere le sostanze a cui si è allergici.
      Regola generale è non truccarsi quando la pelle presenta piccole ferite, escoriazioni, ecc.
      Sarebbe consigliabile applicare il trucco su una base di crema idratante. Prima di mettersi a letto si dovrebbe rimuovere ogni traccia di trucco con latte detergente e risciacquare. Non importa se le istruzioni non lo specificano: dopo aver pulito la cute è consigliabile applicata una crema idratante specifica per la notte.

      Come utilizzare in sicurezza il make-up

      Condividere prodotti da trucco può comportare la trasmissione di infezioni. In particolare, si dovrebbe usare sempre un applicatore monouso quando si provano i prodotti in negozio o dall’estetista.
      Chiudere sempre bene i contenitori dei trucchi subito dopo l’uso.
      Tenere i trucchi lontani da fonti di calore e dalla luce solare diretta: luce e calore possono ridurre la capacità d’azione dei conservanti. Non tenere i cosmetici in una macchina al sole per lungo tempo.
      Non usare cosmetici in caso di congiuntivite.
      Eliminare i trucco quando si sospetta che abbia causato irritazioni di qualsiasi tipo.
      Non aggiungere mai acqua o altri diluenti a un cosmetico, a meno che l'etichetta non lo preveda espressamente.
      Buttare via i prodotti se il colore o la consistenza cambiano.
      Evitare l’applicazione nella zona occhi di prodotti non indicati per tale uso. Attenzione anche a prodotti presenti nella tradizione di alcuni paesi come il kohl (possono contenere elevate concentrazioni di piombo).
      Evitare i prodotti per la colorazione permanente e le tinture per le ciglia, in quanto, se non utilizzati correttamente, possono provocare gravi danni agli occhi.
      Lavarsi sempre bene le mani prima di aprire la borsa del trucco e iniziare ad applicare i cosmetici.
      Assicurarsi che tutti gli applicatori siano puliti prima di utilizzarli: è un comportamento corretto lavare e sostituire pennelli e spugne di frequente.
      Attenzione ai graffi della cornea causati dalla bacchetta del mascara. Se capita non vanno assolutamente trascurati in quanto potrebbero infettarsi e portare ad ulcerazioni corneali. Banalmente l’utilizzo del mascara dovrebbe avvenire in un momento tranquillo evitando l’applicazione in macchina, autobus, treno, aereo...
      Vi è la possibilità che, durante il sonno, il mascara ed altri prodotti possano entrare nell’occhio e causare prurito ed arrossamenti oculari. Quindi, assicurarsi sempre di rimuovere i trucchi prima di andare a letto.

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    • Deodoranti

      A cosa servono gli antitraspiranti e i deodoranti?

      Il sudore, in particolare quello prodotto nella zona delle ascelle, è composto da varie sostanze che alimentano i batteri presenti sulla cute; questi ultimi, con le sostanze prodotte dal loro metabolismo, contribuiscono sostanzialmente alla produzione di odori. Il sudore delle ascelle, in particolare  quello dei maschi, contiene inoltre delle sostanze odorose, i ferormoni, che in natura hanno il significato di richiamo e identificazione sessuale; l'olfatto delle persone è in grado di percepire queste ultime sostanze anche se presenti in quantità estremamente piccole.
      Gli antitraspiranti impediscono al sudore di uscire dai pori, tappando questi ultimi con sali di alluminio (cloruro o cloridrato di alluminio) o di zirconio.
      I deodoranti invece sostanzialmente profumi, non impediscono al sudore di uscire dai pori, ma mascherano gli odori con sostanze profumate.
      Antitraspiranti e deodoranti possono essere combinati in un unico prodotto.

      Perché si usano gli antitraspiranti e i deodoranti?

      Lo scopo di antitraspiranti e deodoranti è quello di eliminare gli odori derivanti dalla sudorazione.
      Si consiglia di utilizzarli in modo discreto e solo in caso di cute perfettamente integra.
      In ogni caso il modo migliore di ridurre gli odori derivanti dalla sudorazione resta una corretta igiene: riducendo la quantità di batteri presenti nel cavo ascellare si riduce l'odore emesso dal sudore metabolizzato dai microbi. Per ottenere questo risultato si riduce la superficie disponibile per i batteri ricorrendo alla rasatura delle ascelle (la superficie dei peli moltiplica quella del cavo ascellare) e si lava in modo sufficientemente frequente la cute delle ascelle utilizzando disinfettanti, ad esempio acqua ossigenata, clorexidina, che siano possibilmente non alcolici (perché irritano la cute ed evaporano troppo rapidamente).

      I bambini, gli antitraspiranti e i deodoranti

      Si consiglia di non usare prodotti antitraspiranti e/o deodoranti per i bambini almeno fino ai 12-14 anni di età per evitare l'esposizione a sostanze che potrebbero essere cancerogene o nocive per la riproduzione e mostrare i propri effetti anche a distanza di molti anni.

      Come scegliere un antitraspirante o un deodorante

      Come per qualsiasi altro cosmetico, è possibile che alcuni ingredienti o delle sostanze presenti come impurità possano dare irritazione o allergia in una percentuale della popolazione. È quindi buona regola interrompere l'uso del prodotto in caso di irritazione, arrossamento, prurito, gonfiore o comunque di fastidio.
      Per contenere gli odori prodotti con il sudore delle ascelle è necessaria, anche se in alcuni casi non sufficiente, l'accurata igiene della cute interessata con lavaggi di acqua e sapone e all'occasione con l'integrazione di disinfettanti. Molto utile la rasatura delle ascelle.
      Quando tale procedura non è sufficiente si ricorre agli antitraspiranti. È opportuno scegliere prodotti privi di conservanti, cioè di sostanze che hanno la proprietà di fermare la crescita dei batteri (batteriostatici) o di uccidere i batteri (battericidi); a questo tipo di sostanze appartengono ad esempio il triclosan e i parabeni (esteri dell'acido paraidrossibenzoico):
      Si consiglia in ogni caso di usare i prodotti antitraspiranti in modo discreto, solo nelle occasioni nelle quali si presume vi sia la necessità e nelle condizioni di cute perfettamente integra.
      Al fine di non favorire l'effetto indesiderato della penetrazione all'interno della cute dei sali di alluminio e di zirconio che costituiscono la sostanza essenziale degli antitraspiranti, è fortemente consigliato di evitare l'applicazione dell'antitraspirante immediatamente dopo la rasatura delle ascelle.

      Vi sono molti studi che affermano l'efficacia e la sicurezza nel breve termine dei sali di alluminio; pochi sono invece gli studi sugli effetti a lungo termine che rimangono ad oggi poco noti. Da alcuni ricercatori è stato ipotizzato che possa esserci un rapporto tra l'utilizzo di sali di alluminio e cancro al seno. Anche per gli esteri dell’acido paraidrossidobenzoico (o parabeni) è stato ipotizzato un rapporto con il cancro al seno.

      No

      Allo stesso modo sono da sconsigliare i deodoranti “puri”, cioè privi delle sostanze che impediscono la sudorazione e basati unicamente su fragranze, perché sostanzialmente inefficaci: coprono un odore con un altro, ma in realtà entrambi continuano ad essere percepiti dal naso, che è un organo particolarmente sensibile, con un risultato spesso al di sotto delle aspettative; inoltre possono esporre ad allergie.

