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Torino del Duemila,
si rinnova il Museo Nazionale della Montagna
Fra Torino e le Alpi il legame è forte e consolidato.
Un legame storico, affettivo, materiale e soprattutto
visivo. Dal capoluogo sabaudo infatti, nelle giornate
propizie, le vette alpine sono davvero una presenza
costante e - per l'animo disponibile - coinvolgente.
Danno un senso definito all'orizzonte di corsi e viali,
come cristalli che si materializzano in lontananza,
oltre i fumi, la polvere e le lunghe fughe di platani
e bagolari.
Ad ogni svolta, un cambio di settore: dalle Cozie con
il solitario Monviso, alle Graie con il reale Gran Paradiso,
alle più lontane Pennine con il Monte Rosa.
Torino: culla dell'andar per monti. Nel 1863 al Castello
del Valentino nasce il Club Alpino Italiano. Dieci anni
più tardi al Monte dei Cappuccini viene eretta
la Vedetta Alpina, embrione di quello che, poco dopo,
sarà il primo museo interamente dedicato alle
montagne, finora unico nel nostro paese.
Tra ampliamenti, rifacimenti e ristrutturazioni, dal
1874 ad oggi il Museo ha registrato l'evolversi dell'approccio
umano alla montagna. L'attuale impostazione risale ad
oltre venti anni fa', due decenni nei quali grazie alle
rassegne di filmati Videomontagna e, soprattutto, alle
mostre temporanee raccolte nei preziosi Cahiers, il
Museo ha acquisito un ruolo di assoluto rilievo anche
a livello internazionale.
La montagna, mondo "ai margini", ma non per
questo è stata risparmiata dal turbine di cambiamenti
che ha caratterizzato gli ultimi decenni del secolo.
Accanto all'approccio multisportivo e, più di
recente, virtuale all'alpe, il vulcano degli eventi
ha eruttato anche il magma del ripensamento: dei modi
di frequentazione per turisti e cittadini, dei modi
di vivere e abitare sui monti per i montanari.
Per il Museo si profila dunque la necessità di
un ulteriore aggiornamento. Degli spazi espositivi:
il rilevante incremento della documentazione disponibile
e le continue acquisizioni di attrezzature e materiali
tecnici (soprattutto sci), impongono una loro riorganizzazione
e ampliamento. Dell'ambiente "concettuale":
necessario per collocare il Museo all'interno di una
dimensione culturale aggiornata, nella quale il rapporto
uomo-natura (e quindi uomo-montagna) sia fondato sulla
conoscenza e sul rispetto.
Infine dell'ambiente "emotivo": un museo,
oltre a memoria e conoscenza, deve anche trasmettere
emozioni e sensazioni che, in questo caso, non possono
non coinvolgere prioritariamente la vista.
Sono questi, in sintesi, i tre assi portanti che caratterizzano
il progetto del nuovo Museo Nazionale della Montagna
"Duca degli Abruzzi", presentato ufficialmente
a Torino il 7 luglio 2001. Vediamone gli aspetti salienti.
Area espositiva:
Lo spazio sui due piani principali, attualmente destinato
all'esposizione stabile, verrà reso più
flessibile, con grande possibilità di interscambio
di itinerari. Sono previste "otto tappe" tematiche,
ognuna con uno spazio apposito intorno all'ottagono
centrale dell'edificio. Dalla civiltà e storia
umana alle Alpi cerniera di culture, quindi alpinismo
e turismo con la montagna invernale e gli sport della
neve, i "monti lontani" e, infine, ma certo
non ultimo per importanza, i parchi e i problemi della
tutela.
L'ottagono centrale, oltre che spazio flessibile in
grado di ospitare mostre a se stanti, svolgerà
l'importante funzione di diffusore di luce naturale,
catturata direttamente "alla fonte" e canalizzata
tramite un sistema di lucernari e di pavimentazioni
in vetro opalino.
Proprio la luce naturale costituisce un significativo
elemento - fisico - di novità del progetto. Ma
non l'unico: da Torino le montagne si possono vedere
assai bene e allora
che si vedano, da una grande
e panoramica terrazza!
Obbiettivo dichiarato, le montagne, nel nuovo Museo,
devono giocare un ruolo di effettivo primo piano. Per
questo, a culmine e completamento del percorso museale,
è previsto un importante spazio di osservazione
all'aperto. Non solo, accanto alla terrazza, con l'installazione
di un nuovo telescopio verrà ripristinata sotto
il profili funzionale anche la Vedetta Alpina.
Sempre per quanto concerne l'area espositiva, sono ovviamente
confermate le Mostre Temporanee. In merito, sono in
programma lavori di miglioramento alle sale attualmente
utilizzate al piano delle Arcate e della Palestra, sottostante
la piazza del Monte dei Cappuccini.
L'Area Documentazione verrà ospitata nell'ala
recentemente restaurata dal comune e in corso di consegna
alla Sezione di Torino del Club Alpino Italiano.
Tale area avrà ingresso autonomo e vi troveranno
spazio la Biblioteca Nazionale del CAI, il Centro Documentazione
del Museo, il Centro Italiano Studio e Documentazione
Alpinismo Extraeuropeo (CISDAE), la Cineteca Storica
e la Videoteca del Museo.
Infine l'Area Incontri, caratterizzata dall'importante
Sala degli Stemmi del CAI e dal ristorante a servizio
dell'intera struttura.
L'inizio dei lavori è previsto per la metà
del 2002. Tempo di realizzazione stimato in due anni,
durante i quali il Museo sarà comunque agibile
e visitabile, salvo la chiusura a rotazione delle aree
interessate dagli interventi.
In conclusione, per il Nuovo Museomontagna di Torino,
insieme al consolidato e accanto alle originali soluzioni
ipertecnologiche, è previsto un significativo
ritorno alle origini. E questo è probabilmente
l'elemento di maggior rilievo.
Ulteriori informazioni presso il Museo, al Monte dei
Cappuccini, in Via Giardino 39. Tel. 011.6604104
Orario: tutti i giorni dalle 9 alle 19
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