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Sezione Programmazione

Sommario:



Programmazione negoziata

Accordo di Programma quadro per la promozione dei Programmi integrati di sviluppo locale

Le parole chiave dei Programmi Integrati per lo Sviluppo Locale
Accordo di programma quadro:
Strumento attuativo dell'Intesa Istituzionale di Programma nei settori previsti dalla medesima. I promotori degli APQ sono Stato, Regioni e Enti Pubblici. L'Accordo indica le attività e gli interventi da realizzare con tempi e modalità di attuazione, i soggetti responsabili e i relativi impegni, le risorse finanziarie a valere su stanziamenti pubblici o reperite totalmente su finanziamenti privati, le procedure e i soggetti responsabili per il monitoraggio e la verifica della realizzazione. L'Accordo è sottoscritto dai responsabili amministrativi delle strutture interessate e riporta le schede degli interventi con l'indicazione puntuale delle caratteristiche dei progetti in esse contenute.
Agenda 21:
Documento di intenti ed obiettivi programmatici su ambiente, economia e società sottoscritto da oltre 170 paesi di tutto il mondo, durante la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo (UNCED) svoltasi a Rio de Janeiro nel giugno 1992. Tale documento è formato da 40 capitoli e suddiviso in 4 sezioni: dimensioni economiche e sociali, conservazione e gestione delle risorse per lo sviluppo, rafforzamento del ruolo delle forze sociali e strumenti di attuazione.
Analisi costi-benefici:
Metodo di valutazione della convenienza economica di scelte operative effettuate principalmente nell'ambito del settore pubblico. L'analisi costi-benefici consiste nell'identificazione e nella valutazione, quanto più precisa possibile, di tutti i costi e di tutti i benefici, immediati e differiti, diretti e indiretti, tangibili o intangibili, di uno o più programmi di spesa pubblica. La risposta fornita dall'analisi costi-benefici è semplice: un progetto pubblico è conveniente e desiderabile quando il totale dei benefici ad esso associati supera il totale dei costi.
Analisi SWOT:
Strumento di valutazione che permette di verificare se l'intervento è adeguato al suo contesto. Lo strumento struttura un dibattito sugli orientamenti strategici attraverso l'analisi dei fattori interni sui quali si cercherà di basarsi (forze) o che si tenterà di compensare (debolezze), così come dei fattori esterni favorevoli (opportunità) o sfavorevoli (rischi).
Approccio bottom-up:
Modalità di elaborazione e realizzazione progettuale a partire "dal basso", secondo una logica di coinvolgimento degli attori pubblici e privati che concorrono allo sviluppo locale e presiedono alle politiche di sviluppo di un determinato territorio. Tale metodo prevede che l'iniziativa parta dal livello locale coinvolgendo nella progettazione, nella realizzazione e nella valutazione dei progetti gli attori dello sviluppo locale (enti ed istituzioni locali, parti economiche e sociali, associazioni di volontariato e agenzie di sviluppo locale e privati, ecc...).
Approccio locale integrato:
Azione coordinata nella programmazione e gestione di progetti da parte di tutti gli attori dello sviluppo locale (economici, sociali, politici, pubblici e privati, ecc...).
Aree sottoutilizzate:
Secondo l'art. 27, comma 16 della legge 488/1999 si definiscono aree depresse o sottoutilizzate:
  • Le sei regioni obiettivo 1
  • Le aree del Centro-Nord destinatarie dei Fondi Comunitari dette obiettivo 2
  • Le aree del Centro-Nord incluse nella precedente programmazione e beneficiarie del regime di sostegno transitorio (phasing out)
  • Le zone beneficiarie di Aiuti di Stato ai sensi dell'art. 87.3.c. del Trattato istitutivo delle Comunità europee.
