Regione Piemonte - Prevenzione geologico

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Glossario

Allertamento (o Sistemi di allerta)
Insieme di procedure che fornisce in modo tempestivo(tempo reale) ed efficace informazioni che permettono preventivamente alle istituzioni ed alla popolazione coinvolta in un evento naturale di reagire alla situazione di rischio. L’allertamento è composto da quattro elementi principali:

  • monitoraggio della situazione;
  • previsione degli eventi imminenti (elaborazione dati ed applicazione di modelli previsionali);
  • diffusione dei codici di allerta alle istituzioni e dalla popolazione;
  • azioni di risposta (protezione e/o evacuazione).

Analisi di pericolosità
Identificazione e valutazione degli elementi caratteristici che definiscono la pericolosità, ovvero: tipologia del processo, intensità, area coinvolta e probabilità di accadimento. Tali elementi possono essere descritti in termini qualitativi, quantitativi o semi-quantitativi.

Analisi di rischio
Identificazione ed elaborazione di tutte le informazioni inerenti il rischio sulla base dei risultati dell’analisi di pericolosità. L’analisi di rischio comprende le seguenti fasi:

  • analisi di pericolosità;
  • identificazione e valutazione degli elementi a rischio (persone, beni, ecc.);
  • valutazione della vulnerabilità;
  • valutazione del danno atteso;
  • definizione del rischio.

Area coinvolta (o Area colpita)
Area interessata dall’evoluzione di un fenomeno. Essa comprende sia le aree di innesco sia le aree di propagazione di un fenomeno.

Calamità (o Evento calamitoso)
Distruzione su vasta scala che causa elevate perdite umane, materiali, economiche ed ambientali. I danni superano la capacità della comunità coinvolta di far fronte alle difficoltà con le proprie risorse.

Catastrofe naturale
Evento naturale disastroso che determina il passaggio da una condizione di benessere a una di rovina e di miseria. Termine utilizzato spesso come sinonimo di calamità o disastro naturale.

Danno atteso (o Danno potenziale)
Entità delle perdite potenziali nel caso di un evento con una certa intensità. Convenzionalmente, il danno atteso (D) viene espresso come il prodotto del valore dell’elemento a rischio (E ) per la vulnerabilità (V ).

D = E x V

L’unità di misura con cui si indica il danno dipende dall’unità di misura utilizzata per indicare il valore.

Disastro (o Evento disastroso)
Vedi Calamità e Catastrofe naturale.

Emergenza
Situazione critica legata ad un evento naturale (imminente, in corso o appena avvenuto) che impone interventi urgenti e straordinari finalizzati alla riduzione del danno.

Elementi a rischio (o Elementi esposti al rischio)
Entità (quali persone, proprietà, attività economiche, servizi ed infrastrutture, beni ambientali, ecc.) ricadenti all’interno dell’area coinvolta.

Evento calamitoso
Vedi Calamità.

Evento disastroso
Vedi Calamità e Catastrofe naturale.

Evento naturale
Processo o fenomeno di origine:

  • geologica (terremoti, maremoti, attività vulcanica, movimenti gravitativi di versante, subsidenza, ecc.);
  • idro-meteorologica (processi fluviali e torrentizi, valanghe di neve, cicloni, precipitazioni, siccità, ecc.);
  • biologica (epidemie, diffusioni floro-faunistiche, ecc.).

In genere si attribuisce agli eventi naturali un significato negativo,intendendo quei fenomeni che possono produrre danni per il sistema antropico (vedi anche Pericolo). È importante precisare, però, che tali eventi sono i normali processi di evoluzione nella biosfera che intervengono per lo più in modo indipendente dalla presenza umana e non sempre con effetti negativi sull’uomo (si pensi, ad esempio, alle inondazioni fluviali in grado di fertilizzare il terreno).

Gestione dell’emergenza
Organizzazione delle competenze/responsabilità e delle risorse in relazione a tutti gli aspetti riguardanti l’emergenza (evento in corso o appena esaurito). La gestione dell’emergenza integra, in un limitato intervallo temporale, strutture e procedure speciali, riunendo e coordinando attività ordinarie di enti pubblici e privati (istituzionali e/o volontari).

Gestione del rischio
Processo sistematico riguardante l’analisi ed il controllo del rischio volto all’attuazione di scelte politiche e strategiche per la riduzione del rischio stesso. La gestione del rischio consiste in decisioni amministrative, organizzative ed operative basate sulle valutazioni derivanti dall’analisi di rischio e sulle competenze e responsabilità delle forze coinvolte (enti pubblici, privati e volontari).

Intensità
Severità geometrica e meccanica di un fenomeno. Può essere espressa in una scala relativa oppure in termini di una o più grandezze caratteristiche del fenomeno (volume, velocità, energia, ecc.).

