Influenza 2016-17

poster 2016 17L'influenza è una malattia respiratoria acuta dovuta all'infezione da virus influenzali, che tende a manifestarsi in Piemonte nel periodo compreso tra dicembre e marzo di ogni anno (dati SeREMI Asl Al). Molte sono le persone che in tale periodo contraggono i virus influenzali e varie sono le possibili gravi complicanze nei soggetti a rischio, come gli anziani e i portatori di patologie croniche.

Fondamentale per la salute dei cittadini, è dunque una corretta informazione sulla prevenzione e i rischi correlati alle sindromi influenzali.

In questa sezione sono disponibili materiali informativi e documenti di approfondimento sull'influenza e sulla prevenzione della malattia: è qui possibile scaricare il materiale relativo alla campagna per la vaccinazione antinfluenzale 2015-2016 promossa dalla Regione, nonché l'elenco delle sedi vaccinali piemontesi, completo di indirizzi, recapiti e orari di apertura. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del Ministero della Salute, sezione Influenza.

Cos'è l'influenza

L’influenza costituisce un importante problema di salute a causa del numero di persone che ogni anno ne vengono interessate e delle possibili gravi complicanze nei soggetti a rischio, come gli anziani e i portatori di patologie croniche. È frequente motivo di consultazione medica e di ricovero ospedaliero ed è un’importante causa di assenza dal lavoro, con forti ripercussioni sanitarie ed economiche sia sul singolo individuo che sulla collettività.

L'influenza è una malattia respiratoria acuta dovuta alla infezione da virus influenzali. È una malattia stagionale che si verifica durante il periodo invernale in Europa e nell’emisfero settentrionale. I sintomi dell’influenza sono febbre oltre i 38°C, mal di gola, tosse, secrezioni nasali abbondanti e possono essere provocati, oltre che dai virus influenzali, anche da molti altri virus che provocano affezioni del tutto indistinguibili, dal punto di vista clinico, dall'influenza (Adenovirus, Rhinovirus, virus respiratorio sinciziale, ecc.). Per questo si parla spesso di sindromi influenzali (ILI=Influenza Like Illness), mentre per definire l’influenza vera e propria occorre che la presenza del virus sia confermata da test di laboratorio.
Le sindromi influenzali e l’influenza sono sorvegliate in Piemonte da un sistema integrato che stima il numero di casi e la sua distribuzione per fasce d’età sul territorio regionale, rileva i passaggi in Pronto Soccorso, i ricoveri ospedalieri e i casi gravi ricoverati in terapia intensiva. Inoltre sono monitorati annualmente i risultati della campagna di vaccinazione contro l’influenza. La sorveglianza permette ogni anno di seguire l'epidemia influenzale, prevedendone con qualche settimana di anticipo e con buona approssimazione l‘andamento e il periodo di massima incidenza e fornisce utili elementi per programmare i servizi sanitari e le campagne di vaccinazione.

  • In Piemonte, nella stagione influenzale 2015/2016, il tasso di incidenza cumulativa di sindromi influenzali ha raggiunto l’11%, valore più basso rispetto alla stagione precedente (14%). Circa 480.000 persone si sono ammalate tra la metà di ottobre e la fine di aprile. L’epidemia è iniziata a novembre 2015 (46a settimana) ed è terminata alla metà del mese di aprile 2016. L’andamento dell’epidemia ha avuto il suo periodo di massima attività tra la seconda metà di febbraio e la prima metà di marzo 2016. Il picco stagionale è stato registrato all’inizio di marzo (9a settimana), con un’incidenza settimanale di 8,7 casi per mille assistiti.

