Dentifricio

 A cosa serve il dentifricio?

Una corretta pulizia dei denti previene la carie e la retrazione gengivale, e quindi la perdita dei denti. Il dentifricio aiuta a migliorare la pulizia dei denti. Non è l’elemento principale del processo, ma il suo utilizzo migliora sensibilmente i risultati.
La pulizia consiste nell'eliminare lo strato di batteri che si forma sulla superficie dei denti, alla quale aderisce formando una patina. Il metodo è semplice:

  1. Spazzolare i denti per almeno due minuti dopo aver mangiato (colazione, pranzo, merenda, cena...) e comunque non meno di due volte al giorno. Lo spazzolamento permette la rimozione del 78% della placca dentale. È importante ricordare che la forza del gesto non modifica il risultato.
  2. Passare con cura il filo interdentale per pulire le superfici tra dente e dente, dove lo spazzolino non può arrivare.

 

Perché si usa il dentifricio?

Il dentifricio ha due caratteristiche principali che contribuiscono alla cura dei denti:

  1. Hanno un’azione abrasiva e detergente che favorisce l’allontanamento della placca
  2. Quasi tutti hanno un contenuto di fluoro, che in parte penetra nella superficie dello smalto e lo proteggono. L’utilizzo di dentifrici con fluoro riduce la formazione di nuove carie del 33% circa.

Come scegliere un dentifricio

Il limite massimo consentito di fluoro (ad esempio Sodium Fluorite) è 1500 ppm, pari allo 0,15%. Se il contenuto di fluoro è superiore a 1000 ppm, cioè allo 0,1%, l’etichetta deve riportare avvertenze relative all’utilizzo per i bambini.
L’indice di abrasività (riportato come RDA, con valore da 0 a 200) è consigliabile non superiore a 70.

L’utilizzo di antibatterici nei dentifrici è controverso, sia perché l’allontanamento della placca è ottenuto grazie ad un uso adeguato dello spazzolino, sia perché gli antibatterici (come triclosan e parabeni) sono molto usati in altri prodotti di uso comune (ad esempio detergenti), quindi le persone ne sono già esposte, e non vi è certezza sulla loro assoluta innocuità.
I coloranti non hanno nessuna funzione se non quella di colorare il dentifricio. Si riconoscono in etichetta dalla sigla C.I. (Colour Index) seguita da un numero oppure dalla lettera E seguita da un numero per i coloranti alimentari.
I dolcificanti (sorbitolo, saccarina, maltilolo...) sono tutti debolmente cariogeni, ad eccezione dello xilitolo.

No

I dentifrici che reclamizzano poteri estetici o sanitari sono da evitare, così come quelli che hanno funzioni non necessarie alla semplice pulizia dei denti.
I prodotti con RDA superiore a 100 o che non lo non riportano sull’etichetta sono sconsigliabili.
“Senza zucchero” su un dentifricio è una pubblicità ingannevole: la presenza di zucchero nei dentifrici è vietata in quanto favorisce la carie.



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