Regione Piemonte - Prevenzione geologico

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Abitati da consolidare

Negli abitati dichiarati da consolidare, ai sensi della legge n. 445 del 9 luglio 1908 (pdf 131 KB) e s.m.i., nessuna opera e nessun lavoro, salvo quelli di manutenzione ordinaria e di rifinitura, possono essere eseguiti senza la preventiva autorizzazione della Regione. Pertanto tutte le opere edilizie che rientrano nelle categorie citate debbono essere sottoposte ad apposita procedura autorizzativa.
Dal mese di aprile del 2013 (Lr 3 del 25 marzo 2013  - Modifiche alla legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 -Tutela ed uso del suolo- e ad altre disposizioni regionali in materia di urbanistica ed edilizia.) l’autorizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria e restauro e risanamento conservativo è stata conferita ai comuni (comma 6 dell’articolo 30 bis della modificata L.r. 5 dicembre 1977,n. 56  - Tutela ed uso del suolo). In particolare vengono autorizzati direttamente dai Comuni gli interventi di cui all’art. 13 della Lr 5 dicembre 1977,n. 56 - Tutela ed uso del suolo e s.m.i. relativi a:

  • manutenzione straordinaria: le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare o integrare i servizi igienico-sanitari e gli impianti tecnici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso;
  • restauro e risanamento conservativo: gli interventi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso anche parzialmente o totalmente nuove con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino ed il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio.

Tutti gli altri interventi invece devono essere autorizzati dalla Regione Piemonte.
Storicamente, la denominazione "abitati da consolidare" nasceva dalla necessità di individuare i centri abitati che, in seguito a gravi fenomeni dissestivi, furono oggetto di interventi pubblici; nel medesimo contesto normativo furono anche definiti gli "abitati da trasferire" laddove fu ritenuto impossibile intervenire in modo adeguato. La legge n. 64 del 2 febbraio 1974, art. 2, stabilì che a tali centri abitati andava associato un regime autorizzatorio al fine di limitarne e controllarne le edificazioni. Si tratta di un tipico provvedimento di tutela di quegli anni, allorquando il debole sviluppo degli strumenti di programmazione urbanistica non permetteva una preventiva selezione degli interventi consentiti e realizzabili attraverso apposita normativa. Negli anni '80 la Regione Piemonte, in collaborazione con il CNR IRPI di Torino, condusse appositi studi  al fine di definire lo stato dei luoghi e ricostruirne la storia (v. SCAI, Atlante dei centri abitati instabili piemontesi, 1993); furono inoltre definiti i perimetri di tali centri abitati, per circoscrivere correttamente l'ambito di applicazione di tale vincolo. L'impianto normativo è stato successivamente ripreso dal DPR n. 380 del 6 giugno 2001.
La già citata Lr 3/2013 , ha inoltre introdotto una procedura finalizzata alla eventuale trasformazione, modifica o rimozione dei suddetti vincoli (commi 1, 2 e 3 dell’articolo 30 bis della Lr 56/1977 ).
I comuni interessati da tale normativa sono i seguenti:

Al fine dell'accoglimento della richiesta di autorizzazione il proponente deve presentare istanza presso la Regione Piemonte utilizzando i seguenti moduli (in bollo se presentati da privati cittadini):

La documentazione necessaria (quella tecnica deve essere presentata in duplice copia),  consiste in (v. elenco sulla modulistica):

  • Stralcio Planimetrico del P.R.G. con l’individuazione della costruzione.
  • (Titolo edilizio abilitativo corredato da eventuale autocertificazione sul titolo d’uso degli immobili in caso di titolare diverso dal proprietario).
  • Progetto architettonico.
  • Parte di progetto strutturale relativa alle fondazioni con relazione geotecnica ai sensi del D.M. 14.01.2008 (in caso di interventi diretti sulle stesse o modifica dei carichi).
  • Relazione tecnica.
  • Studi sulle fondazioni, comprensivi di relazione geologica e stralci degli elaborati geologici allegati al P.R.G. vigente.
  • Rilievo fotografico.
  • Una marca da bollo da € 16.00 non annullata

A seguito della presentazione della domanda, viene avviata una procedura istruttoria ai sensi della legge n. 241/90 e smi che si conclude attraverso l'emanazione di una Determinazione Dirigenziale di autorizzazione o diniego, inviata al proponente insieme a copia vidimata degli elaborati. E' possibile che vangano richieste integrazioni tecniche progettuali.
Al termine dei lavori è necessario inviare il certificato di fine lavori compilando i seguenti moduli: