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DIARIO

Caccia agli ungulati in Piemonte

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La caccia agli ungulati è sospesa sino al 15 novembre 2006. Lo ha deciso il TAR Piemonte su richiesta in via d'estrema urgenza di una associazione ambientalista nell'ambito della impugnazione della deliberazione della Giunta Regionale del 6 ottobre 2006 che, prendendo atto delle osservazioni del precedente pronunciamento del TAR Piemonte, approvava i piani di prelievo selettivo relativo agli ungulati selvatici.

Il Tribunale amministrativo dovrà ora pronunciarsi in via cautelare sulla sospensione del provvedimento regionale che ha spiegato i propri effetti sin da inizio ottobre.

"Non si spiegano - afferma l'assessore regionale all'Agricoltura Mino Taricco - i motivi di questo nuovo ricorso né la gravità ed urgenza prospettata dai ricorrenti per la sospensione dei piani di prelievo agli ungulati considerato che gli stessi hanno proposto l'impugnazione a un mese dall'adozione dei provvedimenti regionali, quando è già avvenuto il prelievo di oltre il 50% dei capi.

In Piemonte, come peraltro nel resto del paese, la scelta di mantenere la caccia nell'ordinamento giuridico è stata sottoposta a referendum popolare, che ne ha confermato la legittima pratica sul territorio nazionale.

La legge regionale n.70/1996, che disciplina la caccia in Piemonte, proprio in funzione di "una razionale tutela della specie cervo, capriolo, camoscio, daino e muflone", impone per la caccia a dette specie l'adozione da parte della Giunta Regionale di uno specifico piano di prelievo selettivo. La Giunta ha quindi adempiuto ad un obbligo di legge avendo di mira l'interesse alla tutela della fauna territoriale, come dimostra il fatto che dal 2003 ad oggi il numero di animali censiti in Piemonte è passato da 10mila a 13mila unità.

Nella determinazione del numero di capi prelevabili la Giunta ha compiuto la propria scelta valutando le indicazioni tecniche provenienti dall'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica e facendo leva sulle risultanze prodotte dall'Osservatorio Regionale sulla fauna selvatica.

Alla luce di tali indicazioni provenienti dai competenti organismi tecnici, la Giunta ha quindi espresso una posizione motivata che garantisse una equilibrata disciplina dell'attività venatoria.

La Regione evidenzierà questi elementi nel giudizio di fronte al Giudice amministrativo sostenendo la correttezza dell'azione amministrativa e la legittimità dei provvedimenti adottati.

Non si nasconde peraltro la singolare coincidenza di vedute tra le frange estreme di opposti portatori di interesse, orientata unicamente alla creazione di uno stato di tensione che mira a vanificare il lavoro sulla trasparenza e sui dati della Regione Piemonte.

E' singolare che i ricorsi contro i provvedimenti regionali coincidano con l'intenzione dell'Assessorato di potenziare l'Osservatorio regionale e di migliorare il sistema informativo che supporta le decisioni sui prelievi selettivi ed il sistema di controllo territoriale.

Fondamentale è la "terzietà" dei dati raccolti per evitare strumentalizzazioni, fin troppo facili, su decisioni che le norme ancorano saldamente a valutazioni di carattere tecnico scientifico. Il ricorso presentato mescola intenzionalmente argomentazioni condivisibili con rilievi speciosi tradendo l'intenzione di provocare fratture nel sistema e non una ricomposizione delle tensioni su obiettivi sostenibili e conformi agli indirizzi delle norme settoriali".

Torino, 8/11/2006