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    • Creme solari

      A cosa servono le creme solari?

      Il rapporto tra cancro della pelle e radiazione ultravioletta è accertata dal 1992 (IARC). Il rischio di contrarre un cancro della pelle non è necessariamente immediato: la patologia può manifestarsi anche decine di anni dopo l’esposizione al sole o alle lampade abbronzanti.
      Le creme solari proteggono la pelle dai raggi UVB, prevenendo ustioni e riducendo il rischio di contrarre un carcinoma delle cellule squamose (un tipo di tumore a lento accrescimento e facilmente trattabile chirurgicamente).
      Solo negli ultimi anni sono state introdotte sule mercato creme solari che proteggono anche dai raggi UVA, causa dei melanomi. Il melanoma è una forma di cancro della pelle estremamente diffusa ed è estremamente pericolosa per via della sua capacità di dare metastasi. I raggi UVA sono stati per molti anni trascurati perché hanno un’energia minore rispetto ai raggi UVB ed erano quindi ritenuti meno rischiosi.

      I raggi UV hanno diversi effetti nocivi:

      - eritemi (arrossamento della pelle) e scottature solari (piccole bolle e desquamazione); (principalmente raggi UVB);
      - invecchiamento cutaneo e ispessimento dello strato cheratinico;
      - immunosoppressione (herpes labiale, maggiore facilità ad avere infezioni della pelle);
      - cancro (carcinomi, melanomi della pelle, basaliomi, carcinomi della cornea e della congiuntiva);
      - invecchiamento della pelle;
      - cataratta;
      - pterigo (accrescimento vascolare della cornea sulla superficie dell'occhio)

      Il grado minimo di protezione dagli UVB è 6 (SPF 6).
      Il grado minimo di protezione dagli UVA è 2 (PPD 2).
      Al fine di semplificare la scelta dei prodotti da parte del consumatore, sono state individuate 4 classi di prodotti:

      -  protezione bassa (SPF da 6 a 14,9);
      -  protezione media (SPF da15 a 29,9);
      -  protezione alta (SPF da 30 a 59,9);
      - protezione molto alta (SPF maggiore di 50).

      Perché si usano le creme solari?

      Si è sempre detto che il sole fa bene: fa produrre vitamina D, fondamentale per la crescita e il mantenimento delle ossa, è piacevole e rende più allegri, favorisce l'attività fisica all'aperto importante per pressione, colesterolo, apparato circolatorio, muscolare, osseo, ecc.
      Tutto questo è certamente vero, ma ciò che non ha senso ed è particolarmente nocivo è abbronzarsi ossessivamente per ragioni estetiche, utilizzando le creme solari non per proteggersi, ma per aumentare l'esposizione.
      Il modo principale e sicuramente privo di rischi per la salute per proteggersi dagli effetti dannosi della radiazione solare è quello di indossare indumenti di cotone, possibilmente di colore chiaro, riparando il volto con un cappello con visiera e coprendo gli occhi con occhiali scuri. In tal caso la crema solare si può riservare alle parti scoperte (braccia, mani, volto).
      Un prodotto solare protegge solo parzialmente dai danni della radiazione UV e le creme solari non proteggono certo gli occhi, che devono essere riparati con occhiali da sole adeguati, con cappelli dotati di ampia visiera e soprattutto evitando la luce diretta. Alla luce gli occhi non devono provare mai fastidio né tanto meno lacrimare o arrossarsi.
      Un uso massiccio e prolungato delle creme solari non può essere considerato privo di rischi.
      Ci si può abbronzare e ustionare anche stando sotto l'ombrellone. In montagna si è esposti a una maggiore quantità di radiazioni; si calcola che ogni 1000 metri di altitudine la radiazione UVB aumenti di circa il 10%. Inoltre la neve riflette circa l'80% della radiazione, cioè raddoppia quasi l'esposizione. Di questo occorre tenere conto aumentando il grado di protezione della crema solare, proteggendo molto bene gli occhi e diminuendo il tempo di esposizione.

      Come scegliere una crema solare

      L'acqua diminuisce il grado di protezione dei prodotti antisolari, perché allontana una parte dello strato corneo e del sebo o dello stesso prodotto. In ogni caso il fattore di protezione (SPF) dopo l'esposizione all'acqua deve essere superiore al 50% del SPF prima del trattamento con acqua.
      Si definisce “resistente all'acqua” un prodotto che dopo 2 immersioni di 20 minuti mantiene un SPF superiore al 50%.
      Si definisce “molto resistente all'acqua” un prodotto che dopo 4 immersioni di 20 minuti mantiene un SPF superiore al 50%.

      È consigliabile riapplicare la crema solare dopo aver sudato o dopo essersi bagnai.
      Perché una crema solare possa essere protettiva nella misura del grado di protezione indicato sull'etichetta, deve essere applicata in quantità sufficiente. Indicativamente per il corpo di un adulto medio sono necessari 6 cucchiaini da tè di lozione (36 grammi circa); normalmente i consumatori ne applicano quantità inferiori riducendo così in modo rilevante la protezione.
      Terminata l'esposizione al sole il prodotto solare deve essere in ogni caso allontanato dalla propria pelle lavando quest'ultima con normale sapone.

      Su molte delle sostanze presenti nei prodotti solari non vi sono ricerche sufficienti per stabilirne l'efficacia e la sicurezza e non raramente le affermazioni di innocuità ed efficacia delle ditte produttrici si basano su una insufficiente documentazione.
      A proposito della valutazione delle sostanze presenti nei prodotti solari è da rilevare che:

      1. tra i principali organismi di regolazione dei prodotti cosmetici (Europa, USA, Giappone, Canada, Australia) non raramente vi sono valutazioni non esattamente coincidenti;
      2. all'interno degli stessi organi regolatori i pareri espressi su singole sostanze non sono sempre lineari né tempestivi;
      3. alcuni prodotti sono messi in commercio pur mancando di una adeguata documentazione sulla loro innocuità per la salute ed efficacia per la destinazione d'uso che hanno;
      4. le ditte produttrici non raramente pubblicizzano proprietà e sicurezza dei prodotti che in realtà non hanno o quanto meno non sono sufficientemente dimostrati.

      No

      Non scegliere i prodotti che riportano un'efficacia del 100% o “protezione totale” o schermo totale” perché falso e pericoloso.
      La durata dell’azione del prodotto non può mai essere di “tutta la giornata”.
      Ognuno conosce la propria “resistenza al sole”, cioè per quanto tempo e in quali ore della giornata può prendere il sole senza che la propria pelle diventi arrossata il giorno dopo. L'arrossamento della pelle indica un'infiammazione, cioè un danno che l'organismo deve riparare. La cute non deve arrossarsi per l'esposizione al sole, se ciò si verifica vuol dire che la dose di UV assunta è stata troppo elevata e ha provocato danni.