Banca Europea per gli Investimenti (BEI):
Contribuisce principalmente allo sviluppo equilibrato del mercato interno dell'Unione. A tal fine, agevola il finanziamento di programmi di investimento in modo coordinato con i Fondi Strutturali. Trattandosi di un ente senza scopo di lucro, la BEI interviene erogando prestiti a tassi agevolati destinati, ad esempio, a migliorare le infrastrutture nei settori dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni, nonché a sostenere gli investimenti delle PMI, tutelare l'ambiente o promuovere lo sviluppo delle risorse umane e della ricerca.
Beneficiari finali:
Gli enti che presentano la domanda di contributo o quelli individuati dalla convenzione, in caso di associazioni di Comuni o Enti.
Coesione economica e sociale:
Esprime la solidarietà fra gli Stati membri e le regioni dell'Unione europea, favorisce lo sviluppo equilibrato e sostenibile, la riduzione del divario strutturale tra regioni e paesi e la pari opportunità fra le persone. Concretamente, questi obiettivi si concretizzano grazie all'aiuto di una serie di strumenti finanziari rilevanti, i cosiddetti Fondi Strutturali.
Cofinanziamento:
Procedura di finanziamento in cui il contributo di un'istituzione ad un progetto di investimento si affianca a finanziamenti effettuati obbligatoriamente dai partecipanti o da altre istituzioni o enti finanziari.
Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE):
Creato con la legge istitutiva del Ministero del Bilancio e della Programmazione (L. 27/02/1967 n. 48), è l'organo collegiale di direzione in campo economico e finanziario. Ha il compito di dare suggerimenti e pareri in tema di politica economica e di curare l'esecuzione delle decisioni governative. In tal senso, il CIPE svolge funzioni di coordinamento in materia di programmazione negoziata nei confronti degli Enti locali territoriali.
Compatibilità e coerenza:
Principi guida di un'azione di sviluppo locale tesa a favorire la conservazione dell'ambiente, la competitività e lo sviluppo del territorio. In una strategia di sviluppo locale la compatibilità e la coerenza sono da intendersi come requisiti per individuare le misure di sviluppo e gli interventi più idonei per quel territorio e per valutare la corrispondenza tra gli obiettivi da conseguire e i progetti posti in essere. Inoltre tali principi possono aiutare ad individuare e privilegiare gli interventi più correlati con quelli frutto di precedenti programmazioni e quindi tesi a dare continuità alle linee di sviluppo. Contribuiscono altresì ad indirizzare le proposte private e gli interventi pubblici verso gli obiettivi di sviluppo individuati a priori, e rappresentate alle forze produttive e sociali nell'attività di animazione economica svolta per costruire il documento di programmazione.
Comunità locale:
Insieme di persone, gruppi, soggetti istituzionali, presenti in un determinato territorio, che interagiscono su questioni di identità e senso di appartenenza territoriale oltre che sui bisogni, sui problemi, sulle opportunità da garantire, sulle scelte da adottare nelle politiche di gestione e progettazione dei luoghi a cui appartengono.
Concertazione:
Metodo con il quale si realizza un processo decisionale che mira a coinvolgere gli enti pubblici e tutti gli altri soggetti a vario titolo interessati alla realizzazione dell'idea forza di un programma di sviluppo locale.
Contributo in conto capitale:
E' un contributo a fondo perduto erogato dallo Stato o da altro ente agevolante a fronte di specifici programmi di investimento, siano essi beni materiali e/o immateriali o acquisizione di servizi.
Documento unico di programmazione:
Il DOCUP è lo strumento approvato dalla Commissione europea attraverso il quale viene programmato l'intervento dei Fondi Strutturali nelle Regioni classificate in obiettivo 2. Tale documento contiene le caratteristiche dell'intervento, la sua articolazione, le modalità di gestione delle risorse, le amministrazioni responsabili.
Fondo Investimenti Piemonte (FIP):
Istituito con Legge Regionale n. 43 del 18-10-1994 "Norme in materia di programmazione degli investimenti regionali". E' uno strumento finanziario direttamente finalizzato all'attuazione degli investimenti previsti dal Programma regionale di sviluppo e si esplica nei confronti di progetti degli Enti locali o di altri soggetti pubblici e privati, ricadenti nei campi d' intervento allo scopo individuati dal Programma regionale di sviluppo o dai suoi aggiornamenti anche parziali.
L' intervento finanziario del FIP consiste nell' erogazione di contributi in conto capitale, da rimborsare in un massimo di dieci anni con eventuali interessi, in ogni caso non maggiori del tasso d'inflazione.
Fondi Strutturali:
Strumenti finanziari che contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi delle politiche di sviluppo e riequilibrio strutturale all'interno del territorio dell'Unione con l'obiettivo di ridurre i divari economici e sociali. I Fondi Strutturali sono:
  • Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Partecipa al finanziamento di interventi con lo scopo di promuovere la coesione economica e sociale attraverso la correzione dei principali squilibri regionali e la partecipazione allo sviluppo e alla riconversione delle regioni. Esso finanzia le infrastrutture , gli investimenti produttivi e quelli che creano occupazione, i progetti di sviluppo locale e gli aiuti alle PMI nelle regioni svantaggiate;
  • Fondo Sociale Europeo (FSE). Fornisce il proprio sostegno a misure volte a prevenire e a combattere la disoccupazione nonché a sviluppare le risorse umane e l'integrazione sociale nel mercato del lavoro al fine di promuovere un livello elevato di occupazione, la parità tra uomini e donne, l'inserimento sociale e professionale dei disoccupati e delle categorie più svantaggiate;
  • Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e Garanzia (FEAOG). Sostiene le misure di sviluppo in ambito rurale e di aiuto agli agricoltori delle regioni arretrate;
  • Strumento Finanziario di Orientamento della Pesca (SFOP). Finanzia l'adeguamento e l'ammodernamento degli impianti nel settore della pesca.
Governance:
Processo con il quale vengono collettivamente risolti i problemi rispondendo ai bisogni di una comunità sociale. Si ha una buona governance quando nella comunità sociale le azioni del governo (come strumento istituzionale) si integrano con quelle dei cittadini e le sostengono. La governance si attua con processi di democrazia attiva che catalizzano e facilitano un processo continuo di cambiamento. La governance si basa sull'integrazione di due ruoli distinti: quello di indirizzo programmatico (governo) e quello di gestione e fornitura di servizi (strutture operative ed amministrative). Un governo è strumento di buona governance quando applica principi, mutuati dalla nuova cultura imprenditoriale, per il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei cittadini: centralità del cliente-cittadino, capacità di creare visioni condivise sulle prospettive di sviluppo (anticipazione e gestione proattiva dei cambiamenti), comportamenti amministrativi (missioni) coerenti con tali visioni, definizione di risultati attesi e gestione snella per realizzarli, apprendimento continuo, apertura al mercato, partecipazione e non gerarchia, conferimento di responsabilità e potere alle varie componenti del sistema sociale, perseguendo federalismo, flessibilità ed apertura organizzativa (networking e partnership).
Idea forza:
E' lo spunto strategico fortemente focalizzato in grado di suscitare una rottura in senso virtuoso rispetto alle tendenze di sviluppo del territorio proponente. L'idea forza identificata deve essere coerente con gli indirizzi di programmazione dell'Ente e condivisa dagli attori coinvolti.
Iniziative comunitarie:
Programmi istituiti allo scopo di integrare gli interventi dei Fondi Strutturali in determinati settori strategici. Tali iniziative vengono predisposte dalla Commissione europea e successivamente attuate e coordinate sotto il controllo delle autorità nazionali. Le quattro iniziative comunitarie sono:
  • Urban II per la promozione di strategie innovative per la riqualificazione delle zone e dei quartieri urbani in situazione di degrado (finanziamenti del FESR);
  • Interreg III per il sostegno alla cooperazione transfrontaliera, interregionale e transnazionale, ad esempio attraverso la creazione di partenariati transnazionali, per incentivare uno sviluppo equilibrato di gruppi e regioni (finanziamenti del FESR);
  • Leader + per la promozione di strategie pilota integrate per lo sviluppo sostenibile in ambito rurale, elaborate ed attuate attraverso forme di partenariato locale (finanziamenti del FEAOG);
  • EQUAL per combattere i fattori all'origine delle disuguaglianze e delle discriminazioni sul mercato del lavoro (finanziamenti del FSE).