Il principale strumento di prevenzione della sindrome influenzale è rappresentato dal vaccino antinfluenzale. In Italia la strategia non è quella di ridurre la circolazione del virus vaccinando tutta la popolazione ma di vaccinare le categorie di soggetti a rischio per evitare complicanze legate all’influenza. La vaccinazione conferisce una protezione che comincia due settimane dopo la somministrazione e dura in media circa 6-8 mesi. Per questo, e poiché i ceppi in circolazione possono cambiare, è importante ripetere la somministrazione ogni anno, anche se il virus circolante e il vaccino disponibile non cambiano nella composizione.
Il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione alle persone di età pari o superiore a 65 anni e a coloro che sono in stretto contatto con soggetti ad alto rischio, a tutte le persone a rischio di complicazioni secondarie a causa dell'età o di patologie, ai soggetti ricoverati presso strutture per lungodegenti. La vaccinazione è raccomandata alle donne che all’inizio della stagione influenzale si trovano al secondo e al terzo trimestre di gravidanza. Infine la vaccinazione è raccomandata per tutti coloro che svolgono funzioni lavorative di primario interesse collettivo o che potrebbero trasmettere l'influenza a persone ad alto rischio di complicanze. In Piemonte la vaccinazione antiinfluenzale viene offerta gratuitamente e in modo attivo a tutti i soggetti indicati dal Ministero tramite i Servizi vaccinali delle ASL e tramite i medici di medicina generale che organizzano la campagna vaccinale secondo modalità che variano da zona a zona.

La trasmissione del virus dell'influenza si verifica per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce e per via indiretta attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per questo, una buona igiene respiratoria, cioè il coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, utilizzare fazzoletti da gettare e lavarsi spesso le mani sono azioni che giocano un ruolo importante nel limitare la diffusione dell'influenza.

Faq

L'influenza è una malattia provocata da virus (virus influenzali) che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). È molto contagiosa, perché si trasmette facilmente attraverso  goccioline di  muco e di saliva, anche semplicemente parlando vicino a un'altra persona. Spesso vengono impropriamente etichettate come "influenza" diverse affezioni delle prime vie respiratorie, sia di natura batterica che virale, che possono presentarsi con sintomi molto simili. Nello stesso periodo dell'anno in cui la circolazione dei virus influenzali è massima (in Italia solitamente da dicembre a marzo) possono contemporaneamente circolare molti altri virus che provocano affezioni del tutto indistinguibili, dal punto di vista clinico, dall'influenza (Adenovirus, Rhinovirus, virus sinciziale respiratorio etc.).La vaccinazione costituisce la principale misura di prevenzione.
I sintomi dell’influenza sono comuni a molte altre malattie: febbre (generalmente accompagnata da brividi), mal di testa, malessere generale, mancanza di appetito, dolori muscolari e osteoarticolari, sintomi respiratori (tosse, mal di gola, congestione nasale), congiuntivite. Soprattutto nei bambini si possono manifestare anche sintomi a carico dell’apparato gastro-intestinale (nausea, vomito, diarrea).
L’influenza si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse, lo starnuto o anche semplicemente parlando. Il periodo di contagiosità comincia un po’ prima che si manifestino i primi sintomi (malessere etc.) e si prolunga per 3-5 giorni; solitamente il periodo di contagiosità è un po’ più lungo nei bambini che negli adulti. Il virus dell’influenza, che resiste molto bene nell’ambiente esterno in situazioni di bassa temperatura e umidità, si diffonde facilmente negli ambienti affollati.
Le complicanze dell’influenza vanno dalle polmoniti batteriche, alla disidratazione, al peggioramento di malattie preesistenti (ad esempio malattie croniche dell’apparato cardiovascolare o respiratorio), alle sinusiti e alle otiti (queste ultime soprattutto nei bambini).
Ci sono alcune semplici azioni che aiutano a prevenire la diffusione di malattie infettive in generale, e quelle che si trasmettono per via aerea come l’influenza:

  • coprire naso e bocca con un fazzoletto (possibilmente di carta) quando si tossisce e starnutisce e gettare immediatamente il fazzoletto usato nella spazzatura o nella biancheria da lavare
  • lavare spesso le mani con acqua e sapone, e in particolare dopo avere tossito e starnutito, o dopo avere frequentato luoghi e mezzi di trasporto pubblici; se acqua e sapone non sono  disponibili, possibile usare in alternativa soluzioni detergenti a base di alcol
  • evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani non lavate; i germi, e non soltanto quelli dell’influenza, si diffondono in questo modo. Anche fumando aumenta rischio
  • rimanere a casa se malati, evitando di intraprendere viaggi e di recarsi al lavoro o a scuola, in modo da limitare contatti possibilmente infettanti con altre persone, nonché ridurre il rischio di complicazioni e infezioni concomitanti (superinfezioni) da parte di altri batteri o virus.

