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Intesa per superare gli ospedali psichiatrici giudiziari

I presidenti della Regione, Sergio Chiamparino, della Corte d’Appello di Torino, Arturo Soprano, e della Sezione Gip del Tribunale di Torino, Francesco Gianfrotta, e il procuratore generale della Repubblica, Marcello Maddalena, hanno firmato il 14 dicembre nella sala della Giunta regionale il protocollo d’intesa che definisce termini e modalità dell’esecuzione delle misure di sicurezza applicate, in via definitiva o provvisoria, nei confronti dei soggetti affetti da vizio parziale o totale di mente. Erano presenti anche l'assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, e il Garante regionale delle carceri Bruno Mellano.

Il protocollo è uno strumento che definisce le modalità di collaborazione e collegamento tra i servizi sul territorio e la magistratura ordinaria, in modo da individuare le soluzioni più appropriate e di presa in carico di queste persone sia dal punto di vista clinico sia da quello di contenimento della pericolosità sociale, ed impegna le parti a promuovere congiuntamente iniziative di formazione e periodici incontri di aggiornamento e di informazione destinati a giudici, medici e operatori sanitari.

“Il protocollo - ha commentato Chiamparino - rappresenta un importante tassello dell’impegno della Regione nel percorso di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. In Piemonte applichiamo la legge ed abbiamo individuato due strutture sanitarie extraospedaliere, una delle quali già attiva a Bra, destinate ad accogliere le persone a cui sono applicate le misure di sicurezza detentiva, ma nel contempo lavoriamo perché nel medio periodo si possa contenere l'uso delle Rems proprio con misure alternative che verranno applicate dai Dipartimenti di salute mentale”.

“Attualmente in Piemonte già 400 pazienti sono seguiti in alternativa alla detenzione - ha evidenziato Saitta - e in questa materia serve collaborazione tra la sanità e la giustizia. Per questo aumenteremo di 2 milioni lo stanziamento ai Dipartimenti di salute mentale per realizzare il progetto”. 

Author Matteo Vabanesi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.