Magnitudo
Misura dell’intensità di alcuni fenomeni naturali. In particolare, nell’ambito dei rischi naturali, si utilizza il termine magnitudo per esprimere l’energia di un terremoto ed il volume delle colate detritiche.

Misure non strutturali
Strumenti di pianificazione in grado di ridurre il livello di rischio. Queste misure non cercano di contrastare fisicamente il processo naturale, quanto piuttosto di monitorarne l’evoluzione affinché sia possibile gestire più razionalmente la risposta delle persone coinvolte da un evento (ad esempio piani di protezione civile). Tradizionalmente, gli interventi di tipo non strutturale venivano presi in considerazione qualora la realizzazione di misure strutturali risultasse inefficace, impossibile o troppo onerosa. Oggi, la tendenza di chi gestisce il rischio è quella di considerare contemporaneamente la possibilità di realizzare interventi strutturali e non strutturali, in combinazione tra loro.

Misure strutturali
Opere in grado di svolgere un’azione attiva o passiva nei confronti del processo naturale che devono contrastare. Attiva, quando le opere evitano l’innesco del fenomeno; passiva quando le opere ne evitano la propagazione. La scelta tra un tipo di intervento attivo o passivo o sulla combinazione dei due, dipende molto dalle caratteristiche del processo, dalle possibilità operative per realizzare le opere e dal rapporto costi/benefici. Per dimensionare un’opera, ovvero per definirne le caratteristiche geometriche e strutturali, è necessario conoscere l’intensità del processo che solleciterà il manufatto: tanto maggiore è l’intensità del processo tanto più resistente deve essere l’opera che la deve contrastare e, generalmente, opere con maggiori prestazioni sono anche più costose.

Mitigazione
È una delle importanti fasi della gestione del rischio che viene condotta continuamente e progressivamente sia in tempi di non emergenza, sia di emergenza, e consiste nella limitazione del danno atteso attraverso l’utilizzo di misure strutturali e non strutturali. Le scelte d’azione possono essere dirette in tre direzioni: verso una diminuzione della pericolosità, verso una riduzione del rischio o verso una riduzione di entrambi. Diminuire la pericolosità significa diminuire la probabilità di accadimento o l’intensità di un evento. Diminuire il rischio significa, invece, ridurre la vulnerabilità o il numero degli elementi esposti, siano essi persone o beni (edifici, infrastrutture, ecc.).

Percezione del rischio
Valutazione soggettiva del rischio da parte di un individuo o di una comunità.

Pericolo (naturale)
Processo naturale potenziale o in evoluzione che può produrre effetti negativi per l’uomo o per l’ambiente. Il pericolo è rappresentato dall’intensità del processo e dall’area coinvolta.

Pericolosità
Probabilità temporale che un evento di data intensità interessi una certa area in un determinato intervallo di tempo. La pericolosità include condizioni latenti rappresentanti una futura minaccia per l’uomo e l’ambiente e generalmente viene espressa in termini di probabilità annua.

Piani di protezione civile
Misure non strutturali finalizzate alla riduzione del rischio sociale, attraverso l’individuazione delle aree a rischio ed alla programmazione ed organizzazione di interventi di emergenza. Essi prendono in considerazione numerosi scenari di rischio e per ciascuno scenario individuano aree coinvolte ed aree sicure, numero di persone da allertare ed eventualmente da evacuare, logistica ed organizzazione dei soccorsi in fase di emergenza. Il grande vantaggio di questi piani è di essere relativamente poco costosi e di poter essere approntati e collaudati prima di un evento. Il piano di protezione civile deve essere abbinato ad un sistema di monitoraggio ed allertamento.

Pianificazione territoriale
Programmazione delle diverse destinazioni d’uso del suolo (produttivo, residenziale, agricolo, ecc.). Una corretta pianificazione, che avviene a diverse scale territoriali ed amministrative, bilancia la distribuzione degli insediamenti umani nell’ambiente naturale tenendo conto dell’armonico sviluppo delle attività antropiche (economiche, sociali, produttive, culturali, ecc.) e delle necessità ambientali. Una programmazione razionale del territorio fornisce un sostanziale aiuto alla riduzione del rischio in quanto regolamenta l’espansione antropica nelle aree potenzialmente coinvolte da eventi naturali (ad esempio impedendo la creazione di nuovi insediamenti in aree inondabili o definendo le caratteristiche costruttive degli edifici in aree sismiche).

Prevenzione
Insieme di attività volte a ridurre o ad annullare il livello di rischio.
Fanno parte delle azioni di prevenzione:

  • sviluppo delle conoscenze (studi e ricerche);
  • diffusione delle informazioni (sensibilizzazione verso una “cultura della prevenzione”);
  • pianificazione degli interventi di contrasto (misure di mitigazione);
  • realizzazione e gestione del sistema di allertamento (monitoraggio, previsione, protezione civile).

