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I paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato

Il sito si sviluppa lungo dolci colline coperte da vigneti a perdita d’occhio, inframmezzati da piccoli villaggi di altura e pregevoli castelli medievali, dove da secoli la viticoltura costituisce il fulcro della vita economica e sociale.

Il sito è di tipo seriale, ovvero costituito da sei aree (chiamate ‘componenti’) articolate all’interno dei confini delle Province di Alessandria, Asti e Cuneo e di ventinove Comuni, per un'estensione complessiva pari a 10.789 ettari. Dal punto di vista geografico, tre aree si trovano nel comprensorio delle Langhe, due in quello dell’Alto Monferrato e una nel Basso Monferrato. Nel loro insieme le zone selezionate rappresentano la qualità eccezionale del paesaggio vitivinicolo piemontese e della sua profonda e viva cultura del vino.

La zona classificata dall'UNESCO è costituita da una “core zone” con 29 Comuni per un’estensione complessiva di 10.789 ettari, che arrivano a 76.000 ettari comprendendo gli 82 Comuni della zona intorno, detta “buffer zone”.

La “core zone” è articolata in sei aree: a cominciare dalla Langa del Barolo, che si estende a sud del Piemonte. È in queste terre che viene prodotto uno dei migliori vini del mondo, il Barolo. Accanto si trovano le colline del Barbaresco, che comprende vigneti prevalentemente coltivati a Nebbiolo, da cui si produce appunto il Barbaresco, vino rosso a lungo invecchiamento, testimone universale del Piemonte. Altra area degna di attenzione è quella intorno al Castello di Grinzane Cavour, che sorge in uno degli scenari più suggestivi della Langa, a 5 km da Alba, famosa oltre che per il vino anche per il bellissimo castello, sede di una delle 13 Enoteche Regionali, in cui ogni anno si svolge l'asta internazionale del pregiato tartufo bianco. Canelli e il suo territorio costituiscono un’altra perla: sulle sue colline, prevalentemente coltivate a Moscato si produce l’Asti spumante, uno dei vini bianchi italiani più esportati all’estero, che fermenta e riposa in cantine a più navate, vere e proprie cattedrali sotterranee. Rientra nel territorio classificato dall'Unesco anche quello di Nizza Monferrato identificata come la “capitale” del Barbera. Infine c’è il Monferrato, ovvero la zona del Basso Monferrato in cui sono presenti gli “infernot”, vecchie cantine profonde diversi metri e scavate direttamente in una particolare roccia simile al tufo (la Pietra da Cantoni). Un insieme ricco e variegato in cui da decenni si coltiva una qualità rara, quella dell’accoglienza e del savoir vivre.


Le componenti presentano specifici caratteri naturali, antropici e percettivi, che nella loro essenza e nelle reciproche relazioni concorrono a rappresentare i diversi aspetti della millenaria “cultura del vino”, su cui si è plasmato il paesaggio attraverso un continuo rapporto tra l’uomo e la natura.

Le componenti sono state selezionate con particolare riferimento alle produzioni vinicole associate ai territori, alla rilevanza in ambito nazionale e internazionale, all’esigenza di rappresentare con completezza luoghi importanti per la filiera del vino (dalla coltivazione, alla produzione, conservazione e distribuzione) e gli elementi storico-insediativi e architettonici (reticolo stradale, città, borghi, nuclei rurali, castelli, chiese).

Le componenti 1, 3, 4, 5 sono quindi rappresentative dei quattro sistemi produttivi più rilevanti in Piemonte, ognuno generato da un particolare legame tra vitigno, terroir (suolo e clima) e tecnica di vinificazione. Il risultato di ogni sistema è un vino di altissima qualità, tutelato da una specifica Denominazione d’Origine Controllata e Garantita, quali Barolo, Barbaresco, Barbera d’Asti, Asti Spumante.

Il sito è caratterizzato da un ricco e diversificato sistema di cascine, aziende vitivinicole, industrie enologiche, cantine sociali, enoteche pubbliche e private, che in alcuni casi costituiscono luoghi simbolo per la storia e lo sviluppo della viticoltura e dell’enologia nazionale e internazionale (Castello di Grinzane Cavour, componente 2).

Il ciclo del vino è infine completato dalla presenza di manufatti di natura “vernacolare”, quali gli infernot scavati nella Pietra da Cantoni, destinati alla conservazione domestica dei vini più pregiati (componente 6).
E’ stata inoltre definita un’ampia area tampone di circa 76.000 ettari (detta buffer zone) che racchiude le sei componenti e coinvolge 101 Comuni. Essa ha lo scopo di garantire una maggiore protezione del sito candidato e permette di dare continuità al paesaggio delle singole aree.

Il sito è protetto grazie ad un articolato sistema di tutela che comprende le diverse scale di pianificazione territoriale, oltre che le leggi di tutela nazionali.

2015, primo anniversario del riconoscimento UNESCO

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