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Piemonte dal Vivo - In viaggio negli spettacoli fra cultura e turismo

Sommario:




TRIPODI. 3 PUNTI TRA IL CIELO E LA TERRA

I ATTO

TRIPODI. 3 punti tra il cielo e la terra
UNA CREAZIONE DEI FESTIVAL
Differenti Sensazioni
Interplay
Linguaggi Jazz
Teatri di Confine
PROGETTO E REGIA
Gabriele Boccacini
(Stalker Teatro)
COLLABORAZIONE ARTISTICA
Natalia Casorati e Gabriella Maiorino
(Mosaico Danza)
Aldo Pasquero e Giuseppe Morrone
(Faber Teater)
MUSICHE ORIGINALI SUONATE DAL VIVO
Pietro Ballestrero, Paolo Franciscone,
Danilo Pala
(Centro Jazz Torino)
IMMAGINI E REGIA VIDEO
Beppe Calopresti, Claudio Paletto
Riprese video: 720
Montaggio: Andrea Daddi
PERFOMER
Adriana Rinaldi, Anna Rinaldi, Raffaella Marsella, Sara Ghirlanda, Dario Prazzoli, Stefano Bosco, Gigi Piana, Silvia Sabatino, Elisa Boccacini, Elisa Danielato, Gabriella Maiorino, Orso Maria Piavento, Sebastiano Amadio, Stefania Ventura, Roberta Marsella, Ilaria Santandrea, Gerardo Mele, Valentina Ferreri, Veronica Stilla

La trentennale esperienza maturata da Stalker Teatro nel nome di una sperimentazione teatrale incentrata sul rapporto fra teatro e arti visive, e nella produzione di spettacoli che spesso prevedono il coinvolgimento diretto degli spettatori, è senza dubbio il filo rosso che sapientemente unisce - nel corso della performance - teatro, musica originale eseguita dal vivo, danza e video. A dipanarsi, in atmosfere di grande suggestione, è il racconto teatrale di un'umanità che si cerca e si trova, disegnando un percorso che comincia con la ricerca di tripodi nel territorio piemontese, e che in esso chiude il cerchio, grazie al cibo, simbolo universale di ospitalità, che viene offerto al pubblico partecipante. Ad interagire in scena, dopo il racconto delle immagini video, sono i performer di Stalker Teatro e la danza, insieme primitiva e presente, di Gabriella Maiorino. L'incontro di arti e di spett/attori avviene sotto il volo di un'aquila dal becco di ghiaccio, in uno spazio ridefinito da rami triforcuti alchemicamente composti, capovolti verso la terra, mentre il jazz dal vivo di Paolo Franciscone, Pietro Ballestrero e Danilo Pala ricorda che se la musica è nata dall'uomo, anche nell'uomo è Dio. Un grande ramo triforcuto, ripulito delle sue foglie e dei suoi rami secondari, viene ribaltato. Esso si accampa nel terreno in perfetto equilibrio, con la punta dei tre rami sottili appoggiati a terra e la parte in cui si congiungono, quella più grossa, verso il cielo. E' la natura che diventa architettura. Che, alchemicamente composta e medicata da un dono dell'uomo, evoca e racconta. Una foresta di tripodi provenienti da diversi luoghi del territorio piemontese, si ritrova così nello stesso spazio, le energie convergono, forse non solo simbolicamente, nello stesso tempo in cui viene presentato l'evento. La foresta sterminata e tagliente, capace di impedire a chiunque il passaggio diventa una grotta, una casa, un ventre materno teso a proteggere gli uni dagli altri; infine un abbraccio comune tra esseri umani dalle braccia possenti, fin dove l'aquila - volando più sopra del cielo e gli uomini, sprofondando sotto la crosta della terra - trova per tutti il terzo punto, quello dei fratelli, quello comune. Il video racconta, intrecciando l'altrove con l'oggi, la musica è presenza viva, accompagna, descrive, punteggia, diventa danza tribale, il corpo danza tra quei tripodi accampati e solenni, corre tra quelle gambe sottili, sceglie per essi un tempo diverso: l'incontro è avvenuto.




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