Intesa Istituzionale di Programma:
Costituisce lo strumento con il quale sono stabiliti congiuntamente tra il Governo e la Giunta di ciascuna Regione gli obiettivi da conseguire ed i settori nei quali è indispensabile l'azione congiunta degli organismi predetti. Rappresenta l'ordinaria modalità del rapporto tra Governo nazionale e ciascuna Regione per favorire lo sviluppo, in coerenza con la prospettiva di una progressiva trasformazione dello Stato in senso federalista. La sottoscrizione dell'Intesa permette alle parti di collaborare per l'attuazione di un piano pluriennale di interventi di interesse comune e funzionalmente collegati, da realizzarsi nel territorio di una singola Regione e nel quadro della programmazione statale e regionale.
Mainstreaming di genere:
Principio ed impostazione di base per la promozione delle pari opportunità tramite l'attuazione di misure specifiche a favore delle donne. Ciò consiste nell'analizzare in modo sistematico le politiche e gli interventi valutando l'impatto che la loro definizione o attuazione può esercitare sulle pari opportunità fra uomini e donne.
Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici:
Organismo di cui si sono dotati tutti i Ministeri e le Regioni. Nasce come strumento teso a diffondere le metodologie europee di programmazione e gestione dei programmi di sviluppo. Opera nell'ambito di una rete di collaborazione metodologica che ha il suo riferimento nel Nucleo di valutazione del Ministero dell'Economia.
Obiettivi prioritari dei Fondi Strutturali:
Obiettivi cui è destinata la maggior parte delle risorse dei Fondi Strutturali nell'attuale periodo di programmazione 2000-2006.
  • Obiettivo n. 1 (territoriale): aiuti al recupero delle regioni in ritardo di sviluppo, attraverso il finanziamento delle infrastrutture di base, laddove carenti, ed il sostegno agli investimenti nelle imprese per la ripresa dell'attività economica;
  • Obiettivo n. 2 (territoriale): aiuti alla riconversione economica e sociale delle zone che presentano difficoltà strutturali (aree urbane, industriali, rurali o dipendenti dal settore della pesca);
  • Obiettivo n. 3 (tematico): misure volte all'ammodernamento dei sistemi di formazione e alla promozione dell'occupazione. Questo obiettivo riguarda l'intero territorio dell'Unione, ad eccezione delle regioni dell'obiettivo n. 1 dove queste misure sono già contemplate dai programmi di sviluppo.
Opera di pubblica utilità:
Tale opera, pur soddisfacendo interessi collettivi e possedendo un carattere immobiliare, non è realizzata da un ente pubblico, ma da un soggetto privato.
Opera pubblica:
La dottrina prevalente definisce pubblica l'opera, di carattere immobiliare, eseguita da un ente pubblico e destinata al conseguimento di un pubblico interesse.
Partecipazione:
Con questo termine ci si riferisce a una grande varietà di esperienze caratterizzate dal coinvolgimento diretto, nei processi decisionali, progettuali o attuativi, degli abitanti di una città o di un territorio. Le modalità di coinvolgimento degli abitanti, o dei destinatari delle politiche, possono essere di diversa natura e profondità: dalle forme semplici di comunicazione e consultazione, all'ascolto critico e al dialogo strutturato, fino alle forme più incisive di interazione tra istituzioni e abitanti nelle quali questi ultimi sono chiamati a definire gli orientamenti e gli scenari, le scelte progettuali, i modi di realizzazione. A differenza delle forme più rigide di concertazione e negoziazione, la partecipazione è un processo di interazione aperta e imprevedibile, caratterizzato da un tasso più elevato di mobilitazione delle energie e della creatività sociali.