In caso di sintomatologia influenzale è opportuno rivolgersi al proprio medico curante. Nei confronti dell’influenza può essere messa in atto una terapia sintomatica, con farmaci antipiretici (che abbassano la febbre), analgesici (che agiscono sul senso di malessere, sulla cefalea e sui dolori articolari e muscolari) e antinfiammatori. Il trattamento sintomatico e il riposo (per 24-48 ore dopo la scomparsa della febbre) sono sufficienti nella maggior parte dei casi di influenza non complicata; in presenza di complicanze (polmonari o di altro tipo) va naturalmente prescritta e somministrata una terapia specifica sotto controllo medico.
Gli antibiotici sono attivi solo contro le infezioni batteriche e perciò, nell’influenza (di origine virale) non hanno alcun effetto. Costituiscono un presidio importante solo in caso di complicanze batteriche. È importante evitarne l’uso indiscriminato e l’indicazione al loro uso va riservata al medico.
I farmaci antivirali servono per ridurre la durata e la gravità dei sintomi dell’influenza. Come tutti i farmaci, hanno delle controindicazioni d’uso e possono provocare effetti indesiderati: vanno quindi assunti sempre e solo su consiglio medico. Nei bambini e negli adolescenti, l’uso degli antivirali deve essere limitato a:

  • bambini che accusano sintomi influenzali e che appartengono ai gruppi a rischio per gravi complicanze
  • bambini senza fattori di rischio, ma ricoverati in ospedale per sintomi gravi attribuibili alla infezione con virus AH1N1(dispnea, ipossia, alterazioni del sensorio)
  • bambini a rischio di gravi complicanze, non vaccinati che abbiano avuto contatti stretti con persone infette, come chemioprofilassi.

Nelle donne in stato di gravidanza l’uso dei farmaci antivirali deve essere limitato a donne che presentino malattie croniche preesistenti alla gravidanza, nonché ai casi di malattia influenzale con decorso complicato. In questi casi il trattamento può essere effettuato anche nel I trimestre, nel più breve tempo possibile dall’insorgere dei sintomi. Il loro uso non va mai considerato un'alternativa alla vaccinazione antinfluenzale.

La vaccinazione antinfluenzale rappresenta il mezzo più efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze. La composizione dei vaccini antinfluenzali può variare di anno in anno, a seconda delle caratteristiche dei ceppi di virus influenzali circolanti.
I vaccini disponibili in Italia per la stagione 2015-2016 sono inattivati, non contengono cioè virus vivi. Ecco i tipi:

  • vaccino split contenente virus influenzali frammentati
  • vaccino a sub unità contenente solo gli antigeni di superficie emoagglutinna e neuroaminidasi del virus influenzale
  • vaccino adiuvato contenente gli antigeni di superficie emulsionati ad adiuvante oleoso metabolizzabile (MF59)
  • vaccino intradermico, vaccino split confezionato in siringa particolare che consente di iniettare nel derma la dose desiderata (concentrata in 0,1 ml di volume).

Gli adiuvanti sono sostanze che vengono aggiunte al principio attivo del vaccino per potenziare l’efficacia della risposta immunitaria. Sono ampiamente usati da molti anni nella produzione di vaccini e hanno buoni livelli di sicurezza.
Il vaccino antinfluenzale è indicato per tutti i soggetti che desiderano evitare la malattia influenzale e che non abbiano specifiche controindicazioni. Nel nostro Paese la vaccinazione viene offerta attivamente e gratuitamente ai soggetti che per le loro condizioni personali corrono un maggior rischio di andare incontro a complicanze in di malattiaSulla base della Circolare del Ministero della Salute “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2015-2016”, la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata per:

  • soggetti di età pari o superiore a 65 anni
  • bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza:
    • malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma persistente, la displasia broncopolmonare e la fibrosi cistica e la broncopatia cronico-ostruttiva-BPCO)
    • malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
    • diabete mellito e altre malattie metaboliche
    • insufficienza renale cronica
    • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
    • tumori
    • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci da HIV
    • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale
    • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
    • patologie associate ad aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)
    • epatopatie croniche
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
  • donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza
  • individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
  • medici e personale sanitario di assistenza
  • familiari e contatti di soggetti ad alto rischio
  • soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori
  • forze di polizia
  • vigili del fuoco
  • altre categorie socialmente utili potrebbero avvantaggiarsi della vaccinazione, per motivi vincolati allo svolgimento della loro attività lavorativa; a tale riguardo, è facoltà delle Regioni/PP.AA. definire i principi e le modalità dell’offerta a tali categorie. Infine, è pratica internazionalmente diffusa l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione antinfluenzale da parte dei datori di lavoro ai lavoratori particolarmente esposti per attività svolta e al fine di contenere ricadute negative sulla produttività
  • personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani:
    • allevatori
    • addetti all’attività di allevamento
    • addetti al trasporto di animali vivi
    • macellatori e vaccinatori
    • veterinari pubblici e libero-professionisti

Il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato a:

  • lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innocuità del vaccino in tali fasce d’età)
  • soggetti che abbiano manifestato una reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose o una reazione allergica grave (anafilassi) a un componente del vaccino (da “Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni” NIV-ISS-Ministero della Salute)
  • una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre, costituisce una controindicazione temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta

Un’anamnesi positiva per sindrome di Guillain-Barrè insorta entro 6 settimane dalla somministrazione di una precedente dose di vaccino antinfluenzale costituisce controindicazione alla vaccinazione. Una sindrome di Guillain Barré non correlata a vaccinazione antinfluenzale e insorta da più di un anno è motivo di precauzione; sebbene i dati disponibili siano limitati, i vantaggi della vaccinazione antinfluenzale giustificano la somministrazione del vaccino annuale nei soggetti ad alto rischio di complicanze gravi dalla malattia (Da “Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni” NIV-ISS-Ministero della Salute). Non vi è controindicazione a vaccinare le persone asintomatiche a epidemia già iniziata.

  • allergia alle proteine dell’uovo, con manifestazioni non anafilattiche
  • malattie acute di lieve entità
  • allattamento 
  • infezione da HIV e altre immunodeficienze congenite o acquisite. La condizione di immunodepressione non costituisce una controindicazione alla somministrazione della vaccinazione antinfluenzale. La somministrazione del vaccino potrebbe non evocare una adeguata risposta immune. Una seconda dose di vaccino non migliora la risposta anticorpale in modo sostanziale.

Gli effetti collaterali comuni dopo somministrazione di vaccino antinfluenzale consistono in reazioni locali, quali dolore, eritema, gonfiore nel sito di iniezione. Le reazioni sistemiche comuni includono malessere generale, febbre, mialgie, con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione e della durata di 1 o 2 giorni. Sono stati riferiti, in correlazione temporale con la vaccinazione antinfluenzale, eventi rari quali trombocitopenia, nevralgie, parestesie, disordini neurologici e reazioni allergiche gravi. La correlazione causale tra la somministrazione di vaccino antinfluenzale e tali eventi avversi non è stata dimostrata. In particolare, non è stata dimostrata l’associazione tra vaccinazione e sindrome di Guillain Barrè, mentre allo stato attuale ci sono evidenze di una correlazione tra sindrome di Guillain Barrè e diverse malattie infettive, inclusa l’influenza.
I vaccini inattivati contengono il virus ucciso o parti di questo (antigeni di superficie emoagglutinina e neuroaminidasi, subunità virali) che non possono causare alcuna malattia. I vaccini a base di virus vivente (non usati in Italia) contengono l’elemento virale ma questo è stato attenuato per cui non è in grado di causare la malattia. In entrambi i casi, la somministrazione del vaccino può causare lievi effetti collaterali caratterizzati da una sintomatologia simile a quella dell’influenza, ma molto meno marcata.
L’inserimento dei bambini sani di età compresa tra 6 mesi e 24 mesi (o fino a 5 anni) nelle categorie da immunizzare prioritariamente contro l’influenza stagionale è un argomento attualmente oggetto di discussione da parte della comunità scientifica internazionale, soprattutto a causa della mancanza di studi clinici controllati di efficacia.

  • Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza:
    • malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO)
    • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
    • diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30 e gravi patologie concomitanti)
    • insufficienza renale cronica
    • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
    • tumori
    • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
    • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
    • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
    • patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)
    • epatopatie croniche
  • Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
  • Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti

Per questi bambini la vaccinazione non solo è utile come mezzo di prevenzione collettiva ma è necessaria ai fini di protezione individuale in quanto, qualora questi bambini si dovessero ammalare, potrebbero più facilmente andare incontro a complicanze.

