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Le Alpi uomini e
culture - editoriale
L'assemblea generale delle Nazioni Unite nel
novembre del 1998 ha dichiarato il 2002 "Anno
Internazionale delle Montagne" (AIM), accogliendo
le indicazioni emerse nell'ormai storica conferenza
sull'Ambiente e lo Sviluppo che si tenne a Rio
de Janeiro nel 1992.
"Le montagne - si legge nel Capitolo 13 dell'Agenda
21, sottoscritta dai rappresentati dei 181 paesi
membri delle nazioni Unite - sono una fonte importante
di acqua, energia e biodiversità. Esse
sono anche fonte di risorse fondamentali come
minerali, prodotti silvicoli e agricoli, nonché
luogo di ricreazione. Essendo tra i maggiori ecosistemi
rappresentanti la complessa e interrelata ecologia
del nostro pianeta, l'ambiente montano è
essenziale per la sopravvivenza dell'ecosistema
globale".
Il 2002 costituisce quindi un'occasione unica
per sensibilizzare l'opinione pubblica e focalizzare
l'attenzione dei media su temi troppo spesso considerati
di minore importanza, ma non che non sono affatto
marginali.
Il 54% del territorio italiano, infatti, è
montano e vi lavorano e vi risiedono 12 milioni
di persone, mentre oltre 50 milioni lo frequentano
ogni anno. Sono numeri importanti che non rappresentano
quel clichè di montagna come "luogo
delle fiabe" o "terra dei vinti"
che ritroviamo in tanta letteratura.
La montagna italiana è una realtà
complessa che comprende sia distretti industriali
che oasi naturali, sia località turistiche
famose in tutte il mondo che piccoli paesi che
rischiano l'estinzione: è una realtà
fatta di grandi risorse e inevitabilmente di grandi
problemi.
La sfida che ci pone il 2002 è la sfida
della complessità e solo se la sapremo
accogliere fino in fondo, senza compromessi, potremmo
offrire un valido contributo per promuovere la
conservazione e lo sviluppo sostenibile delle
regioni di montagna, assicurando il benessere
delle popolazioni montane e delle regioni di pianura.
Luciano Caveri
Presidente del Comitato Italiano per il 2002
Anno Internazionale delle Montagne
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