Pareggio di bilancio 2018

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DGR 37–7700 del 12 ottobre 2018 “Parziale revoca della D.G.R. 51–7622 “Intesa regionale per gli investimenti per l’anno 2018 - Attribuzione degli spazi finanziari in attuazione dell’art. 10, comma 5, della L. 243/2012 e dell’art. 1-bis del D.L. 91/2018”.

Il provvedimento revoca parzialmente, ai sensi dell’art. 21-quinquies, della legge 7 agosto 1990, n. 241, la D.G.R. 51 – 7622 “Intesa regionale per gli investimenti per l’anno 2018 - Attribuzione degli spazi finanziari in attuazione dell’art. 10, comma 5, della L. 243/2012 e dell’art. 1-bis del D.L. 91/2018”, limitatamente alle assegnazioni disposte a favore di enti che hanno richiesto spazi finanziari per spese di investimento da finanziare mediante avanzo di amministrazione. Ciò alla luce della circolare n. 25/2018 della Ragioneria generale dello Stato, la quale ha affermato che, in attuazione delle sentenza n. 247/2017 e 101/2018 della Corte costituzionale, le città metropolitane, le province e i comuni possono utilizzare il risultato di amministrazione per investimenti, nel rispetto delle sole disposizioni previste dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e che conseguentemente, ai fini della determinazione del saldo di finanza pubblica per l’anno 2018 considerano tra le entrate finali anche l’avanzo di amministrazione per investimenti applicato al bilancio di previsione del medesimo esercizio. In base a tale orientamento, gli spazi finanziari attribuiti per spesa di investimento da finanziare da avanzo di amministrazione non sono più necessari, contrariamente a quelli attribuiti per spesa di investimento da finanziare da debito.

Non sono state revocate le assegnazioni a valere sul I° riparto.

II° riparto

D.G.R. 51–7622 “Intesa regionale per gli investimenti per l’anno 2018 - Attribuzione degli spazi finanziari in attuazione dell’art. 10, comma 5, della L. 243/2012 e dell’art. 1-bis del D.L. 91/2018”.

Tale provvedimento ha disposto l’attribuzione degli spazi finanziari in attuazione dell’art. 10, comma 5, della L. 243/2012 e dell’art. 1-bis del D.L. 91/2018.
Il riparto è stato operato sulla base delle seguenti priorità individuate dall’art. 2, comma 6, del citato DPCM 21/2017:

- comuni esclusi dai vincoli di finanza pubblica nell’anno 2015 in quanto con popolazione fino a mille abitanti;
- comuni istituiti, nel quinquennio precedente all'anno dell'intesa, a seguito dei processi di fusione previsti dalla legislazione vigente, purché tali processi si siano conclusi entro il 1° gennaio 2018;
- enti territoriali che dispongono già dei progetti esecutivi, corredati del cronoprogramma delle spese e presentano la maggiore incidenza del fondo di cassa rispetto alla quota vincolata agli investimenti del risultato di amministrazione;
- enti territoriali che dispongono già dei progetti esecutivi, corredati del cronoprogramma delle spese e presentano la maggiore incidenza del fondo di cassa, rispetto alla quota libera del risultato di amministrazione destinata agli investimenti;

Le richieste presentate dai comuni esclusi dai vincoli di finanza pubblica nell’anno 2015 in quanto con popolazione fino a mille abitanti sono state soddisfatte interamente.

Per le richieste presentate da enti che dispongono già dei progetti esecutivi, corredati del cronoprogramma delle spese si è tenuto conto dell’incidenza del fondo di cassa rispetto alla quota del risultato di amministrazione vincolata e destinata agli investimenti, Sono stati esclusi dal riparto gli enti che non hanno comunicato i dati relativi all’avanzo ed al fondo cassa;il dettaglio delle richieste, dei parametri utilizzati per il riparto e degli spazi finanziari assegnati sono riportati negli allegati 1 (Comuni fino a 1.000 abitanti) e 2 (Enti che dispongono di progetti esecutivi), parti integranti e sostanziali del presente provvedimento;

L’allegato 3 (Altre richieste), anch’esso parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, riporta invece il dettaglio delle richieste che non possono essere accolte per mancanza di capienza del plafond.

Per le regole di utilizzo degli spazi e le sanzioni in caso di mancato utilizzo si rimanda alla disciplina nazionale (si veda, da ultimo, il Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze n. 35717 del 12 marzo 2018 concernente la certificazione del saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali di cui all’articolo 1, comma 466, della legge n. 232 del 2016 per l’anno 2017. (G.U. Serie Generale n. 71 del 26 marzo 2018).

A tal fine, giova precisare che:

• gli spazi acquisiti per investimenti finanziati con avanzo di amministrazione possono essere utilizzati a copertura di impegni di competenza ed esigibili nell’anno di riferimento (2017), nonché del relativo Fondo pluriennale vincolato di spesa, costituito nell’anno di riferimento, a copertura degli impegni esigibili nei futuri esercizi, purché sussistano le condizioni per la sua costituzione ai sensi del principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria (Allegato 4/2 al decreto legislativo n. 118 del 2011, punto 5.4);
• gli spazi richiesti per investimenti finanziati con operazioni di indebitamento possono essere utilizzati esclusivamente a copertura di impegni di spesa in conto capitale esigibili nel 2017.

Gli spazi NON possono essere restituiti

 

TABELLE

 

I° riparto

DGR. 3-6752 del 20 aprile 2018

Tale provvedimento ha assegnato complessivamente 21 milioni di euro di spazi finanziari per consentire l'attivazione di nuovi investimenti mediante applicazione di avanzo di amministrazione o ricorso al debito.

Dei 21 milioni:

20 milioni (ceduti dal Comune di Torino) sono stati assegnati in modo “verticale”, ossia senza obbligo di restituzione da parte dei beneficiari;

1 milione (ceduto da Comune di Venaria Reale) sono stati assegnati in via “orizzontale”, ossia con obbligo di restituzione da parte dei beneficiari, secondo la disponibilità dagli stessi manifestata.

Una parte degli spazi “verticali”, pari a circa 5,6 milioni, è stata assegnata per alimentare il Fondo per il finanziamento degli enti locali istituito dall’art. 13 della L.R. 6/2017.

Proprio tale meccanismo ha registrato un tasso di adesione molto elevato, con richieste per oltre 50 milioni, purtroppo di gran lunga superiori agli spazi finanziari disponibili. In sede di riparto, quindi, è stato necessario applicare i criteri di priorità previsti dalla D.G.R. 26 gennaio 2018, n. 2-6397.

 

ALLEGATO A