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Sommario:




I contrasti e l'ottava rima

La poesia a braccio o estemporanea
è un'arte di confine tra canto e declamazione, spettacolo e rito, storia e immaginazione, realtà e finzione, e rappresenta una sorta di interfaccia tra oralità e scrittura. Con le sue diverse forme ed espressioni linguistiche, metriche e musicali, è un patrimonio culturale che lega il presente al passato. Nella attualità della performance - dialogo, contrasto, sfida, disputa, torneo, certame, gara, controversia, duello - la linfa linguistica e poetica dell'epica classica e romanza e dei modelli letterari rinascimentali e barocchi si fonde con la saggezza e la sagacia popolari della tradizione orale e i suoi proverbi, motti, detti, tenendo viva la tensione formale e concettuale in una vera e propria creazione in atto. Il canto della poesia a braccio è costruito sulla dialettica fra tradizione e innovazione, tra eredità della memoria e cronaca e attualità del presente, e con il suo continuo divenire si proietta nel futuro.
L'ottava rima
è una strofa composta di otto endecasillabi rimati, che seguono lo schema ABABABCC, cioè i primi sei endecasillabi a rima alternata, e gli ultimi due a rima baciata e diversa da quelle dei versi precedenti. Ha avuto ampio successo nella poesia narrativa italiana - dal Boccaccio alle sacre rappresentazioni del '400, dal Poliziano al Boiardo, dal Pulci, al Tasso, all'Ariosto - ma essa nasce come forma d'arte popolare, legata all'improvvisazione, per accompagnare momenti festivi tradizionali, occasioni di ritrovo e pause dal lavoro quotidiano. Le sue radici affondano nella struttura metrico-ritmica dei poemi cavallereschi, tanto che, nonostante la scarsa scolarizzazione dei poeti contadini, era frequente sentire chi conosceva a memoria pezzi della Divina Commedia o versi del Tasso, dell'Ariosto e del Cavalier Marino. L'ottava rima - che è riuscita fino ad oggi a mantenere la propria tensione comunicativa grazie alla creatività e alle capacità espressive dei poeti estemporanei - ha saputo attirare l'interesse di alcuni personaggi dello spettacolo quali Francesco Guccini, Davide Riondino e lo stesso Roberto Benigni che in gioventù l'ha praticata assiduamente.
Il contrasto poetico
L'abilità dei poeti estemporanei è assolutamente sorprendente e la vera stoffa di chi improvvisa viene fuori proprio nelle sfide a contrasto. L'argomento del contrasto, detto "passo", suggerito dal pubblico presente, viene trascritto su dei bigliettini da dare ai poeti che scelgono a caso. Un tempo i temi tradizionali riguardavano: "padrone e contadino" "la spada e la penna" "suocera e nuora" "cane e lepre" "acqua e vino" e così via; oggi si preferisce assegnare temi di attualità quali: "Berlusconi - D'Alema" "la zappa e il computer" "cacciatore e ambientalista" "il nuovo e il vecchio secolo" (per dire di un contrasto dato recentemente a Ribolla). La scelta del contrasto è del tutto casuale per cui, preso il biglietto, i poeti si trovano a dover sviluppare e difendere la parte toccata in sorte. La difficoltà nel cantare i "contrasti" sta tutta nelle rigide regole dell'improvvisazione che obbliga i poeti a comporre le ottave organizzando in pochi attimi i contenuti del tema con la costruzione metrica dell'ottava rima che riprende sempre dai versi di chiusura dell'ottava che precede.



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