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L'UOMO E LA NATURA - Bestiari: la natura degli animali

L'autore di uno dei primi bestiari francesi, il piccardo Pierre de Beauvais, scriveva: "Qui incomincia il libro chiamato bestiario, così denominato perché parla della natura delle bestie tutte le creature che dio creò sulla terra le creò per l'uomo, e affinché l'uomo possa ricavarne esempi di religione e di fede".

Sintesi delle conoscenze scientifiche e naturalistiche del loro tempo ma, contemporaneamente, manuali di dottrina cristiana, i bestiari discendono, in versioni rimaneggiate e ampliate dal Phisiologus, testo in greco composto probabilmente ad Alessandria d'Egitto nel II secolo dopo Cristo. I bestiari si propongono di costituire vere e proprie guide alla comprensione del significato nascosto del regno animale Ad esempio nella versione latina del Fisiologo, il pellicano "si racconta che uccide i suoi piccoli e che li pianga per tre giorni, e che poi si ferisca e li riporti in vita irrorandoli di sangue". La formica invece divide i suoi chicchi nella tana a metà per non trovarsi d'inverno semi guasti immagazzinati; nello stesso modo l'uomo di dio separa le cose spirituali da quelle corporali.

Illustrazione da un manoscritto medioevale
Illustrazioni dal manoscritto Cod. Urb. Lat. 276 di Pier Candido Decembrio, De natura avium et animalium del 1460.
Illustrazione da un manoscritto medioevale

Philippe de Thaon nel suo Bestiaire (scritto tra il 1121 ed il 1135) dipinge la leonessa che partorisce un cucciolo morto "e come questo sia risvegliato alla vita dal ruggito del leone"; la leonessa rappresenta Maria, il leoncino Cristo, il ruggito del leone la potenza di Dio. Il Bestiario moralizzato (XIII secolo) è tra i primi ad introdurre animali del tutto fantastici, come il satiro (mezzo uomo e mezzo capra), la manticora (faccia umana, corpo di leone, coda di scorpione), il bonazio (testa di toro ma con le corna ricurve ed inoffensive, criniera di cavallo), e la lamia ( forse il lama il cui latte però è velenoso).

Leonardo da Vinci compose alle soglie Rinascimento probabilmente l'ultimo bestiario: un centinaio (novantanove per l'esattezza) annotazioni zoologiche di cui però, pur essendo un grande osservatore e studioso della natura, non si impegnò nella verifica sperimentale.

Dipinto di Paolo Uccello
San Giorgio che libera la principessa.(particolare)
Paolo Uccello (1397-1475).
Londra, National Gallery
 
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