Dedicato a chi crede nelle differenze di cui ogni territorio è geneticamente depositario, e nell'importanza di gesti volti a preservarne la freschezza dalla tendenza omologante della globalizzazione, il Festival delle Province riparte per l'Italia intera con il suo bagaglio di tradizioni popolari: il carro su cui salire non è la sterile vetrina di un passato che va declinando, ma un "incessante e personale travaglio che continuamente rinnova la tradizione, mirando a fonderla inestricabilmente col nostro presente senso della storia e con ciò di cui noi stessi siamo fatti". Primo a credere e ad affermare a viva voce l'importanza e la ricchezza della tradizione popolare, nell'anno di Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma, il festival dedica la sua programmazione al non-libro, con un progetto sull'oralità popolare che sceglie di incontrare chi fa a meno della scrittura, ma che da essa trae ispirazione. Il risultato dell'appassionato e appassionante lavoro che ha unito competenze e specificità di antropologi, etnomusicologi, ricercatori, operatori culturali, artisti e portatori originari dell'antica tradizione orale, è il Festival dell'Oralità Popolare: un percorso che si inoltra nel mondo del canto e dell'improvvisazione poetica, passando dai pastori poeti al canto a tenore, dalla canzone d'autore delle performance di free-style dei rappers.
Antonio Damasco intervista
Antonio Piccininno, grande maestro della tarantella di Carpino
Valter Giuliano intervista
Paolo Santini e Alessio Ruggi, poeti pastori
La cultura dei poeti a braccio
ha in sè gli stessi geni che hanno portato alla nascita
del freestyle hip hop
A raccontarci dell'incontro con Virginio Di Carmine, uno dei poeti pastori depositari del canto a braccio in ottava nel cuore dell'Appennino, è Valter Giuliano.
La poesia a braccio o estemporanea è un'arte di confine tra canto e declamazione, spettacolo e rito, storia e immaginazione, realtà e finzione, e rappresenta una sorta di interfaccia tra oralità e scrittura. Il suo tempo è quello dell'improvvisazione, e le uniche armi concesse in duello sono le terzine in ottava rima.
Il Focus è in continuo aggiornamento: le sorprese non finiscono qui. Torna a trovarci!