Catasto Regionale

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Registrazione siti arrampicata e vie ferrate

Possono proporre l'inclusione di un sito di arrampicata o di una via ferrata nella RPE i comuni territorialmente interessati di cui all' articolo 11 della l.r. 12/2010.

Le proposte di inclusione sono indirizzate al Settore Sviluppo della montagna e cooperazione transfrontaliera via PEC all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , allegando la seguente documentazione:

a) istanza di registrazione del sito di arrampicata o della via ferrata ( scheda 1 b); 

b) scheda del sito di arrampicata (scheda 3) o della via ferrata ( scheda 4 );

c) cartografia corrispondente ai dati riportati nella scheda;

d) cartografia catastale con indicazione della particella o delle particelle su cui insiste il sito di arrampicata o la via ferrata;

d) documentazione fotografica;

e) attestazione dello stato di proprietà dei terreni sui quali insiste il sito di arrampicata o la via ferrata e, nel caso di terreni di proprietà privata, atto di concessione del proprietario per un periodo di almeno 19 anni.

 

Entro 30 giorni dal ricevimento, la struttura regionale competente trasmette la proposta di inclusione alla provincia competente che, entro i successivi trenta giorni, esprime il proprio parere obbligatorio e vincolante. Acquisito il parere della provincia, la struttura regionale competente accoglie o respinge la proposta di inserimento, oppure propone modifiche ed integrazioni per l'accoglimento.

A seguito dell'accoglimento della proposta, la struttura regionale competente approva l'inclusione della via ferrata o del sito di arrampicata nella rete regionale e ne dà comunicazione al soggetto proponente e alla provincia, comunicando il codice della via ferrata o del sito di arrampicata e, per quel che riguarda il sito di arrampicata, la tipologia (sito di arrampicata sportiva, settore scuola, falesia, blocchi, terreno d'avventura, ecc.) e richiede contestualmente al soggetto proponente la trasmissione del rilievo effettuato secondo le modalità indicate negli indirizzi tecnici di cui all'articolo 30.

Oltre alla sopracita documentazione il Comune deve  presentare il piano di gestione dell’infrastruttura ed il regolamento approvato per la fruizione del parte del pubblico. Per maggiori approfondimenti consultare la regolamentazione attuativa della legge regionale n. 12/2010

Il procedimento si conclude entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta con il definitivo accatastamento delle infrastrutture da parte della struttura regionale competente.

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Registrazione e classificazione degli itinerari nella rete escursionistica regionale

altFino al prossimo 30 Ottobre gli Enti pubblici possono richiedere il riconoscimento e la classificazione degli itinerari escursionistici presenti sul loro territorio.



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Analisi tecnica del Regolamento di attuazione della L.R. n.12/2010

