La fotografia dell'arte di strada
Piemonte dal vivo incontra Henry Krul, le photographe del@rue
Abbiamo conosciuto Henry Krul in quanto è l'autore della fotografia da noi selezionata per la copertina del catalogo 2006 di Piemonte dal Vivo, da lui scattata durante lo spettacolo The Field degli Strange Fruit. Henry è uno dei fotografi maggiormente accreditati dell'arte di strada. Specializzato in streettheatre, da quasi vent'anni lo documenta e lo racconta attraverso fotografie di grande suggestione. Lo abbiamo intervistato per voi, approfittando del suo sguardo particolare sul settore.
- È dal 1989 che assisti a spettacoli di arte di strada, che vivi a contatto con i suoi artisti. Che cambiamenti ci sono stati in questi 20' anni?
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Sono trascorsi ormai 18 anni da quando frequentavo con costanza i festival di teatro di strada, manifestazioni durante le quali gli artisti si esibivano principalmente proprio sulla pubblica via. Attualmente ci sono sempre più festival, che tuttavia hanno in programma sempre meno teatro di strada (soprattutto nel mio paese natio, l'Olanda). Nella maggior parte dei casi, si è inoltre costretti ad acquistare un biglietto per poter guardare uno spettacolo, circondati da transenne o dentro ad un tendone. Pertanto, ci si deve organizzare se si desidera assistere ad una performance. Il teatro di strada invece dovrebbe sorprendere la gente che sta passeggiando senza meta o che è in giro a fare acquisti... Il teatro di strada dovrebbe essere la massima espressione di libertà, ma ritengo che (nel suo complesso) ormai non lo sia più. La gente adesso vive sempre più di corsa; senza avere il tempo di fermarsi e di concedersi del tempo per guardare spettacoli sorprendenti.
- Che visione si ha all'estero della street-art italiana?
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Non lo so con certezza, perché conosco a malapena qualche gruppo e qualche festival italiano. I gruppi più celebri di teatro di strada provengono dall'Australia e dalla Francia. Anche la Spagna, il Belgio, la Germania e l'Olanda vi sono ben rappresentati. È sorprendente che mi siano noti solo pochi gruppi italiani. Il clima (per via della temperatura) in Italia dovrebbe essere allettante per gli artisti, inducendoli a fare teatro all'aperto. So dell'esistenza di parecchi festival nei paesi che ho elencato in precedenza. Ma non in Italia. Come mai sia così, non lo so proprio.
- Conoscere prima gli artisti fa la differenza nel tuo lavoro?
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Mi sono noti solo pochi gruppi perché, nella loro stragrande maggioranza, non li vedo né li incontro spesso. Ovviamente ne conosco parecchi, di nome o per via della loro fama, ma non personalmente. Esiste un motivo, ed è il fatto che, nella quasi totalità dei casi, non vado a presentarmi; sono semplicemente uno del pubblico. Un altro motivo è la lingua. Parlo solo un po' di inglese e la maggior parte dei gruppi proviene dalla Francia... In genere non fa differenza, ai fini del mio lavoro, se conosco o meno gli artisti che si stanno esibendo. Spesso, ogni singolo spettacolo mi è anche completamente nuovo. Mi limito a fare il mio lavoro concentrandomi al massimo per non perdermi nulla.
- Il fotografo è limitato o aiutato dal cerchio che spesso si crea intorno all'artista di strada?
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Questo dipende dalle circostanze. Personalmente, adoro gli spettacoli itineranti, i cosiddetti "walking acts". Il circondario, le situazioni e le ambientazioni cambiano ogni volta. Posso girargli intorno e cercare nuove angolazioni per scattare le mie fotografie (cerco sempre di offrire anche le impressioni artistiche di uno spettacolo, oltre a realizzarne la mera registrazione). Durante gli spettacoli in luoghi fissi, devo valutare bene sin da prima del loro inizio dove desidero sedermi (non si può cambiare di posto durante l'esibizione). Mentre sono alla ricerca del posto migliore, mi affido principalmente al mio intuito ed alla mia esperienza. La maggior parte delle volte la fortuna mi assiste, qualche altra volta ciò proprio non accade.
- Anche tu, come gli artisti di strada, hai una vocazione nomade? La tua casa è la strada? E cosa porti con te in ogni viaggio?
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No, io non vivo come gli artisti di strada. Assolutamente no. Ho un normale lavoro a tempo pieno presso gli uffici di un piccolo teatro locale. Sono anche un fotografo indipendente, un free-lance specializzato in teatro di strada e presso luoghi specifici. Durante le ferie, e a volte nel tempo libero, cerco di presenziare ai festival. Ma non avendo un'automobile, né la patente di guida, svolgo il mio lavoro principalmente in Olanda o in Belgio. Numerosi gruppi internazionali provenienti da tutto il mondo vengono ai festival olandesi o belgi.
- Qual è la tua fonte principale di introito? Servizi fotografici, la vendita di scatti per materiali pubblicitari, l'allestimento di mostre...?
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La mia principale fonte di reddito è il mio lavoro fisso. Vendere fotografie è molto difficoltoso ed occorre dedicarvi anche parecchio tempo. A volte svolgo del lavoro per i festival. Cerco anche di far pubblicare le mie opere su riviste e libri sul teatro di strada. Spesso pubblico i miei lavori sulla rivista spagnola di teatro di strada Fiestacultura. Con i soldi che guadagno con la fotografia, mi devo poi pagare le spese di viaggio, gli alberghi, il cibo e l'attrezzatura.
- La questione del copyright in Italia non è ancora molto sentita. Succede anche in altri paesi? Come vi difendete?
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Per quanto ne so, il lavoro dei fotografi dovrebbe essere, ed è, sempre tutelato, in termini di diritti d'autore, dalla legislazione internazionale. La maggior parte degli utenti, come i gruppi ed i festival, rispettano tale norma. Ma a volte non ci fanno caso. È difficoltoso tutelare il mio lavoro. La cosa importante è non fornire alla gente, a meno che ne acquistino i diritti, dei file ad alta risoluzione. Ed inserisco anche il mio nominativo, come fotografo, sui file di fotografie. Se qualcuno vi apporta modifiche o lo cancella (o rinomina i file stessi), ecco che per me sorgono dei problemi.
- Oggi sei uno dei fotografi della street-art più quotati a livello internazionale, ma come hai iniziato?
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Ho iniziato per caso. Ogni anno mi reco al Terschelling Oerolfestival nel nord dell'Olanda. Tale festival (che attualmente è famoso in tutto il mondo), si svolge su una bellissima isola ed ha visto i suoi albori 26 anni fa. Durante le edizioni iniziali, per gli spettatori del festival, veniva organizzato un itinerario da percorrere in bicicletta. Lungo il corso di tale giro, gli artisti si esibivano in luoghi prestabiliti. Ricordo che, improvvisamente, ero rimasto davvero impressionato da un'artista (una giovane donna, dalla figura ben delineata ed avvolta in un vestito rosso) del gruppo russo Derivo. Si stava muovendo sinuosa fra le dune e tale immagine mi era parsa di una bellezza inaudita. La mia massima ispirazione!
- Cosa consigli alle nuove generazioni di artisti circensi?
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Non sono in grado di farlo. Sopravvivere facendo esclusivamente l'artista deve essere estremamente difficoltoso. Ovviamente bisogna essere molto bravi. Ma anche originali, appassionati e molto, molto altro ancora. È anche indispensabile avere, per certi versi, uno spiccato talento per gli affari.
12/03/2007, Paola Bologna
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