Venerdì 30 marzo si è tenuta presso l'auditorium di c.so marche 79, sede della Protezione civile della regione piemonte, la presentazione del progetto dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) per lo sviluppo di un sistema europeo di comunicazioni satellitari a supporto delle attività di protezione civile diretto da Telespazio.
La moderatrice Silvia Rosa Brusin, autrice e conduttrice di TG Leonardo (Rai tre), ha aperto i lavori ponendo in luce quelli che sono i due problemi principali delle comunicazioni durante l'emergenza: da un lato l'affidabilità, la garanzia che, quale che sia la situazione sul terreno, i contatti fra le squadre che agiscono sul luogo dell'evento e le sale operative che si occupano del coordinamento dell'intervento non vengano mai meno. Dall'altro il problema dell'intercomunicabilità fra i protocolli di comunicazione adottati nelle diverse realtà, spesso non conciliabili tra loro. Il progetto dell'ESA si propone di ovviare a questi problemi, che, se già incidono a livello nazionale, a maggior ragione rappresentano una criticità quando si opera a livello internazionale.
Se l'intervento dell'assessore alla Protezione Civile Giovanni Caracciolo ha ricostruito la storia di questo progetto, che per molti versi rappresenta uno sviluppo di EmercomSat, nato da esigenze a livello regionale e di recente adottato a livello nazionale, sottolineandone le novità sia dal punto di vista tecnologico che da quello relazionale, visto il rafforzamento che implica nei rapporti tra diversi enti di protezione civile a livello Europeo, quello dell'assessore all'innovazione Andrea Bairati ha contestualizzato il progetto, inserendolo all'interno dello sviluppo del settore dell'alta tecnologia e delle diverse iniziative che si stanno attivando a livello regionale nell'ambito dello sviluppo tecnologico e delle comunicazioni.
Ma quali sono le caratteristiche del progetto? A rispondere è stato chiamato Giuseppe Veredice, amministratore delegato di Telespazio, che ha insistito sul fatto che l'obiettivo non è l'adozione di un nuovo standard comune di comunicazione e trasmissione di dati, bensì quello di rendere intercomunicanti i sistemi adottati e già operanti nelle diverse realtà coinvolgendo, e questa è l'altro elemento cardine, gli enti stessi nello sviluppo del progetto in modo da avere una costante co-partecipazione da parte di coloro i quali saranno gli utenti finali del prodotto, un approccio questo già sperimentato con reciproca soddisfazione con il progetto EmercomSat.
Il capo del Dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso, non potendo essere fisicamente presente a causa di un'improvvisa riunione a Napoli per l'emergenza rifiuti, si è collegato telefonicamente con l'auditorium evidenziando da un lato la fondamentale importanza di un sistema di telecomunicazioni sempre affidabile, la cui mancanza si è fatta sentire in passati eventi calamitosi rendendo assai più complicati gli interventi in loco delle squadre, dall'altro
Dietro richiesta della moderatrice Bertolaso ha poi descritto il sistema di telecomunicazioni ideale che dovrebbe consentire, in prospettiva, di interconnettere tutte le realtà, dagli organismi di coordinamento internazionali, fino al più piccolo comune. Partendo da questa osservazione Bernardo De Bernardinis, responsabile dell'Ufficio Emergenze del Dipartimento, ha indicato quella che, superata la fase di sperimentazione, dovrà essere la direzione da seguire, ovvero quella di garantire un abbassamento dei costi per favorire l'accesso a queste tecnologie anche alle realtà più piccole.