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Piemonte Sociale

Sommario:




Gli anziani

Presentazione

L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno in costante aumento; l’Italia risulta particolarmente soggetta a questo processo demografico, tanto che oggi è il paese con il più basso tasso di fecondità al mondo e con la percentuale più alta di anziani ultrasessantacinquenni (oltre il 17%), percentuale che è destinata a crescere secondo le proiezioni demografiche per i prossimi anni.

In questo quadro il Piemonte rappresenta una delle regioni più colpite da questo fenomeno: il numero di anziani ultrasessantacinquenni, a fine ‘2003; era di circa 936.000 unita’, pari al 21,92% dell’intera popolazione.

Secondo i dati di una dettagliata ricerca sulla condizione degli anziani nella Regione è emerso come la concomitanza di fattori diversi (reddito scarso o insufficiente, condizioni familiari ed ambientali che determinano una situazione di isolamento, condizioni psico-fisiche che rendono difficile una vita autonoma), costringe circa l’8% degli ultrasessantacinquenni a vivere in condizioni di dipendenza grave o a livelli intermedi di dipendenza. Al contrario, il 92% è ancora in grado di condurre una vita autonoma, mantenendo un buon livello di salute, anche psicologica, che permette di svolgere molte attività, con una valenza in più rispetto ai più giovani: il tempo libero.

È il contesto sociale che ha dato alla parola “anziano” una valenza negativa. Oggi la persona anziana non è più parte integrante dell’attuale struttura familiare e l’idea di cui è permeato il contesto sociale è che l’anziano sia un soggetto ai margini, non più in grado di fornire alcuna risorsa, semplicemente perché non è più inserito nel sistema produttivo. Tutto ciò anche se, nel momento della necessità, l’anziano viene chiamato a svolgere un ruolo utilissimo e fondamentale, quale ad esempio, l’accudimento dei nipoti, ruolo utilissimo visti i costi e la carenza dei servizi per la prima infanzia. L’anziano non deve essere visto, pertanto, solo come fruitore di servizi assistenziali e sanitari, ma anche e soprattutto come soggetto sano e autosufficiente, ancora attivo, risorsa utilizzabile nel contesto sociale.

La Regione promuove, quindi, tutte le iniziative per sostenere le esperienze di partecipazione degli anziani alla vita sociale: attivita’ occupazionali, culturali e ricreative che favoriscono la possibilità di sviluppo e crescita delle persone e contribuiscono a prevenire le forme di decadimento psico-fisico, nonché permettono di recuperare le esperienze e le capacità del passato del soggetto anziano.

In secondo luogo, la risposta per gli anziani parzialmente o totalmente non autosufficienti che richiedono prestazioni assistenziali e/o sanitarie deve essere il più possibile orientata al mantenimento della persona nel proprio contesto abitativo, famigliare e sociale, tramite l’erogazione di servizi alternativi al ricovero, evitando ricoveri impropri in strutture ospedaliere e residenziali e migliorando, nel contempo, i livelli qualitativi delle prestazioni socio-assistenziali erogate all’interno delle strutture stesse.

Come nucleo familiare non si intende limitarsi strettamente alla famiglia, ma ci si rivolge anche alla rete parentale e sociale. In questo senso il compito di programmazione dei servizi diventa anche un compito in qualche modo “educativo”: perché si coinvolge il più possibile il contesto sociale che sta intorno alla persona anziana, si “educano” le fasce di età più giovani al rispetto e alla considerazione dell’anziano, tenendo conto del fatto che un giorno anche loro lo saranno. Inoltre, potenziando gli interventi preventivi, si ottengono risultati molto importanti collegati fra loro: si evitano ricoveri impropri di soggetti anziani presso strutture residenziali od ospedaliere e, di conseguenza, si contiene la spesa per la retta di degenza. In ultimo, si permette di fornire prestazioni qualitativamente superiori a quelle attuali a chi, per motivi diversi, non ha altra alternativa che il ricovero in istituto.

I servizi dedicati alle persone anziane sono realizzati dai Comuni in gran parte attraverso gli Enti Gestori delle funzioni socio assistenziali. La Regione finanzia il funzionamento degli Enti Gestori, nonché attività specifiche individuate dalla Giunta.




e-mail: politichesociali.web@regione.piemonte.it


Servizio a cura della Direzione Politiche Sociali e Politiche per la Famiglia
C.so Stati Uniti 1 - Torino

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