
Dopo aver ascoltato l'esposizione dell'inchiesta sulle politiche culturali europee in favore delle arti di strada e di pista, ci si focalizza su una realtà ben precisa, quella francese. La parola passa a Elodie Presles del centro nazionale di creazione delle arti di strada Lieux publics, con sede a Marsiglia, molto probabilmente destinato a diventare il centro europeo per l'arte di strada.
Lieux publics in pratica è un vecchio garage che è stato riconvertito in un atelier per la produzione di spettacoli. Accoglie artisti che vengono per fabbricare elementi scenografici, o per realizzare proprio degli spettacoli. Abbiamo anche la possibilità di dare ospitalità alle persone che vengono a lavorarvi. Lieux Publics ha un'équipe di 15 persone con competenze diverse: c'è chi si occupa di produzione, chi di comunicazione, e ovviamente il personale tecnico. Parto da un aspetto più concreto per arrivare al generale. La missione di Lieux Publics sta nell'accompagnamento, nell'ospitalità degli artisti in residenza, nella fornitura di servizi ed eventualmente di sovvenzioni. Abbiamo anche uno studio di registrazione che permette di sviluppare la parte musicale e sonora. Diversi dispositivi finanziari sono stati inoltre messi in atto per aiutare gli artisti a concretizzare i loro progetti nello spazio pubblico. Ogni anno per esempio accompagnamo 5 compagnie in un villaggio Corso, in vista di spettacoli che non sono stati ancora creati: è un brain storming collettivo durante il quale gli artisti si confrontano e ricevono un aiuto nella scrittura dello spettacolo. Abbiamo anche delle borse per le persone che vogliono scrivere degli spettacoli per Lieux Publics. Dietro questi dispositivi c'è una storia, ci sono delle motivazioni, delle prospettive, una progettazione.
Lieux Publics non è una struttura giovane perché è stata creata nel 1983, due anni dopo l'arrivo del socialismo al governo. Al di là della politica questo ha segnato una forte volontà generale di sostegno alla cultura e alle arti emergenti. Per 15 anni gli artisti si sono confrontati, non senza difficoltà, si sono conosciuti e strutturati, i professionisti si sono stanziati sul territorio. Tutto ciò per dire che strutture come Hors le Mur e Lieux Publics non sono nate per caso, ma da una realtà cristallizzatasi, che ha saputo dare spazio a nuove progettualità in grado di aiutare gli artisti e di dare loro il giusto sostegno.
Insisto su questi luoghi di creazione, prima di tutto perché ci lavoro, e perché è molto importante attivare strutture e strategie che permettano di accompagnare gli artisti nel tempo. Negli anni 80 nacquero numerosi festival in grado di radunare molti artisti, ma si trattò di momenti estemporanei. Questi luoghi danno invece continuità ai progetti, e il festival diventa il momento di dimostrazione, una vetrina, o forse anche di più, un supermercato. Questa impostazione è importante perché questi luoghi di residenza permettono la permanenza degli artisti sul territorio, connotandosi come laboratori straordinari in grado di offrire la possibilità di mostrare delle cose, di sperimentare, di interfacciarsi con un pubblico. Si esce dagli schemi e si accompagnano e si seguono gli artisti fino alla distribuzione, lavorando con la popolazione - e parlo di popolazione e non di pubblico, perché è molto presente il concetto di artista cittadino implicato nel suo territorio.
Oggi Lieux Publics ha 25 anni e la sua missione si è evoluta nel tempo soprattutto grazie alla sua apertura sull'Unione Europea e non solo. Dal 2003 ha iniziato una rete intorno all'arte di strada che si chiama In Situ, che ha il vantaggio e la forza di radunare diversi professionisti – siano essi festival, o compagnie - e che dà la possibilità di mettere denaro in comune per favorire la creazione di uno spettacolo e di favorire gli scambi artistici (di proporre cioè agli artisti francesi di andare negli altri paesi e viceversa) e anche di poter fare incontrare due compagnie per creare uno spettacolo. Questa è un'ulteriore fase dell'evoluzione di Lieux Publics, che non vede all'Unione Europea come ad una barriera, ma che ci permette di essere presenti a livello internazionale.