Partenariato Pubblico Privato:
Indica tutte quelle forme di compartecipazione e/o collaborazione e/o cooperazione tra le autorità pubbliche e il mondo delle imprese che mirano a garantire il finanziamento, la costruzione, il rinnovamento, la gestione o la manutenzione di un'infrastruttura o la fornitura di un servizio. Il partenariato comporta obblighi di natura finanziaria, tecnica e gestionale. Possono essere di due tipi: il PPP "puramente contrattuale", i cui modelli più conosciuti sono l'appalto e la concessione, e il PPP "istituzionalizzato", ovvero quello della società mista. I progetti PPP sono caratterizzati da un'intrinseca capacità di generare reddito con ricavi da utenza: i ricavi futuri di tali progetti consentono al privato un recupero dei costi di investimento nell'arco della durata della concessione.
Patti territoriali:
Sono accordi stipulati tra differenti soggetti locali - imprese, enti locali, associazioni industriali e del lavoro, ecc. - volto ad individuare obiettivi di sviluppo condivisi, ed una batteria di interventi produttivi ed infrastrutturali tra loro integrati, necessari per conseguirli. Lo strumento è stato regolamentato dalla L. 662/96, art. 2, comma 203, lett. d) che definisce il Patto un "accordo promosso dagli Enti locali, dalle parti sociali o da altri soggetti pubblici o privati ... relativo all'attuazione di un programma di interventi caratterizzati da specifici obiettivi di promozione dello sviluppo locale".
Phasing out:
Supporto finanziario transitorio previsto dall'attuale programmazione dei Fondi Strutturali 2000-2006 per quelle aree precedentemente comprese in un obiettivo prioritario comunitario ma attualmente non più ammissibili all'aiuto dei fondi previsti per quell'obiettivo. La finalità del sostegno transitorio è di consentire un'uscita graduale alle zone non più ammissibili, senza compromettere i risultati garantiti dagli aiuti strutturali nelle regioni ex obiettivo 1 e per sostenere la fine del processo di riconversione nelle zone non più ammissibili (obiettivo 2 e 5b), come previsti dalla precedente programmazione 1994-1999.
Progetti integrati:
Strumento operativo di programmazione locale, fondato sulla formulazione di un complesso di azioni intersettoriali strettamente coerenti e collegate tra loro, che convergono verso un comune obiettivo di sviluppo in contesti territoriali definiti. Possono essere finalizzati a valorizzare e potenziare i fattori strategici e potenziali del territorio sul quale insistono, relativamente all'ambiente, cultura, sviluppo produttivo e risorse umane. Possono prevedere tra l'altro la riqualificazione urbana e il miglioramento della qualità della vita con investimenti infrastrutturali.
Programmazione:
Principio di intercento dei Fondi Strutturali volto all'elaborazione di programmi pluriennali di sviluppo. La programmazione segue un iter decisionale concertato che si svolge in varie tappe fino al momento in cui l'attuazione dei programmi viene affidata ai promotori del progetto, siano essi pubblici o privati. L'attuale periodo di programmazione è 2000-2006.
Project financing:
L'istituto del project financing è uno strumento che offre l'opportunità di procedere alla realizzazione di opere pubbliche senza oneri per la pubblica amministrazione. Esso diviene un sistema indiretto di realizzazione dei lavori pubblici, che ha origine dall'esperienza anglosassone, avente come caratteristica peculiare la ricerca all'esterno sia delle risorse progettuali che di quelle finanziarie. In generale per project financing si intende un'operazione di finanziamento di una specifica iniziativa economica intrapresa da vari soggetti promotori privati (per lo più attraverso la costituzione di una specifica Società di Progetto), nella quale un finanziatore, fin dall'inizio, valuta le potenzialità a generare ricavi e quindi la possibilità di avere la restituzione del debito contratto per finanziare l'opera attraverso i flussi di cassa previsti dalla gestione dell'opera stessa. In Italia la possibilità di usare nel nostro ordinamento l'istituto del project financing (o finanza di progetto) per la costruzione e gestione di infrastrutture pubbliche è stata introdotta dall'art.11 della legge n.415 del 1998 (c.d. Merloni-ter).
