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venerdì 27 febbraio 2015
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Un milione di euro a sostegno delle attività a favore delle donne vittime di violenza. La Regione finanzia 17 progetti

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 altÈ stato approvato il bando regionale per l’accesso ai finanziamenti per il sostegno alle attività a favore delle donne vittime di violenza, la Regione Piemonte erogherà un milione di euro circa. Al bando, che aveva scadenza il 23 dicembre scorso, hanno partecipato associazioni e Comuni (singoli o associati). I progetti finanziati sono 17, di cui 9 sulla Provincia di Torino e 8 sul resto del territorio regionale. Tutte le richieste sono sostenute da reti territoriali a valenza sovracomunale o, come nel caso di Torino, comunale.
Per rispondere alla richiesta la Regione ha ritenuto necessario effettuare l'abbattimento di tutti i contributi ammissibili del 35% circa. Questa procedura era prevista dal bando stesso nel quale era scritto: "Nel caso in cui l’ammontare dei finanziamenti assegnabili superi la somma stanziata a
 

Laboratorio sulle politiche di inclusione attiva delle vittime di violenza e tratta: un percorso di progettazione condivisa

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altGiovedì 19 febbraio 2015 si è tenuto a Torino, presso la sede della Regione Piemonte in via Avogadro 30, il “Laboratorio sulle politiche di inclusione attiva delle vittime di violenza e tratta: un percorso di progettazione condivisa”.
All’evento, organizzato dal Dipartimento per le Pari Opportunità (DPO) – Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Formez PA, in collaborazione con la Regione Piemonte, sono intervenuti l’Assessora Regionale dott.ssa Monica Cerutti, il Direttore della Coesione Sociale, dott. Bordone e la Dott.ssa Luisa Tiberio del DPO.
I relatori hanno sottolineato l’importanza dell’evento quale primo ed importante momento di confronto sul delicato e grave fenomeno della violenza sulle donne e su quello delle donne
 

Ass. Monica Cerutti: "Per venire incontro agli studenti cercheremo di alzare il tetto ISEE fino a 21.000 euro"

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 altAttivare percorsi di partecipazione degli studenti nella definizione di servizi e criteri di accesso ai servizi; porre un tampone all'emergenza innescata dalla riforma dell'ISEE; estendere il concetto di diritto allo studio anche a coloro che sono al di fuori della soglia ISEE. Sostanzialmente sono queste le richieste che i rappresentanti dei senati accademici e dei consigli di amministrazione degli atenei piemontesi hanno avanzato durante la riunione che si è tenuta questa mattina presso l'assessorato al Diritto allo Studio.
"Lo scopo di riunioni come quella di questa mattina è quello di comprendere insieme agli studenti quali sono le priorità da affrontare e, in modo partecipato, trovare delle soluzioni discusse insieme.
 

Giornata della Memoria, ricordare il passato per garantirci un futuro migliore senza discriminazioni

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altIl 27 gennaio 2015 3.500 studenti sono venuti al PalaRuffini di Torino per ricordare il dramma dell'Olocausto in occasione della Giornata della Memoria. Il 27 gennaio del 1945 avvenne la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz dove vennero sterminate 1.100.000 persone: il 90%, ebrei. È per questo che con una risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite è stato deciso che questa data doveva diventare il simbolo della liberazione dalla tirannia e dalla follia del regime nazi-fascista.

 

Quel vagone non è un baraccone, ma un monito contro il razzismo e i populismi

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  alt"Il vagone che ricorda il viaggio di Primo Levi verso Auschwitz non è un "baraccone" e la volontà di tenerlo esposto di fronte a Palazzo Madama non è "una pagliacciata". Torino è città che si è distinta durante la lotta per la liberazione del nostro Paese dal nazi-fascismo e noi siamo orgogliosi di mettere in mostra i simboli di un periodo che non dobbiamo dimenticare" - così l'assessora regionale con delega ai Diritti Monica Cerutti è intervenuta in merita al dibattito che è stato scatenato dalla decisione del sovrintendente ai Beni architettonici del Piemonte, Luca Rinaldi, di limitare l'esposizione del vagone che ricorda la Shoah in piazza Castello a Torino.
 

Ass. Monica Cerutti: "CIE, presto un incontro con il Prefetto e una visita nella struttura di corso Brunelleschi. Non mi sembra adatta a ospitare ipotetici terroristi"

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alt  "L'ultima volta che ho visitato il CIE di Torino, il 16 dicembre scorso, la struttura era in condizioni precarie a causa dei danni causati dalle continue rivolte. I posti disponibili erano 21 rispetto ai 210 iniziali ed erano distribuiti su tre aree distrutte per metà. A prescindere dall'opinione che ognuno ha su misure di restrizione della libertà preventive, non credo che quella struttura sia adatta agli scopi che il Governo si è posto" - così l'assessora della Regione Piemonte con delega all'immigrazione Monica Cerutti in riferimento alla possibilità di detenzione per potenziali jihadisti all'interno del Centro di Identificazione e Espulsione di corso Brunelleschi.
 
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