Tralasciato il capo I “Finalità e definizioni”, il regolamento prevede, al II capo, importanti indirizzi per la determinazione delle reti locali, provinciali e regionali ( art3), l’organizzazione del Catasto regionale del patrimonio escursionistico ( art.4) e le relative banche dati, le modalità di rilevamento dei percorsi escursionistici, delle vie ferrate e dei siti di arrampicata inclusi nella rete regionale ( artt. 5-6). Si tratta per lo più di indicazioni tecnico amministrative per l’organizzazione e la gestione da parte degli enti territoriali della Rete del patrimonio escursionistico in raccordo con le attività di coordinamento effettuate centralmente dalla Regione Piemonte.
Tra le novità più interessanti quelle proposte nel III capo, dedicato alle procedure per l’inclusione nella RPE di percorsi, vie ferrate, siti di arrampicata e per la registrazione di itinerari escursionistici ( artt.7-8). In tale ambito il regolamento affronta l’annoso problema dell’inclusione nella rete regionale dei percorsi esistenti che attraversano proprietà private ( art.9) In sintesi, pianificate le reti escursionistiche locali costituite da percorsi escursionistici esistenti, si attivano specifiche procedure di pubblicazione con cui si comunica ai proprietari dei fondi interessati dai percorsi, la definizione della rete escursionistica e la possibile esecuzione di operazioni di manutenzione ordinaria volta a garantire il mantenimento dello stato di fatto dei luoghi attraversati preservando il fondo privato da sconfinamenti dal tracciato escursionistico e dal sorgere di nuovi percorsi.
Altro passaggio di rilievo proposto dal regolamento è quello della registrazione e classificazione degli itinerari escursionistici piemontesi (artt.10-11-12-13-14-15). Si introducono le seguenti tre categorie di itinerari escursionistici con le relative caratteristiche:
itinerari di primo livello o regionale, con le seguenti caratteristiche: collegamenti ed interconnessioni interregionali o internazionali, sviluppo complessivo indicativamente superiore a 100 km e numero di tappe superiore a dieci;
itinerari di secondo livello o provinciale, con sviluppo complessivo indicativamente tra i 10 e 100 km e meno di dieci tappe;
itinerari sempre di secondo livello, ma con sviluppo di alta montagna e con altezza media indicativamente superiore ai 1500 metri di quota, suddivisione in un numero di tappe generalmente inferiore a dieci, ben definite e di lunghezza adeguata.
itinerari locali.
Tali itinerari possono inoltre distinguersi per l’attribuzione di determinati riconoscimenti connessi alle loro caratteristiche storiche culturali, alle modalità di fruizione specifica, alla loro organizzazione per quanto riguarda in particolare i servizi rivolti agli escursionisti.
Particolarmente importanti tra questi, gli itinerari d’interesse storico culturale ( art.14) che per le loro valenze e peculiarità possono essere inseriti all’interno degli strumenti di pianificazione urbanistica previsti dalla legge 5 dicembre 1977 n. 56 e s.m.i. e da questi sottoposti a specifiche prescrizioni finalizzate alla loro tutela, derivanti anche dal Piano Paesaggistico Regionale e dalle relative Norme di attuazione.
Queste novità, che a prima vista paiono semplicemente inquadrabili in un contesto organizzativo, possono produrre importanti effetti positivi in ordine alla tutela del valore intrinseco dei tracciati escursionistici e sono utile complemento per la promozione turistica organizzata a livello regionale. Inoltre le modalità e i criteri per la registrazione degli itinerari introducono un sistema di controllo sul proliferare spontaneo di nuove proposte che producono aspettative da parte dei turisti spesso disattese in ordine alla successiva manutenzione dei nuovi itinerari e dei servizi ad essi collegati.
Il recupero e la valorizzazione del patrimonio escursionistico regionale contempla altresì al capo IV, ( artt. 16-17-18-19) disposizioni regolamentari inerenti le modalità di fruizione, la segnaletica unificata, l’informazione e la promozione escursionistica, nonché al capo V specifiche disposizioni per la valorizzazione di vie ferrate e siti di arrampicata. A riguardo di quest’ultimo punto è bene innanzitutto evidenziare, per chiarire ogni dubbio, che tali direttive valgono ai soli fini dell’accatastamento di tali infrastrutture e dell’inserimento nella Rete del patrimonio escursionistico regionale.
A differenza dei percorsi escursionistici in cui figura una pianificazione predeterminata a livello regionale per l’organizzazione fisica della rete escursionistica regionale, nel caso delle vie ferrate e dei siti di arrampicata, trattandosi di infrastrutture localizzate senza caratteristica di continuità, è lasciata facoltà ai Comuni di richiedere l’accatastamento.
L’inserimento nella Rete del patrimonio escursionistico costituisce una opportunità per entrare in una rete infrastrutturale di vie ferrate e siti di arrampicata con caratteristiche garantite, anche ai fini dell’avviamento alla pratica sportiva e da promuovere turisticamente a livello regionale.
A fronte di questa opportunità i comuni sono tenuti al rispetto di determinati adempimenti in termini di progettazione, riqualificazione, manutenzione, gestione e regolamentazione dell‘uso di queste infrastrutture.
Al capo VI disposizioni riguardanti la tutela del patrimonio escursionistico mentre al capo VII il regolamento affronta la pianificazione provinciale e regionale degli interventi di manutenzione del patrimonio escursionistico e la valorizzazione dell’escursionismo attraverso il sostegno alle iniziative di promozione attuate dagli enti ed associazioni.
Infine al capo VIII gli indirizzi volti ad unificare e standardizzare la segnaletica dei percorsi l’informazione agli escursionisti, elementi importanti ai fini della fruizione in sicurezza e della promozione turistica di percorsi, vie ferrate e siti di arrampicata.
Il regolamento termina con il capo IX con le norme finali di rimando ad ulteriori indirizzi tecnici di dettaglio da approvare a cura della struttura regionale competente
La finalità della legge e del regolamento non è pertanto quella di penalizzare o soffocare le attività escursionistiche e dell’arrampicata sportiva, peraltro in continua ascesa per numero di praticanti, ma semmai di valorizzarle per creare opportunità a fini turistici, inquadrandole peraltro in un contesto di sviluppo locale, particolarmente importante nelle aree montane.
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Il codice percorso

Esempio

E TO N 2 18 0 000 (ETON2180000)

E il primo carattere è una lettera che identifica la Regione (la Regione Piemonte è identificata con la lettera E);
TO il secondo ed il terzo carattere corrispondono alla sigla ACI della Provincia (l'insieme dei primi tre caratteri identifica pertanto la zona);
N il quarto carattere identifica l'area; se la zona non è stata suddivisa in aree tale carattere viene avvalorato con A;
2 il quinto carattere è un numero (o una lettera) che identifica il settore;
18 il sesto ed il settimo carattere identificano il numero del percorso;
0 l'ottavo carattere individua il soggetto responsabile del percorso (sezione CAI, associazione, Ente…), codificato in un apposito elenco con un numero o con una lettera;
000 l'undicesimo carattere, dopo 00, è a disposizione per l'indicazione di eventuali varianti. Un breve tratto di collegamento, ad esempio, che non merita l'attribuzione di un numero a se stante, può essere indicato con il codice del sentiero dal quale si diparte con l'aggiunta di un "00A", "00B", etc...

E

TO

N

2

18

0

000

i primi tre caratteri identificano la zona

lettera che identifica la regione (la regione Piemonte è identificata con la lettera E)

sigla ACI della provincia

identifica l'area; se la zona non è stata suddivisa in aree tale carattere viene avvalorato con A

numero o lettera che identifica il settore

numero del percorso (da 0 a 99)

numero del soggetto responsabile del percorso, codificato in un apposito elenco con un numero da 0 a 99 per ciascuna provincia

indicazione di eventuali varianti; un breve tratto di collegamento o un percorso, che rappresenta una variante ad un altro percorso già codificato, viene indicato con il codice del percorso dal quale si diparte, con l'aggiunta di un "A", "B", “AA”, “XA”…

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La rete ed il catasto del patrimonio escursionistico piemontese

 

In Piemonte esiste una rete escursionistica di circa 16.000 km.
Storicamente i sentieri e le mulattiere erano le uniche vie di collegamento di cui la popolazione locale poteva disporre tra i villaggi e, in montagna, tra i villaggi e gli alpeggi. Ancora oggi, pur essendo completamente cambiata la loro funzione, i sentieri non hanno perso il loro ruolo centrale non solo per quel che riguarda le attività economiche tradizionali della montagna, ma anche per lo sviluppo turistico del territorio. Ai sentieri oggi infatti  si affiancano anche le vie ferrate ed i siti di arrampicata a costituire il patrimonio escursionistico del Piemonte.

Risulta quindi molto importante occuparsi del recupero e della manutenzione
di questa rete infrastrutturale, nonché della sua pianificazione e valorizzazione, soprattutto per quei territori che presentano criticità in termini di sviluppo economico e che possono  puntare sulla creazione di un prodotto turistico di qualità, legato all’escursionismo, al ferratismo e all'arrampicata sportiva, da promuovere a livello internazionale e in grado di generare importanti ricadute economiche a livello locale.

La Regione Piemonte  ha assunto il compito di disciplinare il settore dell'Escursionismo con due importanti strumenti:

La legge regionale n. 12 del 18 Febbraio 2010 " Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte ".
Il Regolamento 9/R del 16 Novembre 2012 di attuazione della legge regionale n. 12/2010. 

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il catasto regionale del patrimonio escursionistico-sezione percorsi 



Strumento fondamentale per il processo di pianificazione e valorizzazione  è il Catasto Regionale del Patrimonio Escursionistico - sezione percorsi, istituito con D.G.R. 37 - 11086 del 23 marzo 2009.
Lo scopo del Catasto è ottenere un censimento univoco della rete escursionistica ed avere a disposizione immediatamente le informazioni essenziali.

Il Catasto è costituito da un database che riporta ed organizza i dati relativi a ciascun percorso (la località di inizio e la località di fine del percorso, le  quote, la lunghezza, la tipologia, il tipo di rilievo e la fonte di acquisizione dei dati) al quale è collegato un GIS (Geographical Information System) che permette di visualizzare tutti i dati geografici del tracciato. Il codice identificativo  permette di accedere con facilità agli uni ed agli altri dati per ciascun percorso.

Il Catasto Regionale del Patrimonio Escursionistico approvato  è frutto di tre anni di lavoro in stretta collaborazione con le Consulte per la Sentieristica (Organi Provinciali ed Enti Locali) alle quali, spetta la revisione biennale dello stesso Catasto.

Gli interventi di revisione della Rete escursionistica regionale e del Catasto, possono contemplare l'aggiunta di nuovi tracciati, l'eliminazione di altri o la modifica degli stessi e sono gestiti dalle Province, che raccolgono le varie istanze territoriali, le uniformano e le inviano alla Regione.

Grazie alle modalità di creazione, approvazione e revisione dello stesso, il Catasto è condiviso a tutti i livelli (locale, provinciale e regionale) e trasversalmente da tutti gli attori pubblici e privati a cui è riconosciuta competenza in merito, attraverso il coinvolgimento all’interno dei gruppi di lavoro relativi alla Consulta Regionale ed alle Consulte Provinciali per la sentieristica.

Il Catasto Regionale del patrimonio escursionistico suddivide il territorio in:
Zone, Aree, Settori.
Ciascun percorso è identificato da un codice univoco, composto di 11 caratteri, che fanno riferimento alle zone, aree e settori sopra descritti e ad altri dati essenziali (vedi esempio).

Visualizza i percorsi accatastat
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