Promotori:
Sono gli attori del sistema locale, portatori di interessi generali, coinvolti nel Programma. Sono organizzati e dotati di proprie politiche e strategie di lungo periodo e quindi capaci di avere una visione progettuale di sviluppo dell'area territoriale interessata.
Progetti pilota urbani (PPU):
Si tratta di progetti di innovazione urbana e sperimentazione in materia ambientale, sociale ed economica su scala ridotta rispetto ad URBAN, ma di notevole utilità in particolare per quanto riguarda la rivitalizzazione delle aree cittadine, impostata in modo da privilegiare l'integrazione e la partecipazione dal basso.
Programmi di riqualificazione urbana (PRIU):
Programmi proposti dai Comuni al Ministero dei LL.PP. e cofinanziati da soggetti privati. Consistono in un insieme sistematico e coordinato di interventi pubblici e privati, realizzati in regime di convenzione. Il Comune definisce gli ambiti di intervento e con procedure autonome seleziona le proposte da trasmettere al Ministero. Qualora le proposte siano in variante agli strumenti urbanistici, i Comuni promuovono l'accordo di programma, che deve essere approvato dal Presidente della Giunta regionale. I programmi finanziati in Piemonte riguardano per lo più il recupero di aree dismesse e di fabbricati. I programmi di riqualificazione urbana si distinguono da quelli di recupero urbano, perché possono riguardare qualunque parte di città, ritenuta strategica dal Comune, mentre i secondi riguardano solo i quartieri di edilizia residenziale pubblica. I finanziamenti sono stati destinati principalmente alla realizzazione di opere di urbanizzazione primaria.
Programmi di recupero urbano (PRU):
Insieme sistematico di opere finalizzate al miglioramento dei servizi e degli impianti a rete dei quartieri degradati di proprietà pubblica. Sono proposti dai Comuni alle Regioni, che, con i fondi Gescal, possono finanziare le opere al servizio prevalente del patrimonio residenziale pubblico e la manutenzione delle case popolari. Per finanziare le opere pubbliche i Comuni devono garantire la partecipazione finanziaria di soggetti privati. Per incentivare l'intervento dei privati i Comuni possono approvare varianti urbanistiche con procedure più veloci di quelle ordinarie, purché garantiscano che il maggior valore attribuito all'area dalla variante sia compensato dalla costruzione da parte del soggetto privato di un'opera pubblica di valore superiore. I Comuni possono selezionare i programmi con un concorso oppure approvare dei programmi preliminari.
Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio (PRUSST)
: Programmi che mirano all'ampliamento e alla riqualificazione delle infrastrutture, del tessuto economico-produttivo-occupazionale, dell'ambiente, dei tessuti urbani e sociali degli ambiti territoriali interessati. A differenza del PRU comprendono un ambito territoriale più vasto, non limitato alle aree dei singoli comuni; e prevedono, oltre al recupero urbanistico edilizio, anche infrastrutture di rete. La partecipazione dei privati è ammessa non solo per opere di iniziativa privata, ma anche per opere pubbliche e di pubblico interesse.
Quadro d'azione per uno sviluppo urbano sostenibile:
Quadro adottato dalla Commissione nel 1999 che si prefigge quattro obiettivi: incrementare la prosperità economica e l'occupazione nelle città; promuovere le pari opportunità, l'integrazione sociale, e il recupero dei quartieri in difficoltà; migliorare l'ambiente urbano; contribuire ad una buona amministrazione urbana ed accrescere la partecipazione degli operatori locali e dei cittadini. Per ciascuno obiettivo, il quadro d'azione descrive misure tipo di carattere innovativo, basate soprattutto su partenariati che riuniscono i settori pubblico, privato e associativo. Non si tratta di applicare soluzioni preconcette ma di partire da situazioni locali che tengano conto del contesto istituzionale di ciascuno Stato membro.
