Piemonte dal vivo incontra Natalia Casorati di Interplay
Diretto da Natalia Casorati,
Interplay ha saputo diventare negli anni riferimento e testimonianza di quella ricerca performativa che a Torino difficilmente aveva occasione di approdare. Il suo prezioso laboratorio è anche Focus 10 di Torinodanza.
- Siamo alla Fiera del Libro non a caso. I nuovi linguaggi creativi - dal video, alla musica elettronica, alle nuove tecnologie e in particolare alla musica - sono sempre stati il filo rosso di Interplay. Questa edizione lascia invece che sia la parola a diventare ispirazione tematica per lo spettacolo o ritmo sonoro per la creazione coreografica...
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Non poteva essere altrimenti, visto che siamo stati inseriti nel progetto Torino capitale Mondiale del Libro. In collaborazione con la casa editrice Einaudi, la coreografa e ballerina Ambra Senatore e lo scrittore torinese Andrea Bajani hanno intrecciato le rispettive specificità dando vita a 'Informazioni utili', una produzione di Interplay in prima assoluta all'Astra. Abbiamo poi chiesto alla Scuola Holden di partecipare attivamente con il testo di giovani autori. A recitarlo è Elena Cavallo, che ha già esperienze teatrali pregresse.
- Allo stand della Città di Torino abbiamo appena assistito a C.R. di Barbara Uccelli, ispirato alla fiaba di Cappuccetto Rosso, ma le suggestioni letterarie di questa edizione di Interplay vanno dal Senso di Smilla per la neve di Peter Hoeg a Boris Vian, piuttosto che ad Haruki Murakami o a Amelie Nothomb...
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Abbiamo espressamente richiesto ad alcuni coreografi di lavorare lasciando che fossero le parole ad ispirare la coreografia. Altri spettacoli inseriti in cartellone invece - come Sek Sek (Turchia), 25.06.76 (Argentina) e Geometrie imperfette (Olanda) - sono una testimonianza del panorama emergente internazionale.
L'arte che contamina gli spazi, che rende anche il luogo più asettico teatro di un evento artistico, di un'installazione. La performance che invade la strada intrecciando il tempo preposto per la cultura alla quotidianità. E' un bisogno profondo di rendere meno elitaria la fruizione culturale?
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Assolutamente sì. L'idea è proprio questa. L'arte che ti attraversa la strada. La reazione più interessante e divertente scaturisce dalle performance di danza che utilizzano come spazio scenico la vetrina dei negozi del centro. I passanti rimangono straniti davanti a queste performance, non capiscono se l'intenzione è quella di vendere loro qualcosa. Inizialmente non riescono ad inserire ciò che accade in nessuna categoria, poi stanno al gioco, diventano spettatori.
- Dopo le Vetrine Animate in via Roma, i Blitz si ripetono anche all'interno di Palazzo Nuovo e nelle zone periferiche della città, utilizzando come luogo di spettacolo proprio le strade del quartiere...
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Coinvolgere i giovani, ma soprattutto portare la danza in periferia è stata un'esperienza incredibile. La zona era quella di via Artom e di via Mille Lire. Per noi era un passo importante, ma un po' ci aspettavamo anche di non essere capiti, di trovare indifferenza o poca partecipazione. La realtà è stata molto differente. L'esperienza è diventata in poco tempo una festa e il pubblico era per strada con noi e per noi, incantato dalle performance di danza. I ragazzi hanno fermato i loro motorini, insieme abbiamo mangiato e bevuto, trasformando la strada in qualcosa di diverso.
Di Paola Bologna, 5 maggio 2006
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