Donare cordone e sangue placentare

Perché donare

Il cordone ombelicale che lega il bambino a sua madre è ricco di cellule staminali del tutto simili a quelle contenute nel midollo osseo. Queste cellule possono curare diverse malattie del sangue, soprattutto nei bambini, anche se ultimamente è stato impiegato con successo anche nell’adulto.
La donazione raccomandata è quella allogenica o altruistica: il sangue donato è disponibile per qualsiasi paziente che abbia le caratteristiche cliniche e di compatibilità.

Come avviene il prelievo

Il sangue viene raccolto dal cordone ombelicale in una sacca sterile dopo il taglio del funicolo e prima dell’espulsione della placenta. Non è doloroso né per la madre né per il bambino. Non sono descritti effetti negativi sulla salute della madre e del neonato, anche se ci sono dei casi in cui la sua raccolta è controindicata dallo stesso Ministero della Salute.
In Italia il sangue raccolto viene conservato, congelato a –196 °C, presso una delle 18 banche per la raccolta e la conservazione del cordone. In Piemonte la banca dati ha sede presso l’Ospedale Regina Margherita – Sant’Anna di Torino. La banca invia i dati al Registro italiano, che a sua volta è in collegamento con il Registro mondiale.

Chi può donarlo

Il cordone ombelicale e il sangue placentare possono essere donati da tutte le donne in buone condizioni di salute

Cosa fare per donare il cordone ombelicale e il sangue placentare

Per donare il sangue del cordone è necessario accertare con l’ostetrica/ginecologo la propria idoneità alla donazione attraverso la valutazione dello stato di salute e degli esami fatti, la disponibilità del Punto Nascita al prelievo e la firma del consenso informato.

Cos’è la “donazione dedicata”

Se familiari (fratelli o genitori) del nuovo nato sono affetti da malattie curabili con cellule staminali del cordone, è autorizzata la conservazione nelle banche pubbliche del sangue cordonale per uso familiare. La donazione dedicata è regolata dal D.M. 18 novembre 2009.

Cos’è la “conservazione autologa”

In Italia non è consentita la conservazione per uso unicamente autologo (personale) del sangue del cordone ombelicale. Questo tipo di conservazione non è supportata da evidenze scientifiche sulla sua effettiva efficacia. Chi sceglie di esportare il sangue cordonale per uso autologo deve conservarlo in banche operanti all’estero.
Dal 1 novembre 2010 la richiesta di autorizzazione al trasporto e all’esportazione del campione non deve più essere inoltrata al Ministero della Salute ma alla Direzione Sanitaria del presidio sede del punto nascita.
Il soggetto che richiede la raccolta e l’autorizzazione all’esportazione deve versare all’Azienda sanitaria un rimborso di 260,00 euro, comprendente anche le indagini di laboratorio previste per legge.

Approfondimenti e normativa

Pagina dedicata alla banca del sangue placentare dell’Ospedale Regina Margherita – Sant’Anna di Torino
Deliberazione della Giunta Regionale 15 ottobre 2010 n. 16-802: Recepimento Accordo Stato/Regioni del 29/4/2010 n. 16-802: Approvazione modalità di raccolta ed esportazione di campioni di sangue da cordone ombelicale per uso autologo.
Accordo Stato-Regioni del 29 aprile 2010 
D.M. 18 novembre 2009: Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo – dedicato

Ultima modifica il Mercoledì, 19 Marzo 2014 16:21
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