Piemonte dal Vivo intervista Carmelo Grassi
Presidente del Teatro Pubblico Pugliese e dell'Anart
Il Piemonte, regione che nell'ultimo decennio ha avuto un ruolo trainante nel processo di nascita e crescita delle Residenze Multidisciplinari, in occasione del convegno nazionale tenutosi a Ivrea il 12 - 13 novembre scorsi che ha visto la firma di un Protocollo d'Intesa con le Regioni Puglia e Toscana, ha incontrato Carmelo Grassi nella sua doppia veste di Presidente del Teatro Pubblico Pugliese e dell'Anart, l'associazione che rappresenta i circuiti teatrali italiani. Scopo dell'intervista, la condivisione del confronto diretto con l'interessante esperienza pugliese che, scardinando una situazione precedentemente cristallizzata, ha saputo rinnovare la propria scena teatrale regionale proprio grazie all'avviamento di undici residenze.
Guarda un'estratto video dell'intervista:
- Abbiamo analizzato modelli diversi di residenza nelle regioni che hanno firmato questo Protocollo d'Intesa. Abbiamo individuato nel modello pugliese una linea importante da seguire perché c'è stato fin da subito un rapporto tra circuito e residenzialità...
- C'è un rapporto stretto. Noi che monitoriamo il territorio dal punto di vista teatrale ci siamo accorti che mancava un rapporto diretto con alcuni territori e in più c'erano delle carenze, nel senso che molti contenitori erano poco utilizzati e le compagnie non avevano spazi per potersi esprimere. Abbiamo cercato di mettere insieme queste emergenze venute fuori dal territorio e con un progetto finanziato dal Ministero dello sviluppo economico e della Regione Puglia si è tentato di dare possibilità al sistema di vivere, di interloquire con nuovi pubblici e abbiamo fatto un nuovo bando per le residenze con la disponibilità da parte delle amministrazioni comunali per l'impiego di teatri che fossero poco utilizzati. Ne sono venute fuori 11 esperienze di residenza, di attivazione cioè di spazi teatrali. I risultati, parlando di numeri, sono 60.000 presenze, di un pubblico che è essenzialmente giovane, che ha quindi rinnovato, svolto la funzione essenziale per cui nascono i circuiti e cioè quella della promozione e formazione del pubblico. Abbiamo creato quindi un nuovo rapporto con un pubblico giovane, una fascia che di solito noi fatichiamo a raggiungere con le stagioni tradizionali. Normalmente attiviamo una fascia di pubblico non dico anziano, ma perlomeno adulto.
- Il modello di stabilità leggera delle residenze presenti sul territorio in Puglia ha quindi un rapporto con il Circuito e con la Regione. Questa sinergia ha funzionato sia per il pubblico sia per il rinnovo generazionale delle compagnie...
- Ha di fatto scardinato un sistema che era cristallizzato, anche perché le micro compagnie, chiamiamole così, i micro gruppi produttivi, avevano difficoltà ad emergere e a fare i "numeri" necessari per poter poi essere riconosciute dal Ministero e dalla Regione. Anche il Ministero per lo sviluppo economico che in un primo momento aveva qualche dubbio sulla validità economica di questo progetto, ha dovuto riconoscere dai numeri che sono venuti fuori che questo ha attivato non solo un nuovo rapporto col pubblico e quindi incassi, ma ha anche attivato una serie di attività attorno al teatro, e poi anche un rapporto più stretto con le amministrazioni comunali e le compagnie stesse, andando a incentivare anche i rapporti economici tra le due entità. Sono stati affidati, ad esempio, a molte delle compagnie che gestivano questi spazi, dei servizi che poi hanno generato economia. Il progetto si è quindi dimostrato virtuoso: ha portato nuova economia e, secondo me, ne ha fatta anche emergere molta, che prima era di fatto sommersa.
- Per chiudere in qualità di Presidente del Teatro Pubblico Pugliese e dell'Anart - la rete di circuiti regionali - questo tavolo di coordinamento tra circuiti e regioni e residenze che sta per partire da Ivrea...
- I processi di formazione delle residenze abbiamo già visto che sono molto diversi fra loro. Io sono convinto, per esperienza già fatta in questo ultimo anno e mezzo, che ci può essere assolutamente sinergia tra i due sistemi: quello distributivo rappresentato dai circuiti, e quello produttivo vicino al territorio - chiamiamolo così - delle residenze. Essendo centri pensanti, non solo centri ricettivi, di spettacolo, io sono convinto che ci possa essere una grande prospettiva. Lo ha dimostrato l'esperienza pugliese. Io sono convinto che pian piano possiamo anche iniziare dei percorsi con altre realtà distributive, anche perché è importante che il circuito non sia - come è stato chiamato da alcuni - l'agenzia pubblica di spettacolo. Non è quello che vogliono essere i circuiti. Vogliono essere una forza propulsiva sia nei confronti di un nuovo pubblico, sia del sistemo produttivo regionale, dal punto di vista teatrale ovviamente. Io sono convinto che con molti circuiti si possa arrivare ad un lavoro di gruppo per poter attivare sempre di più le residenze e quindi anche il teatro in genere e il pubblico, di cui ci dobbiamo preoccupare sempre.
Ivrea 13/11/2009, Antonio Damasco,
Vicepresidente vicario dell'Associazione Piemonte delle Residenze