Schema europeo di sviluppo dello spazio europeo (SSSE):
Documento informale adottato dagli Stati membri nel 1999, che propone analisi e linee guida allo scopo di rafforzare il coordinamento fra le politiche nazionali in materia di assetto regionale. Esso mira a favorire uno sviluppo equilibrato e policentrico dello spazio europeo, una pianificazione urbana adeguata, un nuovo rapporto fra città e campagne, un equo accesso alle infrastrutture, alla comunicazione (in particolare attraverso le nuove tecnologie) e alla conoscenza, nonché una gestione attenta dell'ambiente, delle risorse naturali del patrimonio, al fine di garantire uno sviluppo economico, sociale ed ambientale sostenibile.
Strategia europea per l'occupazione (SEO):
Strategia varata nel 1997 in occasione del vertice sull'occupazione di Lussemburgo in base alle nuove disposizioni del Trattato che istituisce le Comunità europee. Dalla sua adozione, gli Stati membri coordinano ogni anno le rispettive strategie per l'occupazione nel quadro dei piani d'azione nazionali elaborati in base alle relazioni e alle raccomandazioni della Commissione. La SEO costituisce anche un importante quadro di riferimento per la programmazione degli interventi previsti a titolo del FSE.
Studi di fattibilità
Attività di studio attraverso la quale vengono analizzate le diverse opzioni tecniche previste per svolgere una determinata attività, come queste sono realizzabili e quali sono i vincoli presenti. Uno studio di fattibilità dovrebbe, in genere, coprire gli aspetti tecnici, finanziari, sociali e istituzionali di un progetto. La legge 144/99 prevede lo studio di fattibilità per le opere pubbliche il cui costo complessivo sia superiore a 10,3 milioni di Euro, come strumento preliminare ordinario ai fini dell'assunzione delle decisioni di investimento da parte della Pubblica Amministrazione. Gli studi di fattibilità approvati dalla P.A. costituiscono inoltre certificazione di utilità degli investimenti ai fini dell'accesso preferenziale ai fondi disponibili per la progettazione preliminare.
Sviluppo locale:
E' una dimensione dello sviluppo territoriale che implica la promozione di spazi partecipativi nei quali gli attori locali promuovono processi articolati a favore dello sviluppo integrato e sostenibile del proprio territorio: uno sviluppo che tenda a valorizzare le risorse e le forze endogene (identità, cultura, economia, organizzazione sociale, potenzialità del patrimonio naturale e sua conservazione, ecc...).Questo processo implica altresì uno sforzo permanente di negoziazione e di concertazione tra il livello locale e il livello regionale e statale.
Sviluppo sostenibile:
E' così definito lo sviluppo volto ad assicurare uguali potenzialità di crescita del benessere dei cittadini e a salvaguardare i diritti delle generazioni presenti e future a fruire delle risorse del territorio le quali comprendono sia le risorse naturali e i loro equilibri ambientali sia gli insediamenti, le infrastrutture, il paesaggio e la cultura dei luoghi. Tali concetti, come è noto, sono stati sviluppati nella Conferenza di Rio del 1992, nella quale è stato sottoscritto un vasto programma di azione, denominato Agenda 21 per lo sviluppo sostenibile (ovvero le cose da fare nel ventunesimo secolo), da perseguire alla scala internazionale, nazionale e locale. Contemporaneamente l'Unione Europea ha avviato il suo "Quinto Programma di azione per uno sviluppo durevole e sostenibile", nel quale si stabilisce "la piena e fattiva integrazione della sostenibilità e della salvaguardia ambientale in tutte le attività produttive e in tutti gli strumenti di programmazione". Nel suo Programma l'UE enfatizza la compresenza di tre dimensioni parimenti importanti nel concetto di sostenibilità: la dimensione ambientale, la dimensione socio-culturale, e la dimensione economica. Non esiste sostenibilità ambientale se non culturalmente accettata, socialmente condivisa, economicamente perseguibile.


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