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  • Reti cliniche

    Multidisciplinarità, evidence based medicine, equità di accesso alle cure, continuità della presa in carico, centralità del paziente sono i cardini che costituiscono la realizzazione di una qualunque rete clinica di specialità.In questi ultimi anni, il tema "reti cliniche di specialità" è diventato sempre più di attualità per un duplice ordine di motivi:

    • il cambiamento della domanda di salute che richiede che l'offerta e quindi i servizi sanitari siano capaci di dare una risposta adeguata a questo cambiamento;
    • l'evoluzione tecnologica dell'offerta che implica costi sempre maggiori e quindi pone il problema della sostenibilità economica del servizio sanitario.

    L'organizzazione degli ospedali e della rete territoriale in reti cliniche e logistiche viene considerato una possibile soluzione per superare queste problematiche. 


    Il termine "rete" viene usato con significati diversi: dal considerarlo come il semplice insieme delle strutture interne ad un ospedale gli ospedali presenti in una determinata area, fino a definirlo un sistema funzionale e strutturale vero e proprio con connessioni continue tra ospedale e territorio.
    Esistono poi le reti informali non gerarchiche, a partecipazione volontaria, costituite dai clinici che sentono l'esigenza di avere una rete di cooperazione per un proficuo scambio di esperienze e collaborazioni. Le reti paiono l'organizzazione migliore per rispondere alla domanda di salute che è, nella maggioranza dei casi, una domanda complessa ed articolata, rivolta ad una pluralità di servizi.
    Pur con tutti i distinguo che vengono fatti in un dibattito ancora in corso, due sono gli elementi di accordo:

    • la rete può esser definita come un insieme di nodi legati fra loro da relazioni e connessioni continue;
    • il presupposto della costruzione della rete clinica integrata è la condivisione di percorsi clinico/assistenziali, con l'obiettivo di fornire prestazioni di alta qualità e clinicamente appropriate ed efficaci e la valutazione puntuale dell'attività che viene svolta.


    Le reti rendono, perciò, possibile la vicinanza al cittadino di un servizio particolarmente competente, facilitandone l'accesso ed il successivo percorso assistenziale. Permettono, infine un miglior utilizzo dei servizi preposti a livelli di complessità differenti.

    A partire dagli anni novanta questo tipo di organizzazione si esprime attraverso il cosiddetto percorso clinico che definisce, per una specifica patologia, tutti i passaggi inter ed extra-ospedalieri. Agli ospedali costitutivi della rete, che hanno il compito di assicurare l'assistenza ospedaliera per acuti, vanno aggiunti i servizi territoriali e, qualora necessari, gli istituti integrativi della rete dedicati all'assistenza dei post acuti e all'assistenza riabilitativa estensiva. Il modello cooperativo sostituisce il modello competitivo con una relativa cessione di "sovranità" da parte dei singoli nodi; i risultati attesi sono economie di scala e scopo, equo accesso ai servizi anche di alta specialità, garanzia di qualità, presa in carico. Da qui nascono le reti cliniche in cui la connessione nell'ambito di una stessa specialità in differenti ospedali prevale sulla connessione con altre specialità all'interno dello stesso ospedale.La rete ha trasformato i modelli di assistenza: percezione diffusa è che il cambiamento più rilevante sia stato la trasformazione dei modelli di assistenza.
    Obiettivo principale è il miglioramento continuo e tendente all'eccellenza dell'offerta sanitaria. La Regione Piemonte è attenta da sempre ai percorsi assistenziali in rete; infatti, fra le prime regioni in Italia, ha istituito una serie di reti cliniche che oggi perseguono l'obiettivo della miglior offerta assistenziale ai propri cittadini.

     


    Le Reti Cliniche di Specialità del Piemonte:

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  • Varie
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  • Operatori
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    • Medicine non convenzionali

      L’Organizzazione Mondiale della Sanità definì nel 1972 la Medicina Alternativa e Complementare come segue:

      "un vasto insieme di pratiche di assistenza sanitaria che non fanno parte della tradizione propria di un paese e non sono integrate nel sistema sanitario dominante"

      Fu assunto l’uso del termine "non convenzionale" in riferimento a quei Paesi (come l’Italia) in cui queste Medicine e i relativi Sistemi di Salute non sono inseriti nel piano formativo curriculare obbligatorio del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e non fanno parte del sistema sanitario nazionale dominante, la biomedicina.                                                                                                                                                                                                                                                                                          
      In Piemonte, in ottemperanza alla legge Legge regionale 23 giugno 2015, n. 13 è stata istituita in data 29 novembre 2016 la Commissione regionale permanente per le discipline mediche non convenzionali con Deliberazione della Giunta regionale n. 24-3041 del 14.03.2016. Inizialmente erano comprese anche la Chiropratica e l'Osteopatia, in seguito escluse in quanto considerate professioni sanitarie primarie (indipendenti, autonome e distinte dall’area medica), regolamentate diversamente e che possono essere esercitate da non-medici che hanno seguito il percorso formativo stabilito a livello internazionale.


      Si considera come testo di riferimento per l'inquadramento complessivo del "fenomeno" delle medicine non convenzionali (o complementari o CAM) il testo Le medicine non convenzionali in Italia. Storia, problemi e prospettive d'integrazione" G. Giarelli, P. Roberti di Sarsina, B. Silvestrini (a cura di), Milano, 2007.                                                                                                                                                                                                    Il rapporto ISTAT "Tutela della Salute e accesso alle cure" ha evidenziato un notevole decremento nella diffusione delle terapie non convenzionali in Italia rispetto ai dati del 2005. Sono infatti circa 4,9 milioni (8,2%) le persone che hanno scelto nei tre anni precedenti almeno una terapia non convenzionale, mentre erano quasi 8 milioni nel 2005 (13,7%). La più diffusa rimane l’omeopatia (4,1%), seguita terapie come osteopatia e chiropratica (3,6%), fitoterapia (1,9%) e agopuntura (1%). Il ricorso a trattamenti omeopatici si dimezza tra le donne adulte di 25-54 anni (6,9%). Meno marcato il calo nella popolazione pediatrica dove il consumo par al 6,1% (era l’8,2%) e come sempre sono le donne a prevalere nella scelta di una terapia diversa. Nel contempo l’Istat ha rilevato che sono oltre 6 milioni i poveri assoluti in Italia, ovvero circa il 10% della popolazione che “non riescono ad acquistare beni e servizi per una vita dignitosa”. Se al conteggio si uniscono le persone che vivono in condizioni di povertà relativa, si arriva al 16,6% della popolazione, ovvero circa 10 milioni e 48 mila italiani. L’incidenza di povertà assoluta è aumentata dal 6,8% al 7,9%, soprattutto per effetto dell’aumento nel Mezzogiorno (dal 9,8 al 12,6%), coinvolgendo circa 303 mila famiglie e 1 milione 206 mila persone in più rispetto all’anno precedente.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      Questi dati trovano conferma anche nel rapporto Censis e Unipol 2014Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali” che rileva un calo del 5,7% nella spesa sanitaria degli italiani, riducendo la spesa pro capite da 491 a 458 euro all’anno con la rinuncia ad almeno 6,9 milioni di prestazioni mediche private. La diffusione dell’utilizzo delle medicine complementari / non convenzionali sul territorio nazionale riflette quindi le condizioni sociali socio-economiche nazionali, con la maggiore diffusione al Nord-est, mentre nelle Regioni del Sud il numero di cittadini che le usano è circa la metà della media nazionale, e in Puglia, Basilicata e Calabria non raggiunge neppure l’1% della popolazione. Risulta, a conferma di questo dato, che tra le persone di status socio-economico più elevato è maggiore la propensione al ricorso a terapie non convenzionali: 9,3%, mentre è il 6,5% tra chi dichiara risorse scarse o insufficienti.

