|
Monte Tobbio, una montagna
tutta mia
Il Tobbio è la mia montagna. Fra noi
esiste un legame di appartenenza forte e indissolubile,
ma non certo esclusivo perché le persone
attratte dal monte sono moltissime. Lo dimostra
il registro delle firme nel rifugio sulla cima
che raccoglie le testimonianze di un'unione magica,
autentica e profonda.
Ancora sul Tobbio, sempre stupendo (Roberta e
Fabrizio).
Qui si respira l'aria fresca e il sole è
limpido (P.L.D.).
Due ore di marcia, per stare quassù 20
minuti. E un'altra oretta per tornare! Ma la Raffa
è fatta così
o la uccidi o
le stai dietro (Simo).
Spesso gli appunti del diario svelano atmosfere
calde e familiari.
E' un tiepido pomeriggio invernale, quasi primaverile;
una leggera nuvolosità lascia rapidamente
spazio a un limpido tramonto; permane la foschia
in pianura e verso Genova, e la nuvolosità
sull'arco alpino. Soffia un leggero vento di tramontana.
Sono con mio cugino Roberto e suo figlio Marco,
e il programma è quello di cenare quassù,
al caldo della stufa a legna e poi tornare agli
Eremiti alla luce delle torce. La serata si preannuncia
piacevole e rilassante
A presto! (Lorenzo,
149^ volta sulla vetta).
Marco è un bambino (lo si capisce dalla
sua scrittura infantile) e fa sapere di essere
salito sulla vetta già 14 volte, mentre
suo padre Roberto è un 'amico del Tobbio'
e quando per la 184^ volta raggiunge la cima,
scrive:
Sono parecchi anni che non venivamo di sera e
devo dire la verità che mi fa molto piacere
e mi sembra di tornare ragazzo. La mamma Tina
non è voluta venire, è rimasta a
Voltaggio con il nonno e penso che si sia persa
un'occasione per cambiare le stesse situazioni
che alla fine stancano un po'.
Anche una semplice descrizione può nascondere
l'ispirazione poetica delle persone più
sensibili e capaci di cogliere gli infiniti suggerimenti
del luogo.
Amico caro, le tue vecchie pietre, un po' incredule,
hanno visto giusto: sono io
Quanti anni
sono passati da quando ci siamo conosciuti (30?)
quanto ne sono passati dall'ultima volta? (3?).
Un po' di nostalgia mi ha spinta a ritornare per
riallacciare quel filo che si è creato
fra noi e che non si è mai logorato e ho
capito che la nostra amicizia andrà sempre
avanti nel cammino del tempo. Ti saluto caro amico,
verranno ancora altre occasioni per ritrovarci
(Flavia).
Il Tobbio come il Mount Ventoux di petrarchiana
memoria. Da soli senza rumori se non il sibilo
del vento si è indotti all'introspezione
ed a riflessioni sulla miseria dell'uomo e sulla
caducità delle cose. Ma lo spettacolo della
natura è qui superbo e deve quindi prevalere
l'ottimismo (Anonimo).
La luna e il sole si salutano in meravigliosi
colori di Luce. Così è rimasto in
me il ricordo di questi giorni, così posso
salutarti senza rimpianto (Giampaolo).
A far la parte del leone è la grande
quantità di annotazioni sulle condizioni
meteorologiche e sulle mirabili visuali panoramiche,
ma suscitano interesse anche le riflessioni e
le storie personali, le confessioni intime e le
pene d'amore.
Ho voluto tornare quassù dopo tanti anni
per riassaporare sensazioni ed emozioni che un
luogo così sa offrire. Oltre naturalmente
a facilitarmi alcune riflessioni e deduzioni importanti.
Arrivo in vetta ormai quasi buio. Bevo, mi cambio
la roba sudata, leggo qualcosa, poi mi preparo
per la notte. Probabilmente non pioverà,
quindi all'aperto, lato Sud-Ovest. Non appena
il buio si fa più fitto, come a salutare
l'arrivo della notte, centinaia di piccole e fioche
luci si accendono ad intermittenza: grazie lucciole,
per questo spettacolo inatteso! M'infilo nel sacco
a pelo e subito, una fresca brezza mi accarezza
il volto, come a garantirmi che sarà una
notte tranquilla. Anche le stelle sono discrete.
