Regione Piemonte - Sito Ufficiale

Piemonte dal Vivo - In viaggio negli spettacoli fra cultura e turismo

Sommario:




Estratto dall'intervista a Elio delle Storie Tese

Scarica l'intervista in formato wmv: 1ª parte (1Mb) - 2ª parte (8Mb)

Scarica il promo dell'intervista in formato wmv: isdn (1Mb) - adsl (8Mb)

Secondo te perchè si studia musica solo al conservatorio?
Questa è politica. In Italia la cultura viene vista come un optional. Se avanza qualcosa, bene, altrimenti niente: non ci si rende conto che nei paesi civili cultura e salute fisica sono alla base della vita. Noi come popolo poi siamo particolarmente portati per le arti, e non valorizzare questa dote è sintomo di un atteggiamento miope. Negli ultimi 5 anni ci sono stati dei tagli al FUS - Fondo Unico per lo Spettacolo: nella pratica questo ha significato l'annullamento di molte attività culturali. Al pubblico sono state cioè tolte tante occasioni per arricchirsi culturalmente. Quando avevo 20 anni ogni estate andavo a vedere concerti e spettacoli bellissimi, ultimamente vedo programmati solo il ballo liscio, Fausto Leali e cose che non hanno un prezzo molto alto e che piacciano solo agli over 60.
Elio Cosa ne pensi del fenomeno della pirateria musicale su internet?
C'è una legge del Ministro Urbani che prevede il carcere per chi si macchi di questo genere di reati.
Varie volte ho scaricato dei brani da Internet perchè è il modo più semplice per raggiungere un brano di cui hai bisogno, quindi non la penso come tanti colleghi più perentori. D'altra parte - dati alla mano - Elio e le Storie Tese è uno dei gruppi più piratati fin dagli esordi. Il nostro verbo si è sparso attraverso le cassettine pirata, e tutt'oggi siamo una delle principali vittime: vorrei che chiunque scarica brani da internet fosse arrestato. Sono combattuto tra queste due posizioni completamente antitetiche.
Le nuove tecnologie per fare musica...
Le nuove tecnologie sono sempre esistite. Ogni innovazione ha apportato delle possibilità nuove di espressione artistica. Oggi, quello che cambia, è il ritmo dell'innovazione tecnologica, travolgente. Uno come Zawinul dei Weather Report usa ancora organi di dieci anni fa, perchè sostiene di non aver ancora completamente esplorato le sue possibilità: credo che questa sia la direzione giusta. Oggi le nuove tecnologie vengono usate solo per semplificare le cose e per far fare tutto ai software. Ma quando abbiamo schiacciato un pulsante, noi come esseri umani non abbiamo inventato niente. Occorre utilizzare al massimo le nuove tecnologie, ma per farlo bisogna avere delle basi forti da cui partire.
Cosa ne pensi dei discografici?
Attualmente quasi tutte le case discografiche stanno fallendo perchè i prezzi dei dischi sono troppo alti, perchè non esiste un'offerta interessante e non sono stati allevati dei giovani di talento. Noi siamo nati per conto nostro, ignorati per otto o nove anni dai discografici, ma non dal pubblico, e il nostro primo disco è stato rifiutato dal 90% degli interlocutori. L'errore dei giovani è pensare che ad un certo punto arrivi un discografico e ti faccia fare un disco. Devi essere preparato, devi essere bravo, prima. A me personalmente arrivano molti demo, che cerco sempre di ascoltare, ma la qualità media non è buona. Voi a differenza di noi, giovani degli anni 80, avete però una chance in più: potete mettere i vostri pezzi su internet.
Elio A chi ti ispiri?
Come cantante il mio punto di riferimento è Frank Zappa. Mi ispiro a lui come impostazione, senza volerlo eguagliare: cerco di fare le cose bene, di essere tecnicamente al passo, di inventare qualcosa di nuovo e originale. La sua grande lezione rimane comunque quella di impegnarsi al massimo per fare delle cose inutili. Come attore - ho lavorato con Lina Wertmuller e Giuliana De Sio - mi ispiro a Bombolo, piuttosto che a Pierino, cerco sempre degli esempi bassi.
Come nascono le vostre canzoni?
La preoccupazione è cosa scrivere. Di quale argomento parlare o che ritmica utilizzare. L'obiettivo è sempre stato quello di fare delle cose uniche che non si sono mai state ascoltate. Perchè porsi limiti? Io voglio poter fare qualsiasi cosa: non ci preoccupiamo di chi scrive cosa. Se c'è prima un testo della musica di solito è perchè volevamo sperimentare un argomento (come nel caso di aborto aborto). E' accaduto anche che abbiamo fatto tutte e due le cose insieme.
Quale messaggio vorresti dare ai giovani?
Agli uomini: impegnatevi al massimo delle vostre forze anche se tutto intorno a voi sembra che non vada, per non arrivare a quarant'anni e scoprire che non siete capaci di fare niente. Quando uno si impegna al massimo, di sicuro prima o poi qualcosa raccoglie. Alle donne direi che non sono poi così vecchie, che a 45 anni raggiungono un equilibrio psico-fisico che è ideale.
Elio La vita è una questione di priorità. Quali sono le tue? Sesso droga e rock'n'roll?
La mia priorità è fare delle cose interessanti. Il sesso ormai... ho esagerato prima. Droghe non ce ne sono state mai. Il rock'n'roll per noi è troppo facile da suonare. In questa fase storica in cui stiamo bene, siamo convinti di vivere una vita interessante, concretamente viviamo una realtà noiosissima, come noiosissima è la televisione, che ci fa un po' da specchio. Cerco quindi di diversificare che le cose che faccio, di mettermi in gioco nei settori in cui questo mi è possibile.
Come mai hai scelto come nome d'arte proprio Elio?
Le prime volte in cui mi sono esibito, dal momento che non volevo che si sapesse che io cantavo, mi sono scelto un nome finto, per non essere riconosciuto. Elio era il nome di un personaggio che vedevo sempre nella mia zona e che era l'espressione di quello che non aveva nessun futuro. Per questo mi ispirava molta simpatia.
La tua prima esibizione sul palco...
Escludiamo quella in cui a 5 anni mio padre mi ha spinto sul palco. Vi racconto la prima esibizione con Le Storie Tese. Mi ero messo in testa che volevo fare il gruppo, avevo lo spirito del kamikaze. Ci siamo esibiti dopo una serie di prove con un gruppo improvvisato durante una festa dei CAF - i gruppi antifascisti - in un giardinetto. L'unico pubblico erano delle donne che accompagnavano i loro bambini sugli scivoli. Eravamo così poveri che ho collegato lo spinotto ad una delle spie e il rumore che ne è uscito era di una zanzara.
Com'è nata Cara ti amo?
Io e Rocco Tanica stavamo viaggiando per andare a Bra per comprare qualche strumento, o forse a Roma, non ricordo. Ci siamo dovuti fermare sotto un ponte per la pioggia e lì abbiamo cominciato a mettere in musica le frasi che le donne avevano detto a noi e ai nostri amici per lasciarci.
I Litfiba ti piacevano veramente?
Mai piaciuti

24/05/2005, I ragazzi di Senza Etichetta e i blogger di DAMS dal VIVO a Senza Etichetta




e-mail: pdv@regione.piemonte.it

Regione Piemonte Home Page