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Sommario:




Una legge pioniera sull'arte di strada in tutte le sue espressioni

Bilancio e prospettive della Legge Regionale sulla Valorizzazione delle Espressioni Artistiche di Strada

Cristina Giacobino

Apre gli interventi destinati ad illustrare la generale situazione dell'arte di strada e di pista in Italia e all'estero, e gli strumenti messi in atto per la loro valorizzazione, il loro sostegno e sviluppo, Cristina Giacobino, funzionario della Regione Piemonte - Direzione Promozione Attività Culturali Istruzione e Spettacolo, Settore Spettacolo. A lei il compito di stilare il bilancio di una legge pioniera che – dopo una lunga consultazione con gli operatori di settore – sta per trovare una nuova formulazione.

Quando il nostro politico dell'epoca ci disse che dovevamo occuparci dell'arte di strada rimanemmo tutti molto interdetti, perché mai ci eravamo occupati di questo settore, e neppure lo conoscevamo. Consultammo quelli che allora erano i nostri primi referenti, per capire intanto come strutturare una legge sull'arte di strada, e poi per capire cosa si voleva fare, chi si voleva premiare - le amministrazioni locali o i singoli artisti - dove si trovavano i singoli artisti… Eravamo veramente all'oscuro di tutto. Poi come sempre, steso il progetto di legge, è stato un lavoro in divenire. Abbiamo visto fin dal primo anno una grandissima adesione che ci sorprese moltissimo: aderirono 60 comuni, oltre 60 artisti e la commissione giudicatrice stessa si trovò di fronte ad una mole di lavoro che non si pensava assolutamente di dover affrontare. Abbiamo cominciato premiando 5 comuni e 5 artisti.

In seguito però cominciarono i primi problemi perché il premio rivolto ai comuni era soltanto piemontese, e in Piemonte non c'erano – come abbiamo potuto verificare nel triennio - così tanti comuni con attività di teatro di strada; spesso era un ‘di cui' all'interno di altri festival che erano perlopiù sagre paesane, oppure momenti legati alla presentazione del proprio territorio. Trascorso il primo triennio, premiati i festival ritenuti dalla commissione di maggior rilievo e gli artisti (che nel lungo periodo sono rimasti sempre tanti, anche in virtù dell'apertura al territorio nazionale), è stato necessario pensare di rivedere in qualche modo quello che stavamo facendo; capire come si poteva intervenire maggiormente sull'arte di strada. Abbiamo allora aperto un vero tavolo di colloquio con quelli che erano gli interlocutori, del territorio e anche nazionali, per comprendere come si poteva migliorare ancora.

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Ed ecco che abbiamo proposto - la buona notizia dell'approvazione da parte della Commissione Cultura del Consiglio Regionale è di ieri – di dare un sostegno non più solo ai comuni e agli artisti, ma a tutte quelle forme progettuali volte a valorizzare e promuovere l'arte di strada. Alle associazioni culturali, alle istituzioni, alle fondazioni. Adesso che andremo a riscrivere la legge, a modificarne i criteri, ci troveremo di fronte ad un panorama estremamente diverso perché avremo da un lato un sostegno contributivo a progetti pluriennali che saranno presentati da amministrazioni locali, associazioni culturali e da operatori del settore - abbiamo inserito anche soggetti privati ma non sappiamo se potranno essere incluse le società vere e proprie - non solo più per festival o rassegne, ma anche per centri di produzione, centri di ricerca, attività di valorizzazione in tutte le sue espressioni, il cui radicamento nel territorio sarà favorito dalla formula pluriennale. Verranno inoltre mantenuti i premi agli artisti – che saranno sempre di 5.000 euro per ciascuno – il cui numero potrebbe in previsione essere aumentato fino a 10. Questa è la novità di oggi, frutto di un lungo lavoro che però ci ha permesso di capire quanto questo settore sia di grande interesse, ma anche di dare un riconoscimento pubblico reale, non solo economico, alla valenza di questo comparto.




 

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