Una bruma lattiginosa le nasconde a tratti al
mio sguardo. In lontananza un rapace notturno
emette il suo triste richiamo. Qualche pipistrello
volteggia soffice nell'aria, nascondendosi nel
buio. Non riesco a dormire. I pensieri si accavallano.
Lontani lampi da Ovest mi inquietano. Ma non per
un possibile temporale! All'improvviso dallo spigolo
della chiesa una luce rossastra annuncia la luna.
Con quell'alone di bruma è molto malinconica
(Franco).
Questo è uno di quei momenti in cui una
persona che si presume normale, deve fermarsi
e pensare a quello che fa, a quello in cui crede,
ai suoi valori. Non c'è niente di meglio
che essere attorniati dal silenzio, rotto solo
dal sibilare del vento. Chiedo perdono allo sventurato
"amico del Tobbio" che si azzarderà
a leggere quello che sto scrivendo, questo è
un modo come un altro per sfogarsi dopo aver perso
una persona amata. Sono felice di essere venuto
qua sopra da solo, di passare questa notte qui
lontano da tutto e da tutti. Avrei voluto venirci
con quella ragazza che non riesco ad odiare solo
perché mi ha lasciato
" (Ale).
Dieci giorni dopo, risponde Alberto, rincuorando
lo sconosciuto con una vera e propria lettera,
piena di consigli e d'incoraggiamento, espressi
da uno che ti capisce perché in un tempo
non troppo passato successe anche a me. Auguri
Ale (anche se forse non mi leggerai mai) e ricordati
di non smettere mai di credere all'amore.
Paolo ama comunicare con celebri aforismi:
L'universo è una sfera infinita il
cui centro è ovunque e la circonferenza
in nessun posto. - Pascal.
Maurizio invece inventa un dialogo con chi
ha raggiunto la cima nei giorni precedenti:
Possibile che quando veniamo noi ci sia questa
fetente perturbazione atlantica che ci opprime
sulla testa, nel naso e fra i capelli con la sua
umidità penetrante. Ci consolano e ci fanno
rabbia le scritte precedenti delle giornate di
sole terso. Meno male che ci sono i tarallucci
e i buoni amici. Ciao a tutti e spero che anche
qualcun altro si becchi questo tempo infame qualche
volta.
A volte la montagna diventa un luogo tragico.
L'11 novembre 1991, Andrea Longhetti, un ragazzo
di 28 anni di Mede Lomellina, consegnò
proprio a una pagina del diario le sue ultime
parole: Ore 16,45. Calano le tenebre. Nebbia.
Scendo a valle, ma non arrivò mai perché
scendendo morì precipitando in un dirupo.
Invece l'anno seguente la vetta fu interessata
da un evento di sapore hollywoodiano: "Lui
sale sulla vetta a piedi, lei, il prete e 40 invitati,
in elicottero. Alberto Gobbi, medico ortopedico
all'Ospedale San Raffaele di Milano e Raffaella
Pittatore, assistente di volo della Suissair,
hanno scelto un luogo davvero insolito e stravagante
per celebrare il loro matrimonio!" (da "Il
Secolo XIX" 15.9.1992).
La prima volta. Ciao sono Maria Chiara,
ho 11 mesi domani e mi sono fatta portare in braccio
dal mio papà sul Monte Tobbio per la prima
volta. Spero di poterci tornare presto con le
mie gambette e divertirmi come mi sono diverta
oggi. Un bacione a tutti, a papà Giampaolo
e a mamma Anna.
Prima della prima volta. Ciao Tobbio, spero
di rivederti l'anno prossimo in compagnia di Giulia
e Darida che ora ti possono vedere solo attraverso
i miei occhi. A presto (Anna).
