02 marzo 2010
In Piemonte gli incendi boschivi sono, da sempre, un grave problema e costituiscono, ancora oggi, una delle principali cause di degrado delle foreste.
I primi strumenti di pianificazione regionale in materia di lotta agli incendi risalgono alla L.r. n. 13/74 (oggi abrogata), successivamente ripresi dalla L.r. n. 16/94: il primo Piano fu realizzato nel 1975, il secondo nel 1993 con validità 1993-97, il terzo nel 2000 con validità 2000-2002.
Dopo l'entrata in vigore della legge quadro, sugli incendi boschivi, n. 353/2000, il piano antincendi è stato redatto con i dettami previsti dalla norma (edizione 2003-2006) fino a giungere alla revisione attuale 2007-2010. Sempre a seguito di questa legge quadro nazionale, le Regioni hanno il compito di redigere ed approvare il Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi, secondo contenuti definiti con sempre maggiore precisione.
"Questa attività pianificatoria ha sempre avuto un risvolto operativo importante, che si è via via approfondito. L'organizzazione della Sala Operativa, i rapporti con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale dello Stato e il Corpo Volontari A.I.B. del Piemonte (tutti definiti da apposite Convenzioni), la formazione degli operatori A.I.B., l'informazione alla popolazione, i rapporti con gli Istituti di ricerca, la gestione di importanti servizi come la rete di monitoraggio antincendio e il servizio di previsione incendi, hanno richiesto alla Regione Piemonte di meglio strutturare le proprie risorse ed il personale chiamato a svolgere queste attività. Gli incendi boschivi non potranno mai essere sconfitti definitivamente, ma devono e possono essere ridotti e controllati attraverso l'impegno ed una buona sinergia delle forze Istituzionali e del Volontariato."
Piano 2011-2014 e D.G.R. 6 giugno 2011, n. 35-2152 scarica il documento (7,56 MB)