Piemonte dal vivo incontra Lieven Thyrion, presidente de Les Ballets C. de la B.
Lieven Thyrion è la seconda anima de Les Ballets Contemporaines de la Belgique. Era studente di biologia quando decise di diventare promotore e manager della compagnia amatoriale allora guidata da Alain Platel. Una profonda passione per la ricerca artistica condotta dall'amico coreografo, lo ha spinto ad utilizzare le sue doti dialettiche, la propensione per le relazioni umani e il suo acume imprenditoriale non solo per vendere le assicurazioni porta a porta: da raccontare c'era qualcosa di più importante. Anche grazie al suo lavoro Les Ballets C de la B si è costruito nel tempo uno spazio ben definito nella scena internazionale, con spettacoli spesso estremi, ma carichi di grande profondità, e nel contempo ha visto crescere il sostegno pubblico e il suo valore di mercato: conquiste importanti che oggi permettono alla compagnia una maggiore libertà d'azione, anche nei confronti delle nuove leve. Lo incontriamo al Circolo dei Lettori, prima della conferenza stampa di Torinodanza che annuncerà la presenza - nel cartellone del 2008 del festival - di quattro loro produzioni. Con noi anche Pier Carlo Gozzellino, che ci fa da interprete per l'occasione.
- Vuoi spiegare a chi non ha mai visto Les Ballets C. de la B. qual è la cifra stilistica che lo contraddistingue?
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Uno stile è sempre molto difficile da spiegare, ancora di più lo è cercare di raccontare quello de Les ballets C. de la B. che è un collettivo di artisti. Se parlassimo ad esempio di Alain Platel, che è il più conosciuto, potrei dire che si tratta di teatro-danza, un po' nello stile di Pina Baush, anche se dal 1982 ad oggi la sua ricerca artistica si è evoluta. Per tutti gli artisti che fanno parte di questa compagnia ciò che conta è iniziare insieme ai ballerini il lavoro di creazione coreografica. Niente è scritto in precedenza, tranne la musica, che è la sola cosa che si conosce prima di cominciare a lavorare. Le suggestioni sono molteplici. Alain Platel porta alle prove anche film o foto che lo ispirano, che gli danno idee da seguire: per esempio per le coreografie di VSPRS fatto a Torinodanza, ha utilizzato alcuni cortometraggi che il dottor Arthur Van Gehuchten dedicò ai suoi pazienti psichiatrici e i documentari che Jean Rouche girò negli anni cinquanta in Africa sui rituali dello stato di trance. A partire da questo materiale e dalle musiche di Monteverdi, ha iniziato insieme ai ballerini la ricerca di coreografie e movimenti. La stessa cosa succede per tutti gli altri coreografi. Penso che sia questo l'elemento distintivo.
- Quali sono le quattro produzioni de Les Ballets C. de la B. che verranno a Torino nell'ambito di Torinodanza?
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E' Pietro Valenti di Modena che ci ha scoperti undici anni di fa e che ci ha portati per la prima volta in Italia, ma è vero che con Gigi Cristoforetti di Torinodanza si è stretto un solido rapporto di collaborazione, anche per quello che riguarda il futuro. Prima di tutto c'è Alain Platel che presenterà Pitié! con musica di Bach. Il punto di partenza è La Passione secondo Matteo e il presupposto è che sia necessario un sacrificio per vivere insieme, sebbene non si sappia con certezza quale. Un altro spettacolo sarà Aphasiadisiac di Ted Stoffer, un pezzo autobiografico in cui il coreografo rielabora la relazione molto passionale che ha sempre legato i suoi genitori. Patchagonia è invece una creazione di Lisi Esatràs, che ha poco a che vedere con l'idea turistica di questa terra e che si avvale di musicisti assolutamente europei. La produzione più importante che verrà a Torino si intitola Verdi ed è in preparazione per la New York Opera.
- Vuoi parlarci brevemente della situazione della danza in Belgio?
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Penso che abbiamo una fortuna enorme, delle grosse opportunità, perché a partire dagli anni '80 abbiamo avuto la fortuna di grandi nomi come Jan Fabre o Wim Vandekeybus che hanno fatto in modo che ci fosse una certa disponibilità economica anche per i giovani. Dopo vent'anni di lavoro con i Ministeri tutto è pronto per la nuova generazione a venire.
20/03/2008, Giulia Bertorello e Paola Bologna
Circolo dei Lettori
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