Proposte per il rispetto del luogo. Secondo
me sul Tobbio dovrebbero vietare i telefonini.
Non puoi essere così sopra a tutto e abbassarti
al livello dei "piccoli uomini del sottobosco
finlandese" che notoriamente fanno uso dei
cellulari! (Susanna). Nonostante il fatto che
è stata sepolta la spazzatura e posti dei
cartelli relativi al dovere di non sporcare, vi
è sempre chi continua a lasciare bottiglie
e altre cose non più servibili. (Michele).
Fatica, stupore, agonismo, gusto della vittoria.
Pensavamo di non farcela, invece dopo 2 ore
di lungo cammino siamo finalmente giunti! Non
abbiamo il coraggio di tornare indietro. Moriremo
qui! Se ci vedete, seppelliteci
(Bruno e
Gianni). Tempo di salita: 53' 27" (Flavio).
Saliti con Giovanna proviamo a scendere col parapendio.
Vento da nord abbastanza sostenuto (Gianni e Renato).
Secondo allenamento. Ho impiegato 38 minuti, dagli
Eremiti fino in vetta. Ciao a domani (Roberto).
Dovevo proprio venire sul Tobbio per suonare le
campane!!! (Beppe).
Conviviale. Come tradizione, la domenica
prima di Natale è dedicata all'escursione
sul Tobbio, per lo scambio di auguri fra i soci
del nostro gruppo con annesse abbuffate di panettoni
e dolci vari e bevute di "quel bon",
cosa che favorisce l'allegria e il bel (?!) canto.
(Gruppo Scarponi - 25 firme).
Terapia. Ore 14,30 Salita: Pessimismo e
Fastidio - Vetta - Ore 17 Discesa: Ottimismo e
Soddisfazione. Giornata nebbiosa, ventosa, piovosa;
ma il Tobbio è sempre il Tobbio! (L. R.
C.).
Memorial Day. Dedichiamo questa escursione
sul Tobbio alla memoria del nonno Antonio, nato
ai piedi di questo monte (Livio e Felice).
Per Grazia Ricevuta. Dopo il grave incidente
occorsomi non sperando di rivedere la chiesetta
del Tobbio, ringrazio la Santa Vergine di Caravaggio
di aver fatto sì che il miracolo si avverasse
(Mimmo).
Riservata personale. Un saluto alla Anna
di Voltaggio. Lei non si ricorderà di me,
ci siamo conosciuti sul Tobbio nel 1994 ed abbiamo
chiacchierato un bel po'. La ritengo una persona
molto simpatica oltre che carina (Giuliano).
Conclusione Auguriamo ai nostri successori
di passare questa meravigliosa avventura in una
notte freddissima di novembre, seduti magari su
questo tavolo a scrivere le proprie emozioni (Paolo
e Christian).
Post Scrittum Mi scuso con i lettori per
il volume del mio manoscritto, ma dovevo lasciarlo
anche qui un segno della mia esistenza. Ciao (Diego).
Un libro, mille autori
Il registro delle firme che si trova in molti
rifugi montani ha il valore di un libro. Certo
non è un testo letterario in senso classico,
ma un frutto dai mille colori, dove si alternano
emozioni e osservazioni, ragionamenti e frasi
spiritose. E' un documento speciale scritto a
più mani e aperto a tutti gli 'eletti'
che vinta la fatica dell'ascesa, raggiungono la
mèta. E' uno stimolo per chi scrive e vede
premiato il suo bisogno di comunicare. E' piacevole
per chi legge e partecipa alle esperienze altrui.
Adelina Ravera, responsabile dell'Associazione
"Amici del Tobbio" da 15 anni custodisce
i diari, messi a disposizione di tutti coloro
che raggiungono la vetta. Si tratta di una sessantina
di spessi quadernoni, rinchiusi in due casse di
metallo che conservano le parole di migliaia persone.
Quei preziosi manoscritti sono la fonte che ha
permesso di mostrare la ricchezza, il fascino
e la vitalità del monte Tobbio.
|