alt Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, in occasione della Giornata internazionale della donna, ha inviato una lettera alle donne piemontesi. Oggetto della missiva sono i nuovi strumenti che l'ente regionale metterà a disposizione per contrastare la violenza di genere e sostenere le vittime.
Nella lettera, non viene solamente presentata la nuova Legge regionale n. 4 del 24 febbraio 2016 contro la violenza sulle donne, ma anche la Mappa dei Centri Antiviolenza presenti su tutto il territorio regionale. Si tratta di strutture che ricevono il sostegno della Regione Piemonte e alle quali si possono rivolgere le vittime di violenza. Nella mappa sono indicati i contatti dei 17 centri antiviolenza regionali. «Così facendo abbiamo voluto fornire alle donne piemontesi uno strumento che si va ad aggiungere al numero di pubblica utilità 1522 che fa capo al Dipartimento delle Pari Opportunità. Inoltre la prossima settimana si terrà la prima riunione del Tavolo di Coordinamento permanente regionale dei centri antiviolenza, strumento introdotto dalla nuova legge contro la violenza sulle donne» - ha dichiarato l’assessora.
«Auspico che presto possa essere approvato anche il disegno di legge numero 141, "Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale", che mira a contrastare le discriminazioni a 360° sotto il profilo del sesso, dell'orientamento sessuale, dell'età, della disabilità e della provenienza etnica. Un testo che vuole trovare risposte anche a quelle situazioni che sono somme di discriminazioni come nel caso delle donne straniere rifugiate. Concretamente stiamo lavorando per sostenere le associazioni che operano contro il loro sfruttamento nel progetto "Piemonte in rete contro la tratta". È anche per questo che il 17 marzo abbiamo organizzato un momento di riflessione dal titolo "Il protagonismo delle donne africane - Quali sfide?" durante il quale si parlerà del ruolo delle donne nello sviluppo delle società in Africa e in Italia» - ha concluso Monica Cerutti.

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