Previsione
Indicazione precisa o stimata statisticamente sull’accadimento di un evento futuro. Questo termine, che assume una vasta gamma di significati a seconda delle discipline in cui viene utilizzato, racchiude numerose implicazioni di carattere terminologico. Infatti, la previsione riguarda diversi aspetti:

  • previsione del tipo di evento;
  • previsione in termini temporali;
  • previsione spaziale;
  • previsione delle conseguenze.

Preparazione
Attività e misure approntate in anticipo per fornire una risposta efficace all'impatto di eventi naturali, comprendenti l'emissione tempestiva dei codici di allerta e della eventuale evacuazione provvisoria della popolazione dalle aree a rischio.

Riduzione del rischio
Sistematico sviluppo ed applicazione di politiche, strategie e procedure rivolte alla riduzione della vulnerabilità, impedendo (prevenzione) o limitando (mitigazione e preparazione) l’impatto negativo degli eventi naturali.
La riduzione del rischio comprende:

  • conoscenza e valutazione del rischio (analisi di pericolosità e rischio);
  • diffusione delle informazioni (formazione e divulgazione tecnico-scientifica);
  • azione politica istituzionale (legislazione, organizzazione, finanziamento);
  • applicazione di misure attive (pianificazione, realizzazione opere strutturali, evacuazione, ecc.);
  • realizzazione di sistemi di allertamento (previsione, codici di allerta, risposta coordinata).

Ricostruzione
Azioni svolte in seguito ad un evento per riportare le aree coinvolte nelle condizioni di vita pre-evento, con particolare riguardo alla riduzione del rischio. Vengono in genere distinte due fasi principali: una prima fase di ripristino, anche provvisorio, delle infrastrutture più importanti (telecomunicazioni, energia, viabilità strategica, ecc.) in corso d’evento o nell’immediato post-evento; una seconda fase di ricostruzione che deve essere pianificata e che riguarda tutte le strutture ed infrastrutture con durata indeterminata nel tempo.

Rischio
Probabilità che si verifichino conseguenze negative (per la vita umana, per i beni e le risorse, per le attività economiche o per l’ambiente) derivanti dall’interazione tra l’evoluzione di eventi naturali e le aree antropizzate. Convenzionalmente il rischio (R) è espresso come moltiplicazione della pericolosità (H ) per il danno atteso (D ):

R = H x D

Il rischio viene generalmente espresso, analogamente alla pericolosità, in termini temporali di probabilità annua.

Rischio accettabile
Corrisponde al livello di perdite che una comunità considera accettabile in relazione a pre-esistenti condizioni sociali, economiche, politiche, culturali e tecniche. In altri termini è il livello di rischio oltre il/al di sotto del quale una società non intende investire risorse per una sua riduzione (ad esempio perché gli investimenti superano i benefici).

Rischio residuo
Aliquota di rischio che persiste malgrado o in seguito ad una riduzione del rischio.

Risposta
Interventi ed assistenza forniti alle popolazioni colpite durante o immediatamente dopo un evento. Tali azioni sono volte in modo specifico alla sicurezza delle vite umane ed alla fornitura delle prime necessità di sussistenza e hanno generalmente breve durata.

Scenario
Descrizione quantitativa, qualitativa o semi-quantitativa di una situazione di pericolosità o di rischio. Lo scenario di rischio comprende la descrizione del danno in relazione ad uno scenario di pericolosità, il quale a sua volta comprende la descrizione del pericolo e la relativa probabilità di accadimento.

Sistemi di allerta
Vedi Allertamento.

Valore degli elementi a rischio
Quantificazione degli elementi a rischio, attraverso l’attribuzione di una valutazione quantitativa (valore economico, numero di entità), semi-quantitativa o qualitativa (valore alto, medio, basso). L’attribuzione di un valore agli elementi a rischio è un aspetto controverso dell’analisi di rischio in quanto risulta difficile esprimerlo univocamente. Infatti, se ad esempio è possibile attribuire un valore monetario alle attività economiche o alle proprietà, ciò risulta difficile nel caso delle persone o dei beni ambientali. Inoltre, la valutazione degli elementi a rischio è fortemente legata al contesto politico, sociale, culturale e religioso in cui viene condotta l’analisi di rischio. Nell’ambito del Progetto europeo IMIRILAND (Bonnard et al., 2004) è stata proposta una metodologia in cui vengono individuate quattro categorie di valore (fisico, economico, sociale ed ambientale) e per ciascuna di esse viene condotta una distinta analisi di rischio.

Vulnerabilità
Grado di perdita di un certo elemento a rischio, o gruppo di elementi, a causa dell’impatto con un fenomeno naturale di una data intensità. È espressa in termini qualitativi o quantitativi in una scala da 0 (nessuna perdita) a 1 (perdita totale) ed è funzione dell’intensità del processo agente e della tipologia dell’elemento a rischio.