La trentennale esperienza maturata da Stalker Teatro nel nome di una sperimentazione teatrale incentrata sul rapporto fra teatro e arti visive, e nella produzione di spettacoli che spesso prevedono il coinvolgimento diretto degli spettatori, è senza dubbio il filo rosso che sapientemente unisce - nel corso della performance - teatro, musica originale eseguita dal vivo, danza e video. A dipanarsi, in atmosfere di grande suggestione, è il racconto teatrale di un'umanità che si cerca e si trova, disegnando un percorso che comincia con la ricerca di tripodi nel territorio piemontese, e che in esso chiude il cerchio, grazie al cibo, simbolo universale di ospitalità, che viene offerto al pubblico partecipante. Ad interagire in scena, dopo il racconto delle immagini video, sono i performer di Stalker Teatro e la danza, insieme primitiva e presente, di Gabriella Maiorino. L'incontro di arti e di spett/attori avviene sotto il volo di un'aquila dal becco di ghiaccio, in uno spazio ridefinito da rami triforcuti alchemicamente composti, capovolti verso la terra, mentre il jazz dal vivo di Paolo Franciscone, Pietro Ballestrero e Danilo Pala ricorda che se la musica è nata dall'uomo, anche nell'uomo è Dio. Un grande ramo triforcuto, ripulito delle sue foglie e dei suoi rami secondari, viene ribaltato. Esso si accampa nel terreno in perfetto equilibrio, con la punta dei tre rami sottili appoggiati a terra e la parte in cui si congiungono, quella più grossa, verso il cielo. E' la natura che diventa architettura. Che, alchemicamente composta e medicata da un dono dell'uomo, evoca e racconta. Una foresta di tripodi provenienti da diversi luoghi del territorio piemontese, si ritrova così nello stesso spazio, le energie convergono, forse non solo simbolicamente, nello stesso tempo in cui viene presentato l'evento. La foresta sterminata e tagliente, capace di impedire a chiunque il passaggio diventa una grotta, una casa, un ventre materno teso a proteggere gli uni dagli altri; infine un abbraccio comune tra esseri umani dalle braccia possenti, fin dove l'aquila - volando più sopra del cielo e gli uomini, sprofondando sotto la crosta della terra - trova per tutti il terzo punto, quello dei fratelli, quello comune. Il video racconta, intrecciando l'altrove con l'oggi, la musica è presenza viva, accompagna, descrive, punteggia, diventa danza tribale, il corpo danza tra quei tripodi accampati e solenni, corre tra quelle gambe sottili, sceglie per essi un tempo diverso: l'incontro è avvenuto.