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Mensile di informazione e divulgazione naturalistica
 
supplemento n°1 al
n° 113

Gennaio 2001
Copertina Rivista

SOMMARIO
(testi integrali)

Transumanze, veicolo di culture

Passare le Alpi

La nascita del turismo

Storia della scalata

Le Alpi nell'immaginario


Alpi in festa, riti propiziatori nelle Alpi occidentali

L'Alpe culture e testimonianze dell'Europa alpina

Torino, si rinnova il museo nazionale della montagna

Montagna web

I Parchi del Piemonte > Piemonte Parchi > Speciale montagna
MONTAGNA di Toni Farina

Torino del Duemila,
si rinnova il Museo Nazionale della Montagna

Fra Torino e le Alpi il legame è forte e consolidato. Un legame storico, affettivo, materiale e soprattutto visivo. Dal capoluogo sabaudo infatti, nelle giornate propizie, le vette alpine sono davvero una presenza costante e - per l'animo disponibile - coinvolgente.
Danno un senso definito all'orizzonte di corsi e viali, come cristalli che si materializzano in lontananza, oltre i fumi, la polvere e le lunghe fughe di platani e bagolari.
Ad ogni svolta, un cambio di settore: dalle Cozie con il solitario Monviso, alle Graie con il reale Gran Paradiso, alle più lontane Pennine con il Monte Rosa.
Torino: culla dell'andar per monti. Nel 1863 al Castello del Valentino nasce il Club Alpino Italiano. Dieci anni più tardi al Monte dei Cappuccini viene eretta la Vedetta Alpina, embrione di quello che, poco dopo, sarà il primo museo interamente dedicato alle montagne, finora unico nel nostro paese.
Tra ampliamenti, rifacimenti e ristrutturazioni, dal 1874 ad oggi il Museo ha registrato l'evolversi dell'approccio umano alla montagna. L'attuale impostazione risale ad oltre venti anni fa', due decenni nei quali grazie alle rassegne di filmati Videomontagna e, soprattutto, alle mostre temporanee raccolte nei preziosi Cahiers, il Museo ha acquisito un ruolo di assoluto rilievo anche a livello internazionale.
La montagna, mondo "ai margini", ma non per questo è stata risparmiata dal turbine di cambiamenti che ha caratterizzato gli ultimi decenni del secolo. Accanto all'approccio multisportivo e, più di recente, virtuale all'alpe, il vulcano degli eventi ha eruttato anche il magma del ripensamento: dei modi di frequentazione per turisti e cittadini, dei modi di vivere e abitare sui monti per i montanari.
Per il Museo si profila dunque la necessità di un ulteriore aggiornamento. Degli spazi espositivi: il rilevante incremento della documentazione disponibile e le continue acquisizioni di attrezzature e materiali tecnici (soprattutto sci), impongono una loro riorganizzazione e ampliamento. Dell'ambiente "concettuale": necessario per collocare il Museo all'interno di una dimensione culturale aggiornata, nella quale il rapporto uomo-natura (e quindi uomo-montagna) sia fondato sulla conoscenza e sul rispetto.
Infine dell'ambiente "emotivo": un museo, oltre a memoria e conoscenza, deve anche trasmettere emozioni e sensazioni che, in questo caso, non possono non coinvolgere prioritariamente la vista.
Sono questi, in sintesi, i tre assi portanti che caratterizzano il progetto del nuovo Museo Nazionale della Montagna "Duca degli Abruzzi", presentato ufficialmente a Torino il 7 luglio 2001. Vediamone gli aspetti salienti.

Area espositiva:
Lo spazio sui due piani principali, attualmente destinato all'esposizione stabile, verrà reso più flessibile, con grande possibilità di interscambio di itinerari. Sono previste "otto tappe" tematiche, ognuna con uno spazio apposito intorno all'ottagono centrale dell'edificio. Dalla civiltà e storia umana alle Alpi cerniera di culture, quindi alpinismo e turismo con la montagna invernale e gli sport della neve, i "monti lontani" e, infine, ma certo non ultimo per importanza, i parchi e i problemi della tutela.
L'ottagono centrale, oltre che spazio flessibile in grado di ospitare mostre a se stanti, svolgerà l'importante funzione di diffusore di luce naturale, catturata direttamente "alla fonte" e canalizzata tramite un sistema di lucernari e di pavimentazioni in vetro opalino.
Proprio la luce naturale costituisce un significativo elemento - fisico - di novità del progetto. Ma non l'unico: da Torino le montagne si possono vedere assai bene e allora… che si vedano, da una grande e panoramica terrazza!
Obbiettivo dichiarato, le montagne, nel nuovo Museo, devono giocare un ruolo di effettivo primo piano. Per questo, a culmine e completamento del percorso museale, è previsto un importante spazio di osservazione all'aperto. Non solo, accanto alla terrazza, con l'installazione di un nuovo telescopio verrà ripristinata sotto il profili funzionale anche la Vedetta Alpina.
Sempre per quanto concerne l'area espositiva, sono ovviamente confermate le Mostre Temporanee. In merito, sono in programma lavori di miglioramento alle sale attualmente utilizzate al piano delle Arcate e della Palestra, sottostante la piazza del Monte dei Cappuccini.
L'Area Documentazione verrà ospitata nell'ala recentemente restaurata dal comune e in corso di consegna alla Sezione di Torino del Club Alpino Italiano.
Tale area avrà ingresso autonomo e vi troveranno spazio la Biblioteca Nazionale del CAI, il Centro Documentazione del Museo, il Centro Italiano Studio e Documentazione Alpinismo Extraeuropeo (CISDAE), la Cineteca Storica e la Videoteca del Museo.
Infine l'Area Incontri, caratterizzata dall'importante Sala degli Stemmi del CAI e dal ristorante a servizio dell'intera struttura.

L'inizio dei lavori è previsto per la metà del 2002. Tempo di realizzazione stimato in due anni, durante i quali il Museo sarà comunque agibile e visitabile, salvo la chiusura a rotazione delle aree interessate dagli interventi.

In conclusione, per il Nuovo Museomontagna di Torino, insieme al consolidato e accanto alle originali soluzioni ipertecnologiche, è previsto un significativo ritorno alle origini. E questo è probabilmente l'elemento di maggior rilievo.

Ulteriori informazioni presso il Museo, al Monte dei Cappuccini, in Via Giardino 39. Tel. 011.6604104
Orario: tutti i giorni dalle 9 alle 19

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