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Fare circo e arti di strada, in Francia

Paolo Stratta, direttore artistico del festival Sul filo del Circo, incontra per noi Pascal Jacob storico del circo, regista, direttore artistico e scrittore.

Pascal Jacob

La vera tradizione del circo è inventare, innovare, cercare di anticipare il cambiamento: basta andare al circo una sera per rendersene conto. La poesia dell'estremo legata a virtuosismi specifici, o i singoli numeri con acrobati o animali appartenenti all'immaginario tradizionale, non placano più il nostro voyeurismo. La ritualità scenica del nuovo circo contemporaneo rende allora la tecnica parte di un racconto: il linguaggio della pista sposa quello della danza, del teatro e della musica, aprendosi a magie nuove. Al circo delle grandi famiglie si è così affiancata questa nuova via aperta dal Cirque du Soleil, grazie al quale lo chapiteau sta rivivendo una seconda giovinezza. Ad una evoluzione - sempre sostenuta dal grande pubblico - che pare essere quasi esponenziale, la Regione Piemonte risponde investendo - oltre che nelle scuole di circo piemontesi ormai note - anche nel campo della produzione. Ha infatti recentemente finanziato la ristrutturazione di alcuni locali all'interno del Parco Culturale Le Serre di Grugliasco (To) che ospiteranno una Casa del teatro di strada e del circo contemporaneo. Paolo Stratta - promotore del progetto insieme al Comune di Grugliasco - incontra per noi Pascal Jacob, per gettare, in questo senso, uno sguardo oltralpe.

Da circa due anni Sul filo del circo propone anche uno spazio dedicato ai giovani, in particolare ai giovani artisti di circo contemporaneo internazionale. Per questo ci interessa chiedere a Pascal, a distanza di circa 25 anni dall'apertura delle prime scuole di formazione in Francia, qual è la situazione odierna, magari con qualche riferimento al panorama internazionale, vista la sua relazione con il Canada e con il Belgio.
Ciò che, principalmente, consente al circo di rinnovarsi, è la trasmissione. Fino agli anni '70 era un'eredità familiare. Nel 1974 due scuole aprono contemporaneamente a Parigi: è tutto un mondo che inizia a cambiare. Da un giorno all'altro chiunque può imparare le tecniche circensi: è il punto di partenza della storia del nuovo circo. E' vero che in Francia siamo particolarmente fortunati, ricchi, in termini di scuole: oggi ci sono sul territorio nazionale - a vari livelli - tra 400 e 500 luoghi di circo. Non sono tutte scuole in senso stretto, alcune tengono corsi per animatori, ma la Federazione Francese delle Scuole di Circo ne conta oggi 150, un numero davvero considerevole. Questo concretamente significa che oggi ci sono probabilmente 15.000 bambini che fanno circo in Francia. Molto pochi diventeranno degli artisti, ma essi rappresentano una sorta di vivaio: saranno spettatori più competenti e più in generale contribuiranno allo sviluppo del settore del circo. Il punto in cui le cose sono davvero legate, è che più ci sono scuole, più c'è voglia di fare circo, più naturalmente c'è il desiderio di creare degli spettacoli, di sostenerli, e quindi di creare un vero settore artistico, rilevante economicamente. Questo è un aspetto molto evidente in Quebec: c'è una scuola nazionale, ci sono diverse scuole tra preparatorie e amatoriali, e la più grande impresa di circo mondiale che è essa stessa legata molto da vicino, almeno per la sua genesi, alla scuola nazionale. C'è un'idea di catena di trasmissione che troviamo ad esempio anche in Belgio. Ci sono dunque tre protagonisti francofoni che hanno permesso ad altri paesi come l'Italia e la Spagna di sviluppare a loro volta un'altra visione di circo. Che è poi quello che permette di fare del circo uno degli spettacoli più seguiti del mondo.
La Casa del teatro di strada e del circo contemporaneo sarà uno dei primi luoghi in Italia, forse il primo, in cui verranno sostenuti i giovani artisti nella creazione popolare, soprattutto sui temi del teatro di strada e del circo contemporaneo. Qual è la situazione in Francia, in particolare, per il sostegno ai giovani artisti e per le residenze di creazione?
In Francia parliamo di arti di strada e questo permette di mettere sotto lo stesso nome la danza, il teatro, il circo, la musica, tutto ciò che si possa immaginare di poter fare in strada. A partire da questo momento c'è una sorta di movimento di riconoscimento da parte dello Stato che considera oggi le arti di strada e le arti della pista come delle forme emergenti, con un potenziale molto forte di sviluppo artistico ed economico. Questo modo di considerare le arti è anche un modo di includerle all'interno della società in modo privilegiato. Chiaramente questo ha dei costi importanti ed è una scelta politica, e a partire dal momento in cui la scelta è fatta, il governo finanzia in modo molto cospicuo - ma mai abbastanza - tutte le forme possibili e immaginabili delle arti del circo e di strada. La prima parte riguarda le scuole perché prima di creare bisogna imparare. Subito dopo c'è la necessità dei mezzi per la creazione: lo Stato incoraggia la creazione dei cosiddetti 'poli di circo', o dei centri di ricerca artistica dedicati all'arte dei strada. Sono luoghi in cui le compagnie possono essere ospitate in residenza, in cui possono beneficiare di laboratori per costruire scenografie e costumi; c'è anche la possibilità di ricevere un sostegno per l'ideazione, la scrittura e la realizzazione vera e propria dello spettacolo. C'è una struttura separata, oggi, delle due cose: le arti di strada e le arti circensi sono due cose diverse, sebbene ci siano talvolta intersezioni reciproche, ma la situazione è in continuo sviluppo. Per le questioni economiche: Royal de Luxe - la più grossa compagnia francese di teatro di strada - per uno spettacolo gratuito per il pubblico come Le Jeant chiede tra i 150 e i 200 mila euro, per due o tre giorni al massimo di repliche. E' un puntello economico molto forte. In Francia ci sono circa 1.000 compagnie di teatro di strada, e circa tra le 450 e le 500 compagnie di circo. E' un settore reale che si svilupperà ancora.

19/07/2007, Paolo Stratta
Parco Culturale Le Serre di Grugliasco

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