Le prime cooperative integrate e di solidarietà sociale si sono costituite in Piemonte tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80. Quando, nell'agosto del 1989, è stata emanata la legge regionale n. 48, che disciplinava i due tipi di "cooperative sociali" ed istituito il primo registro regionale, si contavano 88 cooperative, di cui una sessantina di servizi alla persona e 28 di inserimenti lavorativi, per complessivi 300 posti di lavoro offerti a soggetti "deboli", così come individuati dalla legge medesima.
Questa realtà da anni presente e operante nel paese, ha avuto pieno riconoscimento con l'entrata in vigore della legge n. 381 dell'8 novembre 1991 "Disciplina delle cooperative sociali". La legge ha introdotto nell'ordinamento giuridico italiano una nuova figura di cooperativa, la cui finalità consiste nel "perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso: a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi; b) lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi- finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate" (art. 1).
Ai tradizionali caratteri di democraticità e mutualità , si é aggiunto il principio di solidarietà come segno distintivo della cooperazione sociale, alla quale è stato riconosciuto un ruolo attivo nell'attuazione di forme di collaborazione con il sistema pubblico di protezione sociale. Inoltre, pur concorrendo, a fianco di altre organizzazioni pubbliche e private senza fini di lucro, alla realizzazione di finalità di interesse generale, la cooperativa sociale mantiene la forma giuridica di impresa, con un approccio ai problemi relativi alla produzione, organizzazione e gestione orientato a criteri di efficienza.
L'art. 9 della legge n. 381/91 demandava alle Regioni l'adozione di norme di attuazione le quali dovevano definire:
Con L.R. 9/6/1994 n. 18, modificata e integrata con L.R. 22/10/1996 n. 76 si è provveduto a riconoscere e valorizzare questo importante settore di società civile, da anni presente nella realtà piemontese, istituendo anche l' albo regionale .
In seguito, nell'ambito dell'attuazione del decentramento amministrativo, sono state trasferite alle Province piemontesi le competenze amministrative relative all'albo delle cooperative sociali e sono state attribuite le funzioni in materia di assegnazione dei contributi previsti dalla L.R. 18/94 agli artt. 14 e 19, mentre restano di competenza regionale l'assegnazione del prestito a tasso agevolato (artt. 15 - 16 - 17) la cui gestione è affidata alla Finpiemonte S.p.A.
Si tratta di una importante riforma volta ad avvicinare le Istituzioni ai cittadini ed alle realtà della società civile del territorio. La Regione, non avendo più competenze direttamente gestionali, potrà meglio svolgere la funzione normativa, di indirizzo, promozione e coordinamento che le è propria.
Dal 1 gennaio 2002 le Province sono, pertanto, subentrate a tutti gli effetti nelle nuove funzioni ed è ai competenti uffici
delle stesse che ci si deve rivolgere per ogni adempimento relativo e successivo all'iscrizione della cooperativa all'albo.
La pubblicazione dell'albo avviene annualmente a cura della Regione tramite il Bollettino Ufficiale.