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Nuovi criteri per la classificazione sismica del territorio regionale

168 comuni delle province di Torino, Alessandria, Cuneo e Verbania entrano nella zona 3

Nuovi criteri per la classificazione sismica del territorio regionaleLa Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alle Opere Pubbliche, Caterina Ferrero, ha approvato con D.G.R. n. 61 - 11017 del 17/11/2003 i criteri per la classificazione sismica del territorio e le normative tecniche per le costruzioni in zona sismica.
La decisione è stata assunta a seguito dell'Ordinanza nr. 3274 della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 20 marzo 2003.
Attualmente sono 41 i Comuni piemontesi classificati come sismici, zona 2; 40 in provincia di Torino, 1 in provincia di Cuneo; 168 i Comuni che, in base alla nuova classificazione, entrano nella zona 3, considerata debolmente sismica, 59 in provincia di Cuneo, 46 in provincia di Alessandria, 40 in provincia di Torino e 23 in provincia di Verbania.
Gli altri restanti 1000 Comuni sono classificati in zona 4, a bassa sismicità: nella zona 4 non viene introdotto l'obbligo della progettazione antisismica, tranne che per nuove costruzioni relativamente ad alcune tipologie di edifici strategici.
Nulla cambia per quanto concerne le procedure di deposito e di autorizzazione dei progetti per i 41 Comuni appartenenti alla zona 2, che già da anni appartengono alla categoria dei Comuni sismici.

Per quanto concerne i 168 Comuni della zona 3 che per la prima volta entrano nella categoria dei comuni sismici:

  • i progetti delle nuove costruzioni private (compresi gli interventi sulle costruzioni esistenti), dovranno essere depositati, in base all'art 93 del D.P.R. 6/6/2001 n. 380, presso lo Sportello unico dell'edilizia, laddove costituito, oppure presso i Comuni competenti per territorio;
  • i progetti degli edifici pubblici saranno sottoposti ad autorizzazione, in base all'art. 94 dello stesso D.P.R, e saranno depositati presso la Provincia competente per territorio, che rilascerà l' autorizzazione in base all'art 2 della legge regionale 28/03;

Per quanto attiene agli aspetti di carattere urbanistico, mentre si ribadisce da un lato la necessità del rispetto delle disposizioni di legge vigenti che prevedono il parere preventivo obbligatorio sui Piani Regolatori Generali e loro varianti, nonché sui relativi strumenti esecutivi, si precisa però che quelli già adeguati alla circolare regionale 7/LAP/96 (normativa per l'adeguamento dei P.R.G. al rischio idrogeologico e idraulico) sono da ritenersi conformi e adeguati alla nuova normativa e quindi non devono compiere alcun atto, fatto salvo il caso in cui intendano procedere a nuove varianti.

Nei Comuni colpiti dal sisma del 21 Agosto 2000, nonché in quelli colpiti dal sisma dell'11 Aprile 2003, ai fini del completamento degli interventi di ricostruzione, si continua ad applicare la normativa tecnica previgente all'Ordinanza del 20 marzo 2003.

Il provvedimento della Giunta regionale stabilisce che le disposizioni da essa fissate entreranno in vigore a partire dal 1 Gennaio 2004.

In un provvedimento di prossima adozione la Giunta regionale provvederà quindi:

  • ad individuare le esatte tipologie degli edifici ed infrastrutture da ritenersi strategici;
  • a fornire le necessarie indicazioni per le verifiche tecniche da effettuarsi su tali edifici;
  • ad elaborare un programma temporale di tali verifiche individuando le relative priorità sulla base anche delle risorse finanziarie disponibili.

 




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