      • 1972 - OMS Dipartimento per le Medicine Tradizionali e attivato i Centri Collaboranti per le Medicine Tradizionali: l’Organizzazione Mondiale della Sanità istituisce il Dipartimento per le Medicine Tradizionali e attiva i Centri Collaboranti per le Medicine Tradizionali in ogni continente (in Europa un centro in Norvegia e un centro in Italia) e definisce le CAM-Complementary Alterntive Medicine come segue: “La Medicina Alternativa e Complementare si riferisce a un vasto insieme di pratiche di assistenza sanitaria che non fanno parte della tradizione propria di un paese e non sono integrate nel sistema sanitario dominante. Altri termini usati per descrivere queste pratiche di assistenza sanitaria sono: 'medicina naturale', 'medicina non convenzionale' e 'medicina olistica'
      • 1997 - Risoluzione n. 75 del Parlamento Europeo del 29 maggio 1997 “Sullo Status delle Medicine Non Convenzionali”
      • 1999 - Risoluzione n. 1206 del Consiglio d’Europa del 4 novembre 1999 “L’approccio europeo alle Medicine Non Convenzionali” con cui si chiedeva di assicurare ai cittadini la più ampia libertà di scelta terapeutica e il più alto livello di informazione sull’innocuità, qualità ed efficacia di tali medicine, invitando gli Stati membri a regolarizzare lo status delle Medicine Non Convenzionali in modo da garantirne a pieno titolo l’inserimento nei Servizi Sanitari Nazionali
      • 2000 - General Guidelines for Methodologies on Research and Evaluation of Traditional Medicine" l’OMS afferma per la Medicina Tradizionale la seguente definizione: “La Medicina Tradizionale ha una lunga storia. È la somma di conoscenze, competenze e pratiche basate su teorie, credenze ed esperienze indigene di diverse culture, siano esse spiegabili o meno, utilizzate per il mantenimento della salute, così come nella prevenzione, diagnosi, cura o miglioramento di malattie fisiche e mentali. In alcuni paesi, i termini “complementare/alternativa/non convenzionale” sono usati in modo intercambiabile con “medicina tradizionale” e si riferiscono a un ampio insieme di pratiche di assistenza sanitaria che non fanno parte della tradizione di quello stesso paese e non sono integrate nel sistema sanitario dominante.” Ecco perché l’OMS assume, espressamente, l’uso del termine «non convenzionale» in riferimento a quei Paesi (come l’Italia) in cui queste Medicine ed i relativi Sistemi di Salute non sono inseriti nel piano formativo curriculare obbligatorio del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, e, dall’altro, non fanno parte del sistema sanitario nazionale dominante, la biomedicina
      • 2003 - L’Organizzazione Mondiale della Sanità, con la delibera OMS n. WHA56 31 del 28 Maggio 2003, invita gli Stati membri a formulare e attuare politiche e regolamenti nazionali sulle Medicine Tradizionali e Non Convenzionali, e a prestare particolare attenzione alla formazione degli operatori: stabilire una registrazione e una licenza per gli operatori; riconoscere il ruolo degli operatori delle MNC nell’assistenza sanitaria primaria; ottimizzare e aggiornare le competenze degli operatori delle MNC; sviluppare le linee guida di formazione per le terapie più comunemente utilizzate; rafforzare e incrementare l’organizzazione degli operatori delle MNC; rafforzare la cooperazione con gli altri operatori sanitari. L’OMS, il giorno 8 novembre 2008, in occasione del Congresso Mondiale sulla Medicina Tradizionale tenutosi a Pechino, ha emanato la “Dichiarazione di Pechino sulla Medicina Tradizionale” in cui si richiede, tra l’altro, “la necessità di azione e cooperazione da parte della comunità internazionale, dei governi, nonché dei professionisti e degli operatori sanitari al fine di assicurare un utilizzo corretto della Medicine Tradizionali come componente significativa per la salute di tutti i popoli...”

