Ingredienti principali delle creme solari

Mediamente nei prodotti solari solo il 25% circa delle sostanze contenute sono principi attivi, cioè destinati a proteggere dai raggi UV.  Le creme solari possono essere divise in tre gruppi, a seconda del principio utilizzato: organico, minerale (ad esempio ossido di titanio o di zinco) o organico e minerale (ad esempio biossidi di titanio).
Alcuni esempi di principi attivi:

  • 4-MBC (metylbenzylidene camphor): è un filtro solare ammesso in Europa a concentrazione non superiore al 4% e in Canada, non ammesso negli USA e in Giappone. Ha una limitata penetrazione nella cute (1%). Interferisce con alcuni ormoni: effetti sulla tiroide, ha probabilmente effetti estrogenici.
  • oxybenzone (benzophenone-3): soggetto a restrizioni in Giappone. Penetra attraverso la cute fino al 9%, è stato rilevato nel latte materno, è eliminato con le urine. Può causare mutazioni nel DNA e causare il cancro, probabilmente interferisce con alcuni ormoni, interferisce con la riproduzione, può accumularsi nell'organismo, ha alta probabilità di indurre fotoallergia.
  • padimate-O:  non accertata la sicurezza da parte dell'industria cosmetica. In Giappone è soggetto a restrizioni, in Europa non regolamentato per scarsa disponibilità di dati. Esposto a radiazione solare può scomporsi e generare radicali liberi e causare mutazioni che a loro volta possono evolvere in cancro; tossico per il sistema immunitario, facilita l'assorbimento di sostanze nella cute.
  • ossido di zinco:  il Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori (CSSC) non ha ancora pubblicato nessuno studio riguardante questa sostanza. Per la produzione si parte da nanoparticelle di ossido di zinco che poi vengono rivestite con silicone o ossido di alluminio e per agglomerazione formano particelle più grandi. È possibile che rimangano percentuali di nanoparticelle di ossido di zinco, che hanno una maggiore facilità di penetrazione nella cute e nelle cellule e provocano stress ossidativo e danni al DNA.
  • vitamina A (acido retinoico, retinolo, retinil palmitato): la vitamina A e i suoi precursori non sono filtri solari, ma sono inseriti nei prodotti solari in quanto antiossidanti e per la loro efficacia contro l'invecchiamento della pelle. È stato tuttavia dimostrata negli animali da laboratorio una significativa probabilità di indurre un’eccessiva crescita della cute (iperplasia) e di cancro della pelle se sottoposto a radiazione ultravioletta (UV). Tale sostanza pertanto non solo non è protettiva contro i tumori della pelle, ma al contrario può innescare reazioni chimiche che favoriscono la loro insorgenza.
Ultima modifica il Mercoledì, 19 Marzo 2014 16:33
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