Il periodo destinato alla conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è, per la nostra situazione climatica e per l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali in Italia, quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre. Occorre sottolineare che la protezione indotta dal vaccino comincia due settimane dopo l’inoculazione e perdura per un periodo di sei-otto mesi, poi tende a declinare. Per tale motivo, e perché possono cambiare i ceppi in circolazione, è necessario sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ogni nuova stagione influenzale.
Il vaccino antinfluenzale, con l’eccezione del trivalente intradermico, va somministrato per via intramuscolare ed è raccomandata l’inoculazione nel muscolo deltoide per tutti i soggetti di età superiore a 2 anni; nei bambini fino ai 2 anni e nei lattanti la sede raccomandata è la faccia antero-laterale della coscia.
Oltre che presso le Aziende Sanitarie Locali (ASL), la vaccinazione viene effettuata nell’ambulatorio del proprio Medico di base e del Pediatra di scelta. È opportuno informarsi presso la propria ASL per ottenere informazioni precise.
La vaccinazione è offerta gratuitamente alle seguenti categorie a rischio, individuate nella Circolare emanata annualmente dal Ministero della Salute:

  • soggetti di età pari o superiore a 65 anni
  • bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti affetti da:
    •  malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma persistente, la displasia broncopolmonare e la fibrosi cistica)
    •  malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
    •  diabete mellito ed altre malattie metaboliche
    •  malattie renali con insufficienza renale
    •  malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
    •  tumori
    •  malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
    •  malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale
    •  patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
    •  patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
  • donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e nel terso trimestre di gravidanza - Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
  • medici e personale sanitario di assistenza
  • familiari e contatti di soggetti ad alto rischio
  • soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori

È facoltà delle Regioni/PP.AA. definire i principi e le modalità dell’offerta a determinate categorie:

  • personale che, per motivi occupazionali, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani:
    •  allevatori
    •  addetti all’attività di allevamento
    •  addetti al trasporto di animali vivi
    •  macellatori e vaccinatori;
    •  veterinari pubblici e libero-professionisti

Il virus influenzale è diffuso in tutto l’organismo e quindi anche nel latte, dove peraltro sono presenti anche gli anticorpi. La trasmissione dell’infezione, però, avviene soprattutto per via "aerea", quindi, per evitare di contagiare il bambino è consigliabile allattare mettendo, per esempio, una mascherina sulla bocca.
La vaccinazione antinfluenzale non è controindicata nelle donne che allattano e l’allattamento non interferisce sfavorevolmente sulla risposta immunitaria
La Circolare del Ministero della Salute, emanata annualmente e dedicata alla prevenzione ed al controllo dell’influenza raccomanda la vaccinazione antinfluenzale alle donne che si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. I vaccini antinfluenzali sono a base di virus uccisi o di subunità e non comportano quindi, in nessuna fase della gravidanza, i rischi connessi all’impiego di vaccini a base di virus viventi attenuati. Tuttavia nel primo trimestre di gravidanza, in assenza di condizioni mediche predisponenti che rendano imperativa la vaccinazione antinfluenzale, questa deve essere subordinata ad una attenta valutazione del rapporto rischio beneficio da parte del medico curante.
L’uso dei vaccini è approvato dalle autorità regolatorie nazionali per i farmaci. In Italia l’autorità regolatoria è l’Agenzia Italiana del Farmaco - AIFA. Oltre all’autorità regolatoria nazionale di ciascuno Stato Membro, nell’Unione Europea esiste anche l’Agenzia Europea per la valutazione dei prodotti medicinali, EMA (European Medicines Agency). L’EMA si avvale del parere di Comitati di esperti e in particolare dal Comitato per i Prodotti Medicinali, per autorizzare i farmaci ed i vaccini.Ulteriori informazioni possono essere reperite sul sito del Ministero della Salute, nella sezione dedicata.

 

 

 

 

Creato Lunedì, 17 Ottobre 2016 10:39
Ultima modifica il Lunedì, 24 Ottobre 2016 10:35
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