      In Italia 

      • 2002 - "Linee guida della Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri FNOMCeO sulle Medicine e Pratiche Non Convenzionali"
        A Terni il 18 maggio 2002 il Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) riconobbe, per il loro rilievo sociale, nove Medicine Non Convenzionali: Agopuntura, Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Ayurvedica, Medicina Omeopatica, Medicina Antroposofica, Omotossicologia, Fitoterapia, Chiropratica, Osteopatia. Queste nove Medicine Non Convenzionali sono state riconosciute di esclusiva competenza e responsabilità professionale del medico chirurgo e dell’odontoiatra in quanto “a tutti gli effetti atto medico”. Si afferma quindi che le uniche figure abilitate a esercitarle sono i medici chirurghi e gli odontoiatri, formati secondo gli ordinamenti didattici della medicina convenzionale e solo successivamente resi esperti attraverso rigorosi e specifici percorsi formativi definiti da istituzioni e soggetti pubblici e privati, a tale scopo accreditati. La Federazione, al fine di garantire la tutela della salute dei cittadini, nel completo rispetto del principio di libertà di cura, richiama i medici alla rigorosa osservanza del Codice di Deontologia, con particolare riferimento a:
        • obbligo della corretta e completa informazione al paziente
        • acquisizione del consenso informato anche al fine di non sottrarlo alle cure di comprovata efficacia
      • 2003 - "Documento di Consenso sulle Medicine Non Convenzionali"
        Il 20 ottobre 2003 a Bologna, nell’ambito del 43° Congresso Nazionale della Società Italiana di Psichiatria, venne tenuta a battesimo dalla FNOMCeO la storica Conferenza di Consenso sulle MNC in Italia che portò alla firma, per la prima volta in Italia e in Europa, del Documento di Consenso sulle Medicine Non Convenzionali, a tutt’oggi sottoscritto da ben 51 sigle. Da quell’evento scaturì il 5 dicembre 2003 la costituzione del Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia, (associazione no- profit legalmente costituita) aperto a tutte le componenti sanitarie, nelle sedi rappresentative della professione medica, alle Istituzioni della Repubblica sia nazionali che regionali e territoriali, nonché nei confronti delle associazioni dei cittadini per tutelare le MNC e promuoverne il riconoscimento sulla base del Documento di Terni. Il Comitato fu audito il 18 giugno 2004 innanzi al plenum del Comitato Nazionale per la Bioetica. Il Comitato è componente del Consorzio Europeo (FP7) CAMbrella - a Pan-european Research Network for Complementary and Alternative Medicine
      • 2007 - Piano socio sanitario della Regione Piemonte
        Il Piano Socio Sanitario Regionale 2007-2010   affronta per la prima volta la tematica delle Medicine non Convenzionali (MnC), nel più ampio discorso inerente all’Integrazione Socio-Sanitaria e Cure Primarie. L’Agenzia Regionale per i Servizi Sanitari (AReSS) in linea con quanto già veniva indicato nella Proposta di Piano Socio Sanitario Regionale, in cui si affidava all’Agenzia la realizzazione di un percorso regionale sulle MnC , ha attivato a partire dall’autunno 2006 il Progetto “Medicine non Convenzionali” come iniziativa di supporto tecnico scientifico all’Assessorato alla Tutela della Salute e Sanità della Regione Piemonte.  Esso si configura come il primo intervento istituzionale in Regione Piemonte per l’avvio di un percorso di”osservazione, monitoraggio, sperimentazione” che serviranno da supporto per futuri interventi normatividella materia formalizzazione regolamentare e organizzativa di una materia ancora non normata
      • 2009 - Piano per la Formazione Continua in Medicina
        Il nuovo piano per la Formazione Continua in Medicina (ECM) fu presentato in occasione della Prima Conferenza Nazionale sulla Formazione Continua in Medicina tenutosi a Cernobbio nei giorni 14-15.09.2009. Il documento fu approvato dalla Conferenza tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano. Il nuovo piano dedica un capitolo specifico alle "Medicine e Pratiche Non Convenzionali di Riferimento", che così recita: “L’Ente accreditante all’atto della presentazione del piano formativo da parte del provider che contenga eventi compresi nelle Medicine Non Convenzionali, procederà alla valutazione dei singoli eventi di Medicine Non Convenzionali ai fini della loro congruità rispetto agli indicati obiettivi formativi. La Fitoterapia, la Medicina Omeopatica, l’Omotossicologia, l’Agopuntura, la Medicina Ayurvedica e la Medicina Antroposofica sono riservate in via esclusiva, ai fini ECM, alle professioni di medico, odontoiatra, veterinario, farmacista nell’ambito delle rispettive competenze professionali. Per tutto quello che riguarda attività formative diverse comprese nelle Medicine Non Convenzionali ma diverse da quelle sopra definite, ove comprese nel piano formativo del provider, il piano stesso – a cura dell’ente accreditante – sarà trasmesso alla Commissione nazionale per la formazione continua per la valutazione della compatibilità”
      • 12 dicembre 2009 - Consiglio Nazionale della FNOMCeO "Linee Guida per la Formazione nelle Medicine e Pratiche Non Convenzionali riservate ai Medici - Chirurghi e Odontoiatri". Dell’elenco del 2002 rimangono di esclusiva competenza del medico-chirurgo e dell’odontoiatra: Agopuntura, Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Ayurvedica, Medicina Omeopatica, Medicina Antroposofica, Omotossicologia, Fitoterapia. Viceversa l’Osteopatia e la Chiropratica sono espunte in quanto professioni sanitarie non di esclusivo esercizio professionale medico
      • 2010 - OMS annuncia il primo progetto di classificazione internazionale delle Medicine Tradizionali
        “Prendiamo atto che la Medicina Tradizionale è praticata in tutto il mondo”, ha detto Marie Paule Kieny, della Direzione Generale per l’Innovazione, l’Informazione, l’Evidenza e la Ricerca dell’OMS. "Per molte persone, soprattutto nelle aree del Pacifico occidentale, nel Sud-est asiatico, in Africa e in America Latina, è la fonte primaria di sanità. Anche in Europa e nel nord America sta crescendo il ricorso ai rimedi naturali, all’agopuntura e ad altre pratiche tradizionali. Tuttavia, mancano una terminologia e una classificazione. Molti Paesi hanno già creato degli standard nazionali per la classificazione di questo settore, ma non c’è una piattaforma internazionale che possa armonizzare i dati clinici, epidemiologici e statistici. Sono informazioni di cui c’è bisogno, per permettere ai clinici, ai ricercatori e ai decisori politici di monitorare la sicurezza, l’efficacia, l’uso, la spesa e la tendenza di uso delle Medicine Tradizionali nei sistemi sanitari"
      • 2013 - Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano concernente i criteri e le modalità per la certificazione di qualità della formazione e dell'esercizio dell’agopuntura, della fitoterapia, dell’omeopatia, da parte dei medici chirurghi, degli odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti
        In assenza di una legge quadro nazionale di regolamentazione sulle Medicine Non Convenzionali, la Conferenza Stato-Regioni emana il 7 febbraio 2013 l’ “Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano concernente i criteri e le modalità per la certificazione di qualità della formazione e dell'esercizio dell’agopuntura, della fitoterapia,dell’omeopatia, da parte dei medici chirurghi, degli odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti, stipulato in data 7 febbraio 2013 (Rep. Atti n. 54/CSR)”. L’accordo contempla l’istituzione dei registri  dei medici chirurgi e odontoiatri esercenti le MnC entro il termine di 36 mesi (7 febbraio 2016)
      • 2014 - Il 24.07.2014 la Direzione Generale delle Professioni Sanitarie e delle Risorse Umane del Servizio Sanitario Nazionale del Ministero della Salute invia agli Assessori alla Sanità delle Regioni e delle Province Autonome una Nota di Chiarimenti in ordine all’applicazione del Documento Stato-Regioni
      • 2015 - Legge regionale PIEMONTE 23 giugno n. 13. Modalità di esercizio delle medicine non convenzionali
      • 2016 - Istituzione della "Commissione regionale permanente per le discipline mediche non convenzionali"

      Una recente analisi curata da Lidia Gargiulo per ISTAT fotografa la situazione per quanto concerne il trend e il profilo dei consumatori delle terapie non convenzionali. L'indagine si basa su interviste e questionari somministrati a circa 50.000 famiglie, per un totale di circa 120.000 individui dal 1991 al 1994 e negli anni 2000, 2005 e 2013.

      Commissione Regionale


      L’attività della Commissione rappresenta lo strumento di realizzazione del mandato regionale sulle MnC con il compito di:

      • valutare l’efficacia e la sicurezza delle diverse pratiche assistenziali
      • promuovere ricognizioni sulle risorse di Medicina non Convenzionale operanti sul territorio regionale e proporre attività di ricerca (studi osservazionali, ecc.)
      • analizzare i percorsi formativi esistenti in campo di MnC e formulare ipotesi di nuovi percorsi, sulla base delle indicazioni e delle linee guida dell’OMS e della Comunità Europea
      • proporre criteri per l’organizzazione, la realizzazione e la gestione di elenchi di riferimento dei Medici di Medicina non Convenzionale, consultabili dal cittadino, in accordo le Istituzioni di riferimento
      • garantire una corretta informazione costantemente aggiornata e facilmente raggiungibile dai cittadini e dagli operatori del settore (Portale web MnC)
      • sostenere iniziative per l’uso razionale e appropriato delle Medicine non ConvenzionaliCommissione regionale permanente per le discipline mediche non convenzionali è stata istituita con Deliberazione della Giunta regionale n. 24-3041 del 14.03.2016, in data 29 novembre 2016. È possibile consultare il documento in versione integrale

      normativa

      • 28 maggio 2003: l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con Risoluzione n. 56.31, spinge gli stati membri a formulare e a implementare le politiche e i regolamenti nazionali nel campo delle Medicine Non Convenzionali, con particolare attenzione alla formazione del personale
      • 1999, 4 Novembre: il Consiglio d’Europa, con la Risoluzione n. 1206 invitava gli Stati membri dell’UE a affrontare i problemi connessi all’utilizzo delle Medicine Non Convenzionali in modo da garantire ai cittadini la più ampia libertà di scelta terapeutica e insieme assicurare loro il più alto livello di sicurezza e informazione corretta.
      • 29 Maggio 1997: il Parlamento Europeo, con la Risoluzione n. 75, promulgava per la prima volta lo “Statuto delle Medicine Non Convenzionali (MNC)

      A livello nazionale il riferimento normativo è costituito dall'Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concernente i criteri e le modalità per la formazione e il relativo esercizio dell’agopuntura, della fitoterapia e dell’omeopatia da parte dei medici chirurghi ed odontoiatri. L'accordo presuppone la necessità di:

      • tutelare la libertà di scelta dei cittadini e quella di cura del medico e dell’odontoiatra, entrambe fondate su un rapporto consensuale e informato, sul rispetto delle leggi dello Stato e dei principi della deontologia professionale
      • certificare la qualità della formazione in agopuntura, fitoterapia e omeopatia, individuando i criteri e i requisiti minimi e uniformi sul territorio nazionale dei percorsi formativi idonei a qualificare i professionisti che esercitano tali attività, che restano riservate alle competenze individuate dall’ordinamento statale ai medici chirurghi e agli odontoiatri, medici veterinari e farmacisti
      • consentire ai cittadini di accedere alle cure di professionisti in possesso di idonea formazione in agopuntura, fitoterapia e omeopatia, affidando ai rispettivi Ordini professionali, competenti per territorio, l'attivazione e la gestione di appositi elenchi di esperti distinti per professione e disciplina esercitataA partire da questi presupposti, l'Accordo sancisce che:


      In Piemonte l'esercizio delle Medicine non Convenzionali è regolamentato dalla Legge regionale 23 giugno 2015, n. 13 attraverso la quale la Regione:

      • promuove e tutela l'esercizio delle medicine non convenzionali nel rispetto dell'Accordo Stato-Regioni e province autonome di Trento e di Bolzano sottoscritto in data 7 febbraio 2013 concernente i criteri e le modalità per la certificazione di qualità della formazione e dell'esercizio dell'agopuntura, della fitoterapia e dell'omeopatia da parte dei medici chirurghi, degli odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti
      • definisce la procedura per l'accreditamento dei soggetti pubblici e privati responsabili della formazione in agopuntura, fitoterapia, omeopatia (compresa l'omotossicologia e l'antroposofia).

      segreteria tecnica

      • Nadia Bonsignore
        referente responsabile della formazione in ECM e formazione specialistica in Medicina Generale
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      • Loredana Mantuano
        referente responsabile delle funzioni di indirizzo e coordinamento delle professioni sanitarie
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      eventi

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      link

      • Istituto Superiore di Sanità
        è il principale organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale: ente pubblico che coniuga l’attività di ricerca a quella di consulenza, formazione e controllo applicate alla tutela della salute pubblica
        vai al sito web
      • Ministero della Salute
        Il Ministero è organo centrale del Servizio Sanitario Nazionale. La Legge 317 del 2001 gli attribuisce "le funzioni spettanti allo Stato in materia di tutela della salute umana, di coordinamento del Sistema sanitario nazionale, di sanità veterinaria, di tutela della salute nei luoghi di lavoro, di igiene e sicurezza degli alimenti”
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      • Organizzazione mondiale della Sanità
        L'OMS o WHO (World Health Organization) fu fondata il 7 aprile 1948 con sede a Ginevra. È governata da 193 stati membri attraverso l'Assemblea Mondiale della Sanità, (WHA).”È l’autorità di direzione e di coordinamento, nel campo della salute, delle iniziative di carattere internazionale nell’ambito dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. È incaricata di sovrintendere agli interventi sanitari mondiali, definire programmi di ricerca nell’ambito della tutela della salute, definire norme e criteri, proporre opzioni politiche basate su elementi probanti, fornire supporto tecnico alle Nazioni, monitorare le linee di tendenza in campo sanitario. Nel XXI secolo la salute è una responsabilità condivisa che presuppone un accesso equo alle cure essenziali e la difesa collettiva contro tutte le minacce transnazionali”
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      Fonti

      • Le medicine non convenzionali in Italia. Storia, problemi e prospettive d'integrazione - di G. Giarelli, P. Roberti di Sarsina, B. Silvestrini (a cura di), Milano, 2007
      • Medicine Non Convenzionali - La cura e il ricorso ai servizi sanitari anno - ISTAT 2013 
      • Dati Istat 2013 - Elio Rossi su www.medicinaintegratanews.it
      • La diffusione delle terapie non convenzionali in Italia dalle indagini ISTAT: trend e profilo dei consumatori su www.epicentro.iss.it  

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      • Medicine regolamentate

        medicine regolamentateLa scelta delle terapie da includere nell'Accordo Stato-Regioni e Province Autonome è stata dettata dal precedente costituito dalla LR n. 9/2007 della Toscana. L'Accordo è stato strutturato dal Gruppo interregionale Medicine Complementari e approvato prima dalla Commissione salute poi dalla Conferenza dei Presidenti: includeva le 3 terapie più diffuse fra la popolazione: agopuntura, fitoterapia, omeopatia; a quest'ultima sono state aggiunte le sotto-classificazioni di omotossicologia e antroposofia, cosi come già contemplato dal Decreto legislativo n. 219/2006, per evitare la confusione fra le discipline che utilizzano medicinali in diluizioni ma con diversi statuti epistemologici.

        • l'agopuntura, metodo diagnostico, clinico e terapeutico che si avvale dell’infissione di aghi metallici in ben determinate zone cutanee per ristabilire l’equilibrio di uno stato di salute alterato
        • l’omeopatia, metodo diagnostico e terapeutico basato sulla “Legge dei Simili”, che afferma la possibilità di curare un malato somministrandogli una o più sostanze in diluizione che, assunte da una persona sana,  riproducono i sintomi caratteristici del suo stato patologico. Nella definizione di omeopatia sono comprese tutte le terapie che utilizzano medicinali in diluizione come specificato dal Decreto legislativo n. 219 del 24/4/2006 e successivi atti. L'omeopatia è articolata in:
          • fitoterapia, metodo terapeutico basato sull'uso delle piante medicinali o di loro derivati ed estratti, opportunamente trattati, che può avvenire secondo codici epistemologici appartenenti alla medicina tradizionale oppure anche all'interno di un sistema diagnostico-terapeutico sovrapponibile a quello utilizzato dalla medicina ufficiale
          • medicina antroposofica, metodo diagnostico, clinico e terapeutico considerato come “ampliamento dell’Arte Medica”
          • omotossicologia, o omeopatia antiomotossica, metodo che identifica nelle "omotossine" le cause a cui ricondurre l’origine delle malattie
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      • Formazione

        categorie formazioneIl percorso formativo in agopuntura, fitoterapia, omeopatia deve corrispondere ai seguenti requisiti:

         

         

         

         

        • durata di almeno 400 ore di formazione teorica, cui si aggiungono 100 ore di pratica clinica, di cui almeno il 50% di tirocinio pratico supervisionato da un medico esperto della disciplina in oggetto. A tale monte orario vanno sommati lo studio individuale e la formazione guidata
        • master universitari, ovvero corsi di formazione triennale
        • è fatto obbligo di frequenza minima all’80% delle lezioni sia teoriche che pratiche
        • il percorso formativo accreditato prevede il superamento di un esame teorico-pratico al termine di ciascuno degli anni di corso previsti, nonché la discussione finale di una tesi
        • al termine del percorso formativo, sarà rilasciato dai soggetti pubblici e privati accreditati alla formazione un attestato in conformità ai requisiti richiesti, che consentirà l’iscrizione del professionista agli elenchi degli esperti delle singole discipline
        • gli insegnamenti di tipo generale, non riferiti specificamente alla disciplina in oggetto, non dovranno superare il 20% del monte ore complessivo di formazione teorica
        • la Formazione a distanza (FAD) eventualmente inserita nella programmazione didattica non dovrà superare il 30% delle ore di formazione teorica e dovrà essere realizzata in conformità alla normativa vigente.

