La L.R. n. 1 del 8/01/2004 dà attuazione alla L. 8 novembre 2000, n 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, che disegna una profonda riforma dello stato sociale comportando una forte ricaduta anche sul ruolo cui sono chiamati gli operatori sociali, nonché sulle relative politiche formative.
Il ruolo della Regione è stato determinante sia nella costruzione del sistema integrato degli interventi e servizi sociali, sia nella promozione di specifiche politiche formative volte a qualificare il personale operante nel settore: ciò si è tradotto nell’individuazione di alcuni profili professionali e nell’attivazione e finanziamento dei relativi corsi di formazione.
L’art. 32 della L.R. n. 1 del 8/01/2004 individua tra le figure professionali dei servizi sociali:l’Operatore socio sanitario, che gradualmente sostituirà la figura dell’Assistente domiciliare e dei servizi tutelari (ADEST) e dell’Operatore Tecnico addetto assistenza (OTA), l’Educatore Professionale e l’Assistente Sociale
Si segnala che, ai sensi dell'art. 32, 7° c., della L.R. n. 1 del 8 gennaio 2004, tutti gli operatori di cui al comma 1, lettere b) e c), in servizio da almeno due anni alla data di entrata in vigore della presente legge, accedono ai corsi di riqualificazione secondo le modalità indicate da provvedimenti attuativi; gli operatori privi dei requisiti professionali che, alla data di entrata in vigore della presente legge, siano in servizio da meno di due anni accedono ai corsi di prima formazione.
La stessa L.R. n. 1 del 8/01/2004 assegna le funzioni relative all’organizzazione e gestione degli interventi di formazione del personale socio assistenziale ai soggetti gestori delle funzioni socio assistenziali (in prevalenza comuni, consorzi di comuni, comunità montane).
Alle Province, competenti per territorio, sono attribuite le funzioni relative al rilascio delle autorizzazioni e concessione dei finanziamenti per l’attivazione dei corsi di formazione da parte degli enti gestori dei servizi sociali.
I recenti orientamenti legislativi sul welfare pongono l'accento su interventi non solo più a posteriori, con l’attivazione di un sistema capace di promuovere interventi per garantire la qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza, di prevenire, eliminare o ridurre le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare.
Viene quindi richiesto agli operatori sociali una forte capacità di lavorare per progetti, nonché di lettura del contesto territoriale e dei problemi sociali. Si tratta di capacità che si aggiungono alla caratteristica di fondo delle professioni sociali, che, pur presentando ognuna dei tratti caratteristici, sono accomunate dall'attenzione alla relazione d'aiuto, vale a dire l'attenzione verso la creazione di "relazioni significative" con le persone cui è diretto l'intervento.
Dato il quadro di veloce evoluzione del sistema di welfare italiano, non c'è da stupirsi se anche le "professioni sociali" siano in una fase di cambiamento e di ricerca di definitiva legittimazione.