         

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      • Medicine non regolamentate

        medicine non regolamentate bisL'Accordo Stato - Regioni recepito dalle legislazioni regionali ha stabilito che le procedure di accreditamento riguardano le seguenti discipline, che in questo sito sono definite "medicine non convenzionali regolamentate": agopuntura e  omeopatia (articolata in omotossicologia, medicina antroposofica e fitotersapia).

        Attualmente è rimandata la regolamentazione, e quindi le procedure di accreditamento per le relative scuole di formazione per le seguenti discipline: medicina ayurvedica e medicina tradizionale cinese.

         

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  • Rete Regionale dei Servizi in Epidemiologia

    La Rete nasce ufficialmente con una Deliberazione Regionale (D.G.R. n 37 – 25948 del 16/11/1998): con essa è stata istituita la Rete Regionale dei Servizi di Epidemiologia e ne sono state precisate le funzioni e le attività. I servizi della rete, nel loro insieme, svolgono le funzioni di osservatorio epidemiologico regionale. 

    Nella Regione Piemonte l’epidemiologia ha il compito di promuovere attivamente una maggiore capacità dei servizi e delle amministrazioni (regionali e aziendali) in ordine all'analisi dei problemi di salute e all'individuazione di priorità, alla scelta di soluzioni di intervento idonee per efficacia, sicurezza, fattibilità e accettabilità e al monitoraggio della qualità dei processi di prevenzione e assistenza.

    I problemi cui queste funzioni si applicano possono essere di rilevanza sanitaria (assistenziale o preventiva), ambientale, sociale od organizzativa, a seconda del campo di esercizio della funzione (Regione, Azienda Sanitaria, ARPA, …).

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  • Tessera Sanitaria
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  • Area materno - infantile

    consultorio pediatrico hpLa Regione Piemonte con dgr 26-1653 del 29/06/2015 ha definito le aree di competenza dell’area materno-infantile e le ha distinte come segue:

    ambito sanitario
    Trovano posto attualmente le attività strettamente sanitarie quali: consultori familiari, SC di ostetricia e ginecologia (per la parte di ostetricia), Attività specialistica ostetrica di poliambulatorio, Punti-nascita, TIN, SC di pediatria, SC di NPI, Pediatria di famiglia, Pediatria di comunità, Consultori pediatrici, Consultori per adolescenti, Servizi residenziali e semiresidenziali per minori (comunità terapeutiche, comunità riabilitative psico-sociali, centri diurni, etc).  Inoltre attività che fanno capo all’ambito della psicologia, del RRF, nonché ai Dipartimenti di Prevenzione ed al Distretto (es ADI). I servizi sono coordinati dai Dipartimenti Materno Infantili presenti in ragione di uno per ogni ASL

    ambito socio-assistenziale
    Trovano collocazione in questo ambito le relazioni di rete con i servizi socio-assistenziali, con l'autorità giudiziaria, con il terzo settore, con i servizi per il lavoro. Tra questi servizi per minori sono ricompresi a titolo esemplificativo le comunità educative residenziali, gli affidi, il sostegno alla disabilità...

    ambito educativo
    Trovano collocazione in questo ambito le relazioni di rete con i servizi pubblici o privati dell'area educativa, dell'istruzione, della formazione professionale: scuole d’infanzia, scuole materne, scuole dell'obbligo, formazione professionale...

    Area d'azione del Dipartimento Infantile

    • assistenza alla coppia nella pianificazione familiare
    • assistenza alla donna durante la gravidanza, il parto e il puerperio
    • assistenza al neonato sano e patologico
    • promozione e tutela della salute del bambino
    • promozione e tutela della salute dell’adolescente
    • assistenza al bambino con bisogni particolari e malattie croniche
    • raccolta e elaborazione di dati epidemiologici relativi all’infanzia e alla donna

    La definizione dei tre percorsi che rappresentano la base dell’organizzazione regionale dell’area (nascita, crescita, cronicità) favorisce il collegamento tra i servizi ospedalieri e territoriali che realizzano l’assistenza, il superamento della risposta puntuale verso una dimensione longitudinale dell’assistenza che risulta maggiormente appropriata ad eventi evolutivi come la gravidanza e l’età pediatrica, permettendone il governo.

    Attività di governo clinico

    La DGR n° 22 - 13206 dell'8/2/2010 stabilisce il consolidamento delle attività di governo clinico nell'area Materno - Infantile con particolare riferimento a:

    • monitoraggio dei percorsi assistenziali tramite i flussi informativi esistenti e istituzione del flusso dei consultori
    • istituzione del coordinamento tecnico regionale per l'area Materno - Infantile

    All'interno dell'area Materno-Infantile il governo clinico è l'insieme di modalità e programmi tramite i quali le organizzazioni sanitarie, quali Aziende sanitarie, i Dipartimenti, i singoli servizi, i gruppi professionali perseguono un miglioramento continuo della qualità, in riferimento a standard assistenziali prestabiliti attraverso la creazione di situazioni e opportunità che favoriscano la responsabilizzazione e l'eccellenza professionale.

     

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    • Percorso nascita

      La cornice è costituita dai Piani Sanitari Regionali e Nazionali, dal Progetto Obiettivo Materno-Infantile aprile 2000 e dalle Carte Internazionali (Convenzione sui diritti del fanciullo dell’ONU, OMS – Unicef, Dichiarazione degli Innocenti) recepite a livello nazionale. Il Percorso Nascita è un modello organizzativo e assistenziale che garantisce l’assistenza, l’accompagnamento e il sostegno alla donna/coppia e neonato durante la gravidanza, il travaglio, il parto e il puerperio, nel contesto del suo ambiente di vita attraverso prestazioni appropriate e uniformi su tutto il territorio regionale. Questo obiettivo necessita di un forte contenuto educativo, per operatori e utenti, relativo all'uso appropriato delle strutture sanitarie in base alla complessità dei bisogni. L'offerta dei servizi ospedalieri ostetrici e pediatrici/neonatologici non può prescindere da un’organizzazione a rete su base regionale o interregionale articolata nei tre livelli previsti, con particolare attenzione alla garanzia di uniformità di livello assistenziale tra U.O. ostetriche e U.O. neonatologiche-pediatriche.

      Il documento delinea:

      • le misure di politica sanitaria e di accreditamento relativi alla razionalizzazione / riduzione progressiva dei punti nascita, l'attivazione e la messa a regime del sistema di trasporto assistito materno (STAM) e neotale d'urgenza (STEN),  l'adozione di procedure di autorizzazione e accreditamento istituzionale delle strutture sulla base dei criteri di individuazione dei requisiti relativi ai differenti livelli di assistenza ostetrica e neonatale
      • la Carte dei servizi per il Percorso Nascita
      • l'integrazione territorio-ospedale
      • sviluppo di linee guida sulla gravidanza fisiologica e sul taglio cesareo da parte del SNL - ISS
      • elaborazione e diffusione di raccomandazioni e strumenti per la sicurezza del percorso nascita
      • procedure di controllo del dolore durante il travaglio e il parto
      • formazione degli operatori
      • monitoraggio e verifica delle attività
      • istituzione di una funzione di coordinamento permanente per il percorso nascita

      Il documento illustra l'insieme delle strategie di azioni e programmi di intervento al fine di comporre il percorso appropriato per l’assistenza alla gravidanza–parto–nascita, ponendo l’attenzione sugli obiettivi specifici e sui relativi indicatori. I profili assistenziali lungo gravidanza, parto, nascita si pongono i seguenti obiettivi generali:

      • favorire il benessere delle gravida e del feto
      • identificare i fattori di rischio e le relative azioni di protezione
      • sottolineare la priorità assoluta della distinzione tra decorso a basso rischio (fisiologico) e decorso patologico ad ogni passaggio del percorso
      • rendere note le caratteristiche della rete assistenziale trasversale (territorio-ospedale-territorio) e verticale (livelli assistenziali differenziati).

      Gli indicatori di risultato:

      • incidenza IVG
      • malformazioni fetali
      • mortalità materna
      • mortalità fetale, neonatale, infantile
      • disabilità legate alla nascita
      • ritardo crescita intrauterina
      • prematuranza
      • depressione postparto

      Gli indicatori di processo sono individuati in relazione a:

      • rispetto della fisiologia
      • presa in carico della gravidanza a rischio e/o della gravidanza complicata
      • equità percorso donne straniere versus donne italiane
      • differenze di percorsi a seconda della residenza
      • riduzione interventi inappropriati 
      • continuità dell’assistenza lungo il percorso
      • salute e trasparenza del sistema

           

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    • Percorso crescita

      La cornice è costituita dai Piani Sanitari Regionali e Nazionali, dal Progetto Obiettivo Materno-Infantile aprile 2000 e dalle Carte Internazionali (Convenzione sui diritti del fanciullo dell’ONU, OMS – Unicef, Dichiarazione degli Innocenti) recepite a livello nazionale. Per Percorso crescita s’intende il modello organizzativo e assistenziale che garantisca l’assistenza, l’accompagnamento e il sostegno al bambino e genitori dalla nascita all’adolescenza.


      L’Agenda di salute offerta a tutti i nuovi nati sostiene ed indirizza i genitori a scelte appropriate e favorisce il collegamento trai i diversi servizi.

       

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    • Percorso cronicità

      La cornice è costituita dai Piani Sanitari Nazionali e Regionali, dal Progetto Obiettivo Materno-Infantile aprile 2000 e dalle Carte Internazionali (Convenzione sui diritti del fanciullo dell’ONU, OMS – Unicef , Dichiarazione degli Innocenti), nonché dalla legislazione e dagli atti amministrativi relativi all’area cronicità. Al suo interno comprende sia le patologie pediatriche croniche sia le condizioni pluripatologiche complesse che coinvolgono più ambiti istituzionali (sanità, sociale, scuola, formazione...).

      Per Percorso Cronicità si intende il modello organizzativo e assistenziale che garantisce l’assistenza, l’accompagnamento ed il sostegno al bambino ed ai suoi genitori dalla nascita alla maggiore età ed anche oltre con i progetti di continuità assistenziale. Tale modello organizzativo, definito di rete, è articolato, in accordo con gli obiettivi del progetto individuale, all’interno dei diversi ambiti di vita del bambino.

      Nel modello a rete ogni ambito istituzionale è chiamato a confrontarsi in una dimensione di cooperazione e integrazione caratterizzata dalla consapevolezza dell’esercizio delle proprie competenze all’interno di una responsabilità condivisa di costruzione di una dimensione di benessere il più possibile globale e collettivo.

      All’interno del Percorso Cronicità si collocano:

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    • Percorso donna

      L’impegno alla difesa e alla promozione della salute e del benessere psicofisico della donna deve tenere conto dell’adeguamento alla realtà socio-sanitaria e culturale.

      L’incremento della presenza della donna in ambito produttivo non ha visto una contemporanea crescita di servizi tali da offrire un migliore supporto alla famiglia e ciò, insieme ad altri fattori, ha contribuito a determinare dei cambiamenti nelle scelte riproduttive: l’innalzamento dell’età media al parto, sia per le prime nascite che per le successive, delinea soprattutto una tendenza a posticipare l’inizio della vita riproduttiva.

      Un altro elemento da tenere in considerazione è l'aumento dell'aspettativa di vita: superati i 50 anni particolare attenzione deve essere rivolta verso alcune patologie quali le malattie cardiovascolari, l’osteoporosi e fattori che, con la cessazione dell'attività ovarica, determinano un peggioramento della qualità della vita, come l’incontinenza urinaria, le problematiche relazionali e sessuali.

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  • EHI Piemonte

    Rete di innovazione sanitaria europea

    La progettazione europea può costituire un interessante ambito di intervento per il servizio sanitario regionale. Le opportunità riguardano:

    • progetti di ricerca con componenti di forte innovazione clinica, tecnologica, organizzativa e sociale
    • progetti di attuazione che trasferiscono l'innovazione in pratiche di sanità pubblica capaci di:
      • coniugare prevenzione e cura
      • integrare interdisciplinariamente conoscenze e percorsi specialistici
      • coinvolgere attivamente i pazienti e la società.

    La materia sanitaria entra ora nel panorama europeo non solo per via dei problemi di efficienza della spesa, ma anche per la necessità di mantenere gli investimenti in salute e di garantire uniformemente l'alta qualità delle cure, sostenendo la sfida della mobilità transfrontaliera dei pazienti. I cambiamenti attesi più efficaci riguardano:

    • la deospedalizzazione
    • la medicina di comunità, con particolare riferimento alla prevenzione e alla cura di patologie croniche degli anziani
    • la medicina personalizzata, relativamente alla valutazione del rischio e alle capacità predittive.

    La Regione Piemonte, per favorire questo percorso in sanità, si è dotata di una rete di esperti del servizio sanitario competenti in progettazione sanitaria: la Rete di Innovazione Sanitaria Europea (Rete EHI - European Health Innovation Piemonte) che opera dal 2013. Coinvolge tutti i progettisti regionali che hanno partecipato e concluso la formazione del "Progetto Mattone Internazionale" e coloro che nel tempo si sono avvicinati alla Rete per condividere esperienze di progettualità.

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    • Linee di finanziamento

       

       

       

       

       

       

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    • Progetti finanziati

      Di seguito sono elencati i progetti finanziati in base a diverse linee di finanziamento.

       

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    • Strumenti

      In questa sezione sono disponibili informazioni sui principali strumenti a disposizione in materia di progettazione europea